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WEC | Ferrari: le insidie dei rivali rendono il dominio difficile

La doppietta di Spa si è rivelata una vera e propria sofferenza fino alla fine per le 499P, che pur avendo in mano il pallino della situazione hanno dovuto fare i conti con una serie di rivali emersi alla distanza, oppure già competitivi fin dall'inizio. Altri invece continuano a giocare a nascondino, come si era già visto nelle prove...

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi

Foto di: Shameem Fahath

Il terzo successo di fila nella stagione 2025 del FIA World Endurance Championship non è arrivato affatto tranquillamente per la Ferrari, che alla 6h di Spa-Francorchamps ha sudato parecchio per imporsi nonostante al traguardo le 499P #51 e #50 abbiano realizzato una grande doppietta.

Il Cavallino Rampante è così riuscito a consolidare i primati nelle classifiche iridate, facendo un altro passettino avanti verso l'ambito Titolo Mondiale, obiettivo dichiarato da inizio anno e, per il momento, tenuto bene a fuoco nel mirino.

Il fatto è che sulle Ardenne la sofferenza per i box di Maranello e i suoi Tifosi si è protratta fino a pochi giri dalla fine, quando è stato chiaro che Alessandro Pier Guidi avrebbe potuto fare il veloce rifornimento uscendo ancora in testa, mentre Nicklas Nielsen risaliva secondo gestendo al meglio l'energia della sua Rossa.

"Una gara estremamente complicata e difficile, non so se lo si è percepito anche da fuori, ma per noi è stato così e ce lo aspettavamo", ha detto l'Ingegner Giuliano Salvi a fine gara, tirando un sospiro di sollievo e spiegando quanto il fine settimana sia stato un dilemma da risolvere fin dalle prime battute.

"Non dobbiamo considerare il risultato della Qualifica, dove i distacchi dalla nostra Hyperpole sono stati bugiardi; qualcuno mi ha molto sorpreso per quanto è rimasto indietro, mentre noi volevamo dare tutto per partire davanti e tenerci fuori dal traffico iniziale".

"Durante l'inverno abbiamo lavorato molto su questo aspetto, per capire come sbloccare il potenziale giusto. Su una pista così lunga mi sarei aspettato ritardi attorno ai 0"6, non ben oltre il secondo. Infatti, qualcuno in gara ha poi avuto un passo diverso".

#50 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Antonio Fuoco, Miguel Molina, Nicklas Nielsen

#50 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Antonio Fuoco, Miguel Molina, Nicklas Nielsen

Foto di: Shameem Fahath

Un passo che ha visto parecchi rivali riuscire ad incrociare le armi con le Hypercar del Cavallino Rampante, intente a gestire le gomme medie per due stint e spesso ritrovatesi a lottare sia in difesa che in attacco con altri per tutte le 6 ore di gara.

"Il nostro lavoro è spingere in ogni condizione e nelle Libere 2 il quadro della situazione si era delineato. BMW, Alpine e Cadillac erano apparse forti e infatti sono emerse in gara, per cui non potevamo adottare una strategia lineare, ma differenziare qualcosa fra le nostre vetture facendo in modo che almeno una arrivasse davanti alla fine, ma senza imporre nulla in particolare a qualcuno", prosegue Salvi, spiegando perché alla 5a ora la 499P #50 ha montato due gomme medie nuove (anteriore destra e posteriore sinistra), mentre la #51 ha tenuto lo stesso treno.

"Abbiamo quindi optato perché una facesse uno stint più lungo, mentre l'altra spingesse maggiormente puntando sulle prestazioni. All'ultima sosta c'erano anche altre vetture che si trovavano nella nostra medesima situazione, per cui abbiamo voluto essere coperti da ambo le parti, e la scelta si è rivelata buona. La Alpine era molto veloce, Cadillac e Toyota non erano lontane, dunque tenere una bella posizione in pista diventava importante".

In quel momento il volante della #51 era passato in mano a Pier Guidi, a duellare prima con la Alpine di Mick Schumacher e la BMW di Robin Frijns (superati entrambi con una staccatona all'esterno della 'Bus Stop'), per poi sportellare con quest'ultimo arrivando pure a dover tagliare all'interno nella salita verso il 'Raidillon'.

Qui la direzione gara ha dovuto richiamare i ferraristi all'ordine per cedere nuovamente la posizione all'olandese, ma come spiega Salvi, il piemontese era in uno 'stato di grazia' inarrestabile.

"Pier Guidi era davvero in ottima forma, abbiamo lavorato molto per capire come sfruttare questo tipo di gomma portata dalla Michelin e lui è stato bravissimo ad utilizzare una vettura con un assetto di base impostato su di lui, dovendo fare un doppio stint. Eravamo al limite come degrado, per cui abbiamo utilizzato qualche trucchetto per tenere alte le prestazioni nell'arco del suo turno di guida, ma penso che nel finale Ale sia stato molto bravo".

"Nell'episodio con Frijns non avevamo ben chiara la situazione, per cui abbiamo detto a Pier Guidi di rimanere nella sua posizione in attesa di comunicazioni in merito. Quando il Direttore di Gara, Eduardo Freitas, ci ha detto che dovevamo restituirla a Frijns, abbiamo informato subito Ale, ma prima non volevamo farlo senza effettivamente sapere se fosse necessario".

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi

Foto di: AG Photo - Daniele Paglino

Detto di Pier Guidi, l'altro grande eroe di giornata è stato Nielsen, nuovamente alle prese con il risparmio energetico per riuscire ad arrivare al traguardo senza la necessità di una ulteriore sosta.

"Nel differenziare le strategie, la #50 ha provato a risparmiare energia in modo da arrivare ad effettuare la sosta finale più avanti rispetto agli altri. E' stata una decisione difficile perché, secondo le nostre simulazioni, lo scenario era praticamente identico per entrambe le auto".

"Non c'era un piano particolare, ma quando si è delineato quello scenario abbiamo scelto di rimandare in pista Nicklas, sapendo che lui è molto bravo a gestire i consumi, come aveva dimostrato da vero Campione a Le Mans lo scorso anno".

"Probabilmente la #50 era più veloce della #51, ma è difficile dirlo con esattezza, specialmente quando nel finale ha adottato una strategia differente. Sicuramente la #51 con Pier Guidi è andata fortissimo, proprio perché sapeva come sfruttare al meglio le gomme. Nicklas è arrivato al limite dei consumi, al traguardo avevamo giusto la quantità per passare le verifiche tecniche!"

"Sicuramente le due brevi neutralizzazioni nel finale ci hanno aiutato a risparmiare qualcosina in più, tenendoci dietro la Alpine che in quel momento volava. Diversamente, sarebbe stato complicato non rientrare per un rifornimento di energia".

#50 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Antonio Fuoco, Miguel Molina, Nicklas Nielsen

#50 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Antonio Fuoco, Miguel Molina, Nicklas Nielsen

Foto di: Shameem Fahath

Tirando le somme, Salvi ribadisce i complimenti a tutto il team Ferrari AF Corse, ma predica anche calma e sangue freddo perché questo tris di successi è arrivato in modi differenti e con i rivali che si stanno facendo sempre più sotto, agguerriti e molteplici non c'è da stare tranquilli. Specialmente con Le Mans all'orizzonte...

"Sicuramente Spa è stata la gara più dura fino ad ora per noi, in Qatar eravamo arrivati molto ben preparati grazie ai test, ma questa è risultata estremamente difficile. All'ultimo Full Course Yellow, le nostre simulazioni ci davano attorno al 4° posto. Sono sicuro che altri avevano scommesso su situazioni simili per recuperare".

"I risultati, ad oggi, dicono che stiamo dominando il campionato, ma la realtà non è così netta. Un FCY o una Safety Car chiamata in momenti diversi, avrebbe potuto cambiare totalmente lo scenario, proprio perché la Alpine era molto forte, così come Cadillac e BMW. Da un certo punto di vista siamo stati fortunati, ma dall'altro anche bravi a sfruttare l'occasione".

"Ora c'è Le Mans, una gara a sè stante che verrà gestita da ACO e FIA con un BoP dedicato senza tenere conto di quanto visto fino ad ora. Inoltre le prestazioni delle vetture stanno pian piano convergendo e ci sono lotte serratissime, tanto che per compiere sorpassi bisogna andare al limite, come abbiamo visto tra Pier Guidi, Schumacher e Frijns. Penso che anche Le Mans sarà più combattuta che mai, oltre che lunga e piena di incognite. Senz'altro ci sentiamo forti perché come squadra siamo migliorati molto, ma c'è sempre da crescere".

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi, #50 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Antonio Fuoco, Miguel Molina, Nicklas Nielsen, #36 Alpine Endurance Team Alpine A424: Jules Gounon, Frederic Makowiecki, Mick Schumacher

#51 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi, #50 Ferrari AF Corse Ferrari 499P: Antonio Fuoco, Miguel Molina, Nicklas Nielsen, #36 Alpine Endurance Team Alpine A424: Jules Gounon, Frederic Makowiecki, Mick Schumacher

Foto di: AG Photo - Daniele Paglino

Dello stesso avviso anche Ferdinando Cannizzo, Capo delle Ferrari Endurance: "Dopo l’ottimo risultato in qualifica sapevamo che la gara sarebbe stata differente. Al termine delle Libere, infatti, avevamo visto che il livello di competitività dei concorrenti era decisamente elevato e di non essere la vettura con il miglior passo gara".

"Nonostante questo, una esecuzione esente da errori e un'ottima strategia messa in atto dalla squadra ci hanno consentito di lottare sino all'ultimo e, seppur con un certo affanno alla fine, siamo riusciti a portare due Ferrari sui gradini più alti del podio. Dispiace per il problema che abbiamo avuto sulla 499P #83: questa è l’unica nota negativa di un fine settimana memorabile".

Dichiarazioni raccolte da Heiko Stritzke

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