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F1 | Aston: il 2026 è una grande opportunità, ma Cowell predica calma

Aston Martin sogna in grande e, per riuscirci, ha puntato su strutture all'avanguardia e tecnici di primo piano. Il 2026 rappresenta la prima grande opportunità con il nuovo regolamento tecnico, ma il neo-Team Principal Andy Cowell predica giustamente calma, perché sa che non bastano questi elementi per rendere la squadra vincente.

Dettaglio dell'ala anteriore dell'Aston Martin AMR24

Lawrence Stroll ha un chiaro obiettivo in Formula 1: vincere. Una parola semplice e un concetto molto ambizioso, ma per arrivarci non basta dotarsi delle strutture e dei tecnici migliori, ma bisogna trovare la giusta alchimia tra tutti gli elementi. È però chiaro che il proprietario dell’Aston Martin sta mettendo sul piatto tutto quanto necessario alla squadra per realizzare il suo sogno.

L’arrivo di Adrian Newey nei prossimi mesi è la punta di diamante di questo processo di crescita, anche perché lavorerà a tempo pieno sui futuri progetti e non solo come consulente. Tuttavia, mettere insieme tutte le pedine in quella che è quasi una formazione di “Galacticos” non è semplice e serve un manager che sappia delineare la struttura per farli rendere al meglio.  

Nella sua visione, Lawrence Stroll crede che Andy Cowell possa essere la figura adatta per raggiungere tale obiettivo. Cowell, che ha alle spalle un passato da CEO nel reparto Powertrain Mercedes, è stato inizialmente nominato come amministratore delegato della scuderia, per diventarne poi Team Principal con la ristrutturazione voluta dallo stesso ingegnere britannico a gennaio.

Andy Cowell, Group Chief Executive Officer, Aston Martin team

Andy Cowell, Group Chief Executive Officer, Aston Martin team

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Una riorganizzazione voluta per tentare di mettere ordine nella scuderia ed evitare che su determinate persone gravassero responsabilità eccessive ricoprendo doppi ruoli. In quest’ottica, spostandosi verso una struttura più orizzontale, Cowell ha voluto dividere in maniera più chiara i ruoli in pista e quelli in fabbrica: Mike Krack, l’ex Team Principal, dirigerà le operazioni in pista, mentre il nuovo acquisto Enrico Cardile gestirà tutto quanto avviene in fabbrica sul fronte tecnico.

Una separazione di responsabilità e ruoli estremamente chiara voluta da Cowell nel tentativo di rendere più efficiente la squadra e porre le basi non solo per lavorare meglio nel 2025, stagione di transizione in cui però non si vuole sfigurare, ma soprattutto verso il nuovo ciclo tecnico. Il 2026 infatti rappresenterà una grande opportunità per ricominciare da zero, con un regolamento che spingerà tutti a partire da un foglio totalmente bianco.

Non solo le Power Unit saranno totalmente diverse da quelle attuali, ma anche la parte aerodinamica seguirà i nuovi dettami derivanti dalla scelta del motore, distanziandosi dall’attuale filosofia a effetto suolo. Per Aston Martin, che per il 2026 si è assicurata anche una partnership con Honda, l’ambizione è quella provare a trasformare il team in una squadra vincente.

Formula 1 2026

Formula 1 2026

Foto di: FIA

Tuttavia, lo stesso Cowell non vuole alzare troppo le aspettative per il 2026, ben consapevole che prima di mettere insieme un team capace di vincere il mondiale ci sono tanti tasselli da incastrare. Sul fronte delle strutture, il team sta lavorando sulla calibrazione della nuova galleria del vento e sul nuovo simulatore entrambi costruiti a Silverstone, a pochi passi dalla sede principale dove operano tutti gli ingegneri con vantaggi sia logistici che sulla quantità di dati. Tuttavia, è chiaro che ci vorrà un po’ di tempo per sfruttarli al massimo delle potenzialità.

Al di là delle strutture, però, l’aspetto principale è soprattutto quello umano. Negli ultimi due anni, sotto la direzione di Andrea Stella, McLaren ha dimostrato come un’organizzazione efficace in un gruppo già esistente, seppur con innesti specifici e nuove strutture, possa fare la differenza, portando un team dal lottare per le ultime file a vincere il titolo iridato.

Questo è uno degli elementi su cui anche Cowell sta puntando fortemente l’attenzione e, non a caso, sin dal suo insediamento a ottobre ha rimarcato come il primo vero obiettivo fosse comprendere come far funzionare al meglio 900 persone con una comunicazione più efficace.

Lance Stroll, Aston Martin AMR24

Lance Stroll, Aston Martin AMR24

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Un processo che potrebbe richiedere del tempo. Ad esempio, parte delle figure di spicco del team sul fronte tecnico, come lo stesso Cardile e Bob Bell, si sono unite alla scuderia da pochi mesi, ma anche il gruppo si sta espandendo piuttosto rapidamente, con nuovo ingegneri che arrivano da altre scuderie.

Le idee indubbiamente non mancano, ma il percorso è doppio: da una parte capire cosa non abbia funzionato fino ad ora, dato che spesso Aston Martin ha portato in pista aggiornamenti che non hanno dato gli effetti sperati, dall’altra correggere quelle criticità e impostare il lavoro per il futuro. Inoltre, al di là del funzionare nell’immediato, bisogna essere certi che si tratti di una struttura e di un’armonia che possa reggere sulla lunga distanza.

L’ingegnere britannico ha inoltre sottolineato come nel 2026 rappresenterà un salto “nel vuoto” anche su altri fronti per la squadra. Ad esempio, ora Aston Martin dovrà progettare in autonomia sia il cambio che la sospensione posteriore, mentre in precedenza venivano forniti dalla Mercedes come parte del pacchetto completo per la Power Unit.

Aston Martin AMR24, dettaglio tecnico

Aston Martin AMR24, dettaglio tecnico

Foto di: Giorgio Piola

Il team ha già messo in piedi un nuovo reparto per la costruzione del cambio, potenziando anche il gruppo che si occuperà delle sospensioni: “Dobbiamo passare da un team che sta operando per il 2025 a un team di lavoro in concomitanza con l'entrata in vigore dei nuovi regolamenti e dobbiamo progettare e produrre il nostro cambio e altri componenti della vettura che in precedenza ci venivano forniti dalla Mercedes”.

“Il 2026 è un'opportunità enorme per noi, ma non si tratta solo del 2026, ma anche del 2027, del 2028, del 2029 e del 2030. Si tratta di costruire una squadra che possa ottenere un successo duraturo. Sì, il 2026 è importante, ma è solo un'altra tappa del viaggio. Non dobbiamo sottovalutare la portata della sfida di mettere insieme tutti questi elementi.”, ha spiegato Cowell.

“Tutto questo si riduce alla costruzione di un'organizzazione sostenibile, nel senso che non si compromettono le prestazioni future puntando tutto su una sola stagione, avendo un gruppo che invece lavori più sulla lunga distanza. Bisogna anche assicurarsi che ci sia una sufficiente attenzione allo sviluppo della vettura dell'anno prossimo e di quello successivo.

“Si vuole evitare uno scenario in cui le persone si trovano a cavallo di più anni, perché si tende a concentrarsi sulle priorità immediate e le priorità future finiscono per essere compromesse. Si tratta di investire nel futuro, di investire in quelle nuove idee che nessun altro ha ancora perseguito e di raggiungere gli obiettivi più impegnativi”.

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