F1 | Alonso: "La FIA non penalizza Lewis perché non è spagnolo"
Alonso non è contento della mancata penalizzazione ad Hamilton per il contatto dopo il via in cui a farne le spese è stato Norris. Per questo punta il dito contro la FIA con parole durissime.
Fernando Alonso è furioso e non le manda a dire, puntando il dito in maniera palese contro l'organo di governo della Formula 1, ovvero la FIA.
Il pilota del team Aston Martin Racing è stato coinvolto nel contatto multiplo alla prima curva assieme al compagno di squadra Lance Stroll, a Lando Norris - pilota che ne ha fatto maggiormente le spese finendo per ritirarsi dopo poche decine di metri - e Lewis Hamilton.
L'asturiano, mentre era intento ad affrontare la prima curva, si è agganciato con Stroll a sinistra, mentre all'interno è stato infilato da Hamilton. Secondo Alonso la manovra del 7 volte iridato avrebbe innescato il contatto che ha poi portato al ritiro Norris. Alonso, invece, è stato costretto a rientrare durante il periodo di Safety Car, chiudendo però in 17esima posizione.
Dopo essere arrivato a Miami a caccia di risposte sul perché fosse stato sanzionato nella Sprint Race di Shanghai dopo un incidente con Sainz, ha suggerito che Hamilton se la sarebbe cavata qualunque cosa avesse fatto.
Alla domanda se la FIA avrebbe dovuto prendere provvedimenti nei confronti di Hamilton, Alonso ha detto a Dazn: "Vedremo cosa decideranno. Ma credo non faranno nulla, perché Hamilton non è spagnolo! Ma credo che abbia rovinato la gara ad alcuni piloti, soprattutto a Norris, che aveva una macchina molto veloce e si è trovato fuori pista per quell'incidente".
Fernando Alonso, Aston Martin AMR24
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Alonso ha detto che, memore delle penalità che gli sono state inflitte nelle ultime gare, non ha voluto correre alcun rischio nel sorpassare altre vetture una volta che si è ritrovato nelle retrovie.
"Forse oggi non sono stato penalizzato, ma vengo sempre penalizzato. Ero dietro a Ocon, potevo forse rischiare di superarlo, ma logicamente non ho rischiato per evitare di prendere una penalità".
"Quindi ho cercato di completare la gara, che era di 19 giri, e di tornare ai box per riportare la macchina al team e fare modifiche".
A quel punto la Sprint si è rivelata una sorta di sessione di test per Aston Martin, utilizzata per capire meglio il degrado delle gomme per la gara di domani.
"Non avevamo alcun interesse nella gara sprint. Volevamo solo controllare il degrado e le cose per domani e, alla fine, ci siamo riusciti. Per noi si è trattato di una sessione di prove libere più che di una gara vera e propria", ha concluso Alonso.
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