F1 | Aston: l'uscita di Fallows nasce da "18 mesi senza progressi”
Aston Martin cerca di risalire dopo un 2024 al di sotto delle aspettative sul piano delle prestazioni, che l'ex direttore tecnico Dan Fallows ha pagato con l'allontanamento da quel ruolo. Lance Stroll ha individuato le criticità della AMR24, sottolineando anche come negli ultimi 18 mesi lo sviluppo si sia sostanzialmente appiattito senza progressi.
Aston Martin cerca di rialzare la testa, ristrutturando l’organico tecnico e provando a mettere le basi per quello che sarà un 2026 che dirà molto su quelle che saranno le ambizioni per la scuderia britannica nel medio termine. Alla vigilia del Gran Premio di Las Vegas, il team ha infatti confermato il cambio ai vertici della direzione tecnica, con l’addio di Dan Fallows con effetto immediato al termine di una stagione che ha visto Aston Martin scivolare a centro gruppo.
Fallows era arrivato in Aston Martin nell'aprile del 2022 dopo che il team britannico aveva spinto a lungo per strapparlo alla Red Bull, dove era salito nei ranghi fino a diventare uno dei responsabili del reparto aerodinamico. Aston Martin aveva puntato fortemente su di lui, affidandogli subito la direzione tecnica della squadra mentre proseguiva la campagna di rafforzamento assumendo altri ingegneri di spicco dai rivali.
Sotto la sua guida, Aston Martin ha vissuto un inizio 2023 brillante con un bottino di ben sette podi nella prima metà di campionato, assumendo a tratti anche il ruolo di seconda forza in pista. Tuttavia, già nel corso di quella stagione era emersa in maniera piuttosto chiara la difficoltà nel seguire la crescita degli avversari, con un calo che si è ripetuto anche nel 2024. Ora il team di Silverstone è scivolato nella lotta di centro gruppo, con le squadre di vertice più lontane di quanto lo fossero l’anno passato.
Dan Fallows, Technical Director, Aston Martin F1 Team
Foto di: Aston Martin Racing
L'addio di Fallows per i risultati sotto le aspettative
Difficoltà che hanno portato all’allontanamento di Dan Fallows dal ruolo di direttore tecnico, perché la AMR24 non ha risposto alle aspettative per il 2024: "Le prestazioni della squadra quest'anno non sono state al livello che tutti noi volevamo. Non siamo riusciti a raggiungere questo obiettivo. E questa è stata una decisione presa dalla squadra", ha detto Tom McCullough, uno dei responsabili tecnici del team di Silverstone spiegando l’allontanamento di Fallows, il quale per il momento rimarrà comunque dentro il gruppo con un altro ruolo.
"Ho lavorato accanto a Dan negli ultimi due o tre anni. Ha avuto un grande impatto sullo sviluppo della vettura 2022 e 2023, ha portato molto alla squadra, ad essere onesti. Da questo punto di vista, è stato divertente lavorare con lui. Ma alla fine, nel corso del 2024, non abbiamo ottenuto in pista i risultati che ci aspettavamo e che volevamo ottenere. Quindi si è scelto di cambiare”.
Al momento non c’è un vero e proprio sostituito per Fallows, con le sue funzioni che sono state ripartite all’interno della squadra. Bob Bell, giunto in Aston ad aprile, continuerà a supervisionare il dipartimento tecnico, con Luca Furbatto, Tom McCullough ed Eric Blandin che riferiranno direttamente a lui.
Stroll: "Sviluppo fermo da 18 mesi"
Fallows ha pagato soprattutto i pochi progressi compiuti negli ultimi 18 mesi, con la vettura che, invece di fare un salto in avanti, sostanzialmente è scivolata tra le altre squadra di centro gruppo. A dire il vero, come raccontato da Lance Stroll, la monoposto 2024 ha una base piuttosto diversa da quella del 2023, ma il problema principale è che, semplicemente, non è abbastanza veloce e che anche i dati mostrano dei peggioramenti in alcune aree.
Fernando Alonso, Aston Martin AMR24, Lance Stroll, Aston Martin AMR24
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
“La macchina è molto diversa da quella dell'anno scorso, ma è un gioco relativo. Non siamo abbastanza veloci rispetto alla concorrenza. All'inizio dell'anno, andavamo a punti più o meno in ogni weekend o eravamo in lotta la top 10, ma man mano che gli altri hanno portato sviluppi, noi non siamo riusciti a essere più veloci. Credo che la nostra vettura non sia davvero più veloce. I numeri dicono che è migliore in alcune aree, peggiore in altre, e alla fine è stato lo stesso con tutto ciò che abbiamo portato sull’auto durante l’anno”, ha raccontato il pilota canadese.
Anche per questo Stroll non è totalmente sorpreso dell’allontanamento di Fallows, perché seppur il DT sia stata una delle figure chiave nella crescita tra il 2022 e la prima parte di 2023, i progressi negli ultimi 18 mesi si sono sostanzialmente appiattiti: “Dan ha fatto molte cose importanti per la squadra. Ci ha portati dal punto in cui eravamo nel 2022, a lottare per la top 5 nella prima metà del 2023”, ha raccontato Stroll.
“Tuttavia, da allora non c’è stato alcun sviluppo sulla vettura. È come se lo sviluppo sulla monoposto si fosse appiattito. Sono grato per molte cose che Dan ha fatto, ma allo stesso tempo capisco che è stata davvero dura per lui e per la squadra negli ultimi 18 mesi. Non siamo riusciti a ottenere prestazioni dalla vettura e, purtroppo, è così che le cose poi si sviluppano alla fine”.
Il problema di fondo è che, come confermato anche da McCullough, la vettura ora non solo non ha fatto progressi sul piano delle prestazioni, ma è anche più difficile da guidare: “Sì, credo che quest'anno abbiamo reso la macchina più difficile da guidare. Nella ricerca di maggiori prestazioni, abbiamo reso la macchina più difficile per i piloti. Abbiamo faticato un po' con il bouncing e questo l’ha resa alle volte imprevedibile per i piloti”.
Il fondo di Suzuka
A Las Vegas con il fondo che ha debuttato in aprile a Suzuka
Stroll ha poi spiegato alcune delle aree su cui servono interventi più tempestivi, ovvero la gestione delle altezze da terra e le performance nelle curve a bassa velocità, anche perché il bouncing, come visto in Brasile, rimane tutt’ora un problema da risolvere. La vettura gira piuttosto rigida e bassa da terra, il che aiuta un po’ con le performance nei tratti ad alta velocità, dove in effetti si sono visti dei progressi, ma i tratti lenti rimangono un aspetto su cui lavorare, perché questa monoposto è molto diversa da quella che nel 2023 aveva fatto delle curve a bassa percorrenza un punto di forza.
"Penso che dobbiamo migliorare la gestione della altezze e il comportamento della vettura nelle curve a bassa velocità. Nelle curve più rapide siamo stati più competitivi che in quelle a bassa velocità, basta guardare ai dati raccolti durante la stagione. Le curve a bassa velocità sono quelle in cui abbiamo fatto più fatica. È piuttosto diverso dall’anno scorso".
Aston ha seguito due filosofie sul fondo, aspetto piuttosto curioso e strano per i team di F1, tanto che si ritrova a dover alternare le specifiche a seconda delle caratteristiche della pista. Ad Austin ha portato un fondo sperimentale mix tra i due concept, ma anche in questo caso i risultati sono stati contrastanti, come spiegato qualche settimana fa.
“Abbiamo due tipi di fondi diversi, uno dei quali si è rivelato più efficace alle basse velocità, l'altro alle alte e li alterniamo in base alle pista. L'ideale sarebbe avere un piano che faccia tutto, ma non ci siamo ancora riusciti. Questo è ovviamente l'obiettivo per l'inizio del prossimo anno”, ha aggiunto McCullough, anche perché chiaramente fabbricare specifiche diverse ha anche un peso sul budget. A Las Vegas, pista che tende a un setup volto su curve lente e gestione del posteriore, si userà il fondo che meglio ha funzionato durante l'anno in quei tratti, ovvero quello che ha debuttato ad aprile a Suzuka.
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