Registrati gratis

  • Accedi rapidamente ai tuoi articoli preferiti

  • Gestisci le notifiche sulle informazioni dell'ultimo minuto e dei tuoi piloti preferiti

  • Fai sentire la tua voce commentando l'articolo

Edizione

Italia Italia
Ultime notizie
Formula 1 GP di Las Vegas

F1 | Tsunoda bloccato in dogana a Las Vegas: tenuto in fermo una notte

Il giapponese della Racing Bulls ha trascorso la notte di lunedì negli uffici immigrazione dell'aeroporto di Las Vegas: il pilota non è stato riconosciuto e gli è stata negata qualsiasi possibilità di comunicare con la squadra o la F1: "Mi hanno messo molta pressione. Forse non mi ha aiutato viaggiare indossando una specie di… pigiama".

Yuki Tsunoda, Visa Cash App RB F1 Team

Yuki Tsunoda, Visa Cash App RB F1 Team

Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

In ogni Gran Premio che si disputa negli Stati Uniti c’è sempre qualche addetto ai lavori che trascorre qualche ora di forte preoccupazione presso l’ufficio immigrazione dei vari scali statunitensi. Lo scorso lunedì è stato il turno di Yuki Tsunoda, bloccato all’arrivo nell’aeroporto di Las Vegas.

Per diverse ore il pilota della Racing Bulls ha temuto di vedersi negato l’ingresso negli Stati Uniti, e solo dopo una nottata di verifiche ha avuto il via libera. Nella conferenza stampa tenuta ieri, Tsunoda ha ammesso di aver pensato che questo weekend non sarebbe stato al via del Gran Premio.

Yuki Tsunoda ora sorride con Liam Lawson: ha passato una notte in aeroporto all'ufficio immigrazione

Yuki Tsunoda ora sorride con Liam Lawson: ha passato una notte in aeroporto all'ufficio immigrazione

Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

All’arrivo in aeroporto Yuki si è recato al consueto controllo dei passaporti, ma è stato subito invitato a seguire la polizia doganale in un ufficio. Qui Tsunoda ha chiesto di poter contattare il personale della squadra per farsi supportare nelle spiegazioni, una richiesta che gli è stata negata.
“Viaggio sempre con il mio fisioterapista – ha spiegato Yuki – ma quando arrivi al controllo passaporti si procede singolarmente. All’improvviso il funzionario mi ha invitato a seguirlo in una stanza e a quel punto ho chiesto se potesse raggiungermi in supporto una persona che mi avrebbe aiutato a spiegare il motivo della mia presenza negli Stati Uniti, ma non c’è stato modo. Ho proposto di chiamare la squadra o la stessa Formula 1, ma a quanto pare quando sei in quella stanza non ti è permesso”.

“Avevo con me i visti e tutto il resto – ha proseguito Tsunoda – ero stato negli Stati Uniti da poco per la gara di Austin e non c’erano stati problemi, mi è sembrato un po' strano essere stato fermato. Forse non mi ha aiutato viaggiare indossando una specie di… pigiama, chissà”.

“Comunque, mi hanno messo molta pressione e ho capito che era meglio non parlare troppo, c’era il rischio di mettersi ancora più nei guai! Fortunatamente alla fine mi hanno dato l’okay e ora posso dire che va tutto bene, ma sono stato quasi rispedito a casa”.

Leggi anche:
In questo articolo
Roberto Chinchero
Formula 1
Yuki Tsunoda
Racing Bulls
Diventa il primo a sapere le novità e iscriviti per ricevere notizie in tempo reale via e-mail su questi temi

Entra a far parte della community Motorsport

Unisciti alla conversazione
Articolo precedente Verstappen ha provato la Acura LMDh: "Daytona? In futuro sì"
Prossimo Articolo F1 | Leclerc: "Possiamo battere la McLaren: sarà un weekend positivo"

Top Comments

Registrati gratis

  • Accedi rapidamente ai tuoi articoli preferiti

  • Gestisci le notifiche sulle informazioni dell'ultimo minuto e dei tuoi piloti preferiti

  • Fai sentire la tua voce commentando l'articolo

Edizione

Italia Italia
Filtri