F1 | Magnussen: "Ho usato stupide tattiche che odio. L'ho fatto per il team"
Kevin Magnussen ha spiegato l'atteggiamento che ha assunto in pista durante la Sprint Race di Miami. E' andato spesso oltre i limiti per difendere la posizione di Hulkenberg dagli attacchi di un arrembante Hamilton, usando quindi una metodologia di guida che lui stesso ha ammesso di odiare.
35 secondi. E' questo l'ammontare della penalità che i commissari hanno inflitto a Kevin Magnussen durante la Sprint Race del Gran Premio di Miami andato in scena nel pomeriggio italiano di oggi.
Il pilota danese ha preso 3 penalità di 10 secondi per aver ripetutamente lasciato il tracciato e guadagnando così vantaggio, ma anche altro 5 secondi di penalità e una bandiera bianca e nera per un ulteriore infrazione legata ai track limits.
Tutto questo per mettere su la seconda difesa arcigna, ben oltre il regolamento, con cui ha permesso alla Haas di portare a casa punti pesanti per il suo Mondiale grazie al settimo posto ottenuto da Nico Hulkenberg. Magnussen ha difeso la posizione del compagno di squadra da un Lewis Hamilton arrembante, ma lo ha fatto andando spesso oltre il regolamento.
"Tutte le penalità che mi hanno inflitto erano meritate e non ho alcun dubbio a riguardo", ha dichiarato Kevin Magnussen ai microfoni di Sky Sports F1 al termine della Sprint Race.
Kevin Magnussen, Haas VF-24, Yuki Tsunoda, RB F1 Team VCARB 01, Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
"Ma ho dovuto adottare quell'atteggiamento ancora una volta. Ero in una posizione molto buona alle spalle di Hulkenberg. All'inizio della gara ho guadagnato tante posizione ed ero salito in ottava, proteggendomi bene dagli attacchi di Lewis perché potevo disporre del DRS di Nico".
"Ma poi Nico ha tagliato una chicane e ho perso il DRS (è successo al giro 6 e non è stato investigato). Nico avrebbe dovuto restituirmi il DRS, perché avremmo facilmente ottenuto la settima e l'ottava piazza. Invece senza DRS sono stato molto vulnerabile rispetto a Lewis. A quel punto abbiamo iniziato a lottare come pazzi".
A quel punto Magnussen ha adottato la stessa tattica di gara già usata a Jeddah, per difendere Hulkenberg che era in zona punti. "Ho iniziato a usare quelle tattiche stupide, che non mi piace proprio fare. Ma alla fine ho fatto il mio lavoro come pilota che lavora per il team".
Magnussen, al termine della gara, è stato convocato dai commissari di gara perché finito sotto investigazione per guida antisportiva.
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