F1 | McLaren, il titolo piloti è distante: addio alle Papaya Rules 2.0
Dopo che Norris è scivolato a -62 in classifica al termine del GP del Brasile, McLaren sa che il titolo piloti è ormai distante e ha deciso di fare un passo indietro sulle Papaya Rules. Ora Piastri non dovrà più agire di supporto al compagno di squadra, ma potrà lottare per i propri obiettivi, tenendo però sempre a mente l'obiettivo costruttori.
Il GP del Brasile ha realisticamente messo la parola fine alle speranze mondiali di Lando Norris, a meno di un grosso scossone a Las Vegas, ma ha anche un significato più ampio da leggere da molteplici punti di vista. Durante il fine settimana a San Paolo, infatti, si sono registrati gli esempi migliori delle “Papaya Rules” rivisitate dalla McLaren per aiutare il britannico nella rincorsa al titolo.
Sabato, durante la sprint race Oscar Piastri aveva ceduto la vittoria al compagno di casacca a pochi giri dal termine, non senza qualche malumore nel dover rinunciare a un successo che si era oggettivamente meritato fino a quel momento. Tuttavia, con una situazione di classifica difficile, ma che vedeva ancora una minima speranza di vedere un cambio al vertice, McLaren aveva fatto la sua scelta, ovvero dare il massimo supporto a Norris, a patto chiaramente di non danneggiare la classifica costruttori.
La vittoria di Max Verstappen nella gara domenicale a San Paolo con una rimonta quasi dal fondo della griglia ha però stravolto nuovamente gli scenari, perché il margine in classifica sul britannico si è esteso a ben 62 punti su 86 disponibili. Le speranze di mondiale per Norris ormai si sono ridotte a un lumicino e questo ha avuto delle conseguenze anche in casa McLaren, che ha deciso di rivedere le Papaya Rules per quest’ultima parte di campionato, dando nuovamente a Piastri l’opportunità di lottare per risultati di spicco.
In Brasile Piastri ha dovuto lasciar passare Norris nella sprint
Foto di: Steven Tee / Motorsport Images
Addio alle Papaya Rules 2.0
A confermarlo è stato lo stesso pilota australiano che, alla vigilia del Gran Premio di Las Vegas, ha detto che da questo weekend non agirà più con un ruolo di supporto al compagno di team per massimizzare le speranze mondiali di Norris, bensì potrà lottare senza sacrificarsi.
Quando gli è stato chiesto se le Papaya Rules fossero cambiate dopo il Gran Premio del Brasile, Piastri ha risposto affermativamente sottolineando come McLaren abbia allentato queste regole interne, per quanto vi siano comunque delle situazioni molto specifiche in cui potrebbe essere richiesto il suo aiuto. Infatti, rimane sempre ben chiaro come l’obiettivo principale sia quello di riportare McLaren il più in alto possibile, specie con il sogno del titolo costruttori che ora si sta pian piano avvicinando, per cui è facile immaginare che, in situazioni come quelle vissute in Azerbaijan qualche mese fa, quando Norris provò a rallentare Sergio Perez per dare modo a Piastri di fare la sua sosta e uscire davanti.
"Sicuramente [sono cambiate rispetto al Brasile]. Ci sono ancora alcuni scenari molto specifici in cui potrebbe essere necessario il mio aiuto. Ma per la stragrande maggioranza delle situazioni, è tornato tutto come prima. Le speranze nel campionato piloti ormai sono molto sottili e la lotta per il campionato costruttori non è certo finita per noi”, ha detto l’australiano riguardo ai team order, con l’abbandono alla versione 2.0 delle Papaya Rules.
"Non è ancora un discorso chiuso quello del costruttori, quindi è sicuramente la cosa più importante. Si tratta di alcuni scenari molto specifici in cui forse darò ancora una mano se mi verrà chiesto di farlo, ma affronterò i weekend cercando di vincere".
Oscar Piastri, McLaren F1 Team, Lando Norris, McLaren F1 Team
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Vincere, con l’obiettivo di conquistare la vittoria soprattutto nel Gran Premio della domenica più che al sabato nelle gare sprint, viste sempre con un po' di scetticismo da parte dei piloti. Infatti, sebbene lo stesso Piastri non avesse nascosto un pizzico di malcontento nel dover rinunciare comunque a una vittoria, dall’altra parte sa di aver fatto tutto quello che doveva fare per dimostrare che doveva ottenere lui il successo in quella corsa, a partire dalla pole position centrata il venerdì pomeriggio.
"Ad essere onesti, non sono rimasto deluso dal dover rinunciare alla vittoria nella sprint. Mi sarebbe piaciuto vincere la sprint, ma è uno scenario molto diverso rispetto a un gran premio. Penso di aver dimostrato quello che volevo dimostrare centrando la pole position. E questo solo per me stesso. Anche se avessi vinto la sprint, qualificarmi in pole era probabilmente la cosa più soddisfacente per me”.
"Sapevo di aver fatto la cosa giusta nella volata, e questo è positivo per me. Ma ora sì, sono contento di non dover più affrontare questo tipo di cose. E ovviamente l'anno prossimo voglio assicurarmi di non essere in una posizione, in termini di campionato, tale da essere soggetto ai team order. Ma in realtà, probabilmente avevo bisogno di dare una mano quella volta in Brasile e questo è quanto. Quindi si è parlato molto, ma non si è fatto molto in pista".
A questo punto, con le Papaya Rules riviste, l’obiettivo non può non essere di provare a ottenere il miglior risultato possibile anche a Las Vegas, magari lottando per le prime posizioni. Lo scorso anno McLaren non fu tra le protagoniste del fine settimana, sia per motivi tecnici che per una qualifica in cui la squadra sbagliò alcune scelte strategiche in qualifica, spingendo entrambe le auto fuori in Q1. In gara Piastri fu autore di una buona rimonta che lo portò a centrare la top 10.
Foto di: Steven Tee / Motorsport Images
A Las Vegas situazione diversa dal 2023
La situazione quest’anno è radicalmente cambiata rispetto al 2023, perché, come mostrato a Baku e a Monza, anche sui tracciati a basso carico la MCL38 ha dimostrato di aver fatto notevoli passi in avanti, anche se rimane il tema graining.
“Non sono troppo preoccupato. Penso che la gara dell'anno scorso non andata male. C'è stato qualche intoppo. Mi sembra di essere passato dalle retrovie alle prime posizioni e poi di nuovo a centro gruppo facendo qualcosa come 20 sorpassi! Quindi non sono troppo preoccupato”, ha spiegato Piastri prima di menzionare i passi in avanti fatti con la vettura anche su questa tipologia di tracciati, dove McLaren ha lavorato molto a livello di sviluppo per ridurre i limiti dell’allora MCL60.
“L’anno scorso avevamo sbagliato un po’ la strategia. Il nostro passo non era incredibile, ma credo che alcuni altri fattori lo abbiano fatto sembrare molto peggiore di quanto fosse in realtà. Credo che quest'anno la nostra vettura sia molto migliorata. Ha una serie di punti di forza molto più ampia. Quindi non sono troppo preoccupato. Penso che la Ferrari sarà molto forte, ma credo che noi siamo ancora in una buona posizione”.
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