IGTC | Due fratture alla schiena per Aron nel terribile botto a Bathurst: si poteva evitare?
Dall'ospedale dove è stato ricoverato, l'estone della Mercedes ha rivelato l'infortunio riportato nel tremendo incidente avvenuto sul Mount Panorama, spiegando anche che vuole parlare con commissari e direzione gara per capire la gestione di un momento critico che, stando alle immagini, pare avere avuto delle falle.
Foto di: SRO
Ralf Aron ha riportato due fratture alla schiena nel terrificante incidente di cui è stato sfortunato protagonista alla 12h di Bathurst, primo evento dell'Intercontinental GT Challenge che si è disputato domenica.
Dopo circa metà gara, nella parte alta del tracciato del Mount Panorama, la Porsche di Johannes Zelger è venuta a contatto con un'altra vettura finendo in testacoda e ostruendo il passaggio.
Pochi istanti dopo è arrivato il pilota della Mercedes-AMG, che trovandosi improvvisamente davanti la 911 dietro la curva non ha potuto evitare il tremendo impatto; per fortuna, sia il portacolori di Craft-Bamboo Racing che il collega di Tsunami RT sono usciti da soli dai rottami, ma nel caso di Aron la situazione si è rivelata più complicata.
Sceso carponi e visibilmente scosso dal relitto della sua AMG GT3 #77, il 27enne di Tallin si è poi sdraiato a bordo pista, dove i medici lo hanno raggiunto velocemente per i soccorsi. Il successivo ricovero in ospedale ha evidenziato l'infortunio che ora dovrà curare rimanendo in Australia.
"Prima di tutto, vorrei ringraziare tutti per l'incredibile quantità di messaggi che mi sono stati inviati. Il sostegno ricevuto negli ultimi giorni ha significato davvero molto per me. Vorrei anche ringraziare in modo particolare il team medico che mi ha assistito immediatamente dopo l'incidente. La loro professionalità e la loro pronta reazione hanno fatto davvero la differenza", ha scritto in un lungo messaggio affidato alle proprie pagine ufficiali sui social media.
"Considerate le circostanze, sto bene e le mie condizioni sono stabili. Ho riportato due fratture alla schiena, ma ho piena mobilità e sensibilità in tutto il corpo, cosa di cui sono molto grato. Sono anche molto felice di vedere che Johannes Zelger sia riuscito a uscire illeso dall'incidente".
"Ho corso su molti circuiti cittadini in tutto il mondo, tra cui Macao, Pau, Norisring e persino luoghi impegnativi come il Nordschleife. Ho molta esperienza in questi ambienti e comprendo i rischi che questo tipo di gare comportano".
Quello che ha fatto storcere il naso a tutti è stata la gestione della situazione da parte della Direzione Gara. Dal momento dell'incidente fra la Porsche di Zelger e la Aston Martin, a quando è sopraggiunto Aron, sono trascorsi almeno una decina di secondi; in quel tratto, ogni curva è pressoché cieca, trattandosi di un serpentone, ma le uniche segnalazioni con doppia bandiera gialla le stavano dando i commissari nella postazione a 5 metri dalle vetture che ostruivano il passaggio, unici a vedere direttamente l'accaduto coi propri occhi.
Dalle immagini si può notare Aron che arriva a tutta velocità dalla curva precedente, dove invece i commissari non sventolano alcuna bandiera, poiché all'oscuro di quello che era accaduto più avanti non avendo la visuale del tutto, cosa confermata anche dal camera-car della Mercedes.
In questo modo, l'estone non ha potuto alzare il piede in tempo, avendo le doppie bandiere gialle a sinistra e la vettura di Zelger perpendicolare davanti a sè sulla destra, il che ha lasciato perplessi sulla tempistica dei messaggi che in quei frangenti intercorrono fra gli addetti alla sicurezza.
"La situazione a Bathurst era grave e per questo motivo vorrei incontrare i responsabili della direzione gara per discutere apertamente e condividere la mia esperienza e il mio punto di vista", dice al riguardo Aron, che poi ha tenuto a porgere i ringraziamenti al team e ai suoi compagni, Lucas Auer e Maximilian Götz.
"Non si tratta di puntare il dito contro qualcuno, ma di capire cosa è successo e assicurarci di poter prevenire situazioni simili in futuro, in modo che le gare su questo bellissimo circuito possano essere il più sicure possibile per tutti".
"Lavorerò sodo per tornare al volante il prima possibile e spero di poter fare un altro tentativo sul Mount Panorama il prossimo anno! Vorrei anche ringraziare Mercedes-AMG per aver costruito un'auto così resistente e per avermi fornito la protezione che mi ha permesso di uscire da solo".
"Grazie anche a tutti voi per il vostro sostegno. Un enorme grazie al mio team Craft-Bamboo Racing e ai miei compagni di squadra Lucas e Maxi che sono rimasti al mio fianco durante questa difficile situazione. Il mio soggiorno in Australia sarà un po' più lungo del previsto, ma sono molto felice che mia madre e mio padre stiano arrivando in aereo per stare con me in questo periodo".
#77 Mercedes-AMG Team Craft Bamboo Racing Mercedes-AMG GT3 EVO: Maximilian Gotz, Ralf Aron, Lucas Auer
Foto di: Daniel Kalisz / Getty Images
A spiegare bene cosa significa guidare sul tracciato australiano e in certe condizioni, ci ha pensato anche il suo compagno di squadra, Götz: "L'incidente è avvenuto tra le curve 'The Dipper' e 'Forrest's Elbow', un punto praticamente cieco dove si guida a velocità molto elevata. Ralf ovviamente non ci ha sentiti via radio e in quella zona non c'erano bandiere gialle".
"Ha colpito l'auto che aveva già sbattuto lì ad alta velocità. Possiamo davvero considerarci fortunati che sia riuscito ad uscire dalla vettura da solo. In un momento come quello, la gara stessa passa completamente in secondo piano. L'unica cosa che conta ora è che Ralf stia bene, date le circostanze”.
Infine, un pensiero anche da parte di Stefan Wendl, Capo di Mercedes-AMG Customer Racing: "Ovviamente siamo preoccupati per la salute di Ralf dopo l'incidente che ha avuto. Attualmente è sotto la cura dei medici e non possiamo far altro che augurargli una pronta guarigione".
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