Qual è la causa dei problemi dell'asfalto pericoloso di Austin?

Il ritorno della MotoGP in America per la prima volta dal 2019 non è stato certamente positivo come si sarebbe sperato, visto che i piloti hanno sollevato delle preoccupazioni per la sicurezza dopo le prove libere dei venerdì.

Qual è la causa dei problemi dell'asfalto pericoloso di Austin?

Il Circuit of the Americas è stato notoriamente un circuito dal fondo accidentato, con numerosi piloti che avevano chiesto una riasfaltatura totale, dopo che quella parziale realizzata nel 2019 non aveva risolto i problemi che erano stati segnalati in precedenza.

La pista è stata sottoposta ad altre modifiche in vista della stagione 2020, con la curva 1, la curva 9, il rettilineo opposto e alcune parti nel tratto conclusivo che sono state riasfaltate.

Se il rettilineo opposto è migliorato, gran parte della pista è peggiorata, con un certo numero di piloti che hanno rilasciato delle dichiarazioni anche piuttosto forti dopo le prime due sessioni di prove di venerdì.

Il leader del Mondiale, Fabio Quartararo, ha paragonato l'asfalto al fondo di una pista da motocross, indicandolo come "uno scherzo" e "pericoloso", con un certo numero di colleghi che hanno fatto eco al suo commento.

Il suo rivale nella corsa al titolo, Pecco Bagnai, ha detto che quella di Austin è una situazione addirittura peggiore rispetto a quella che la MotoGP ha dovuto affrontare a Silverstone nel 2018, quando un asfalto malridotto aveva portato alla cancellazione per problemi di sicurezza legati anche alle condizioni di bagnato.

Aleix Espargaro dell'Aprilia si è spinto fino a dire che non pensa che sia abbastanza sicuro correre al COTA domani, con tutte queste preoccupazioni che sono state sollevate nella Safety Commission di venerdì sera.

Ma cos'è che sta causando esattamente i problemi di questa pista?

Nel corso degli anni, l'irregolarità della superficie della pista è stata attribuita al fatto che il circuito è costruito su un fondo argilloso, che tende a muoversi e a spostarsi.

Quando il circuito è stato colpito da un'alluvione nel 2015, si sono danneggiati anche alcuni tubi sotto alla pista e questo ha creato anche delle infiltrazioni nel sottosuolo. In precedenza, il problema dei dossi non aveva mai destato troppa preoccupazione, dato che il circuito aveva iniziato ad ospitare la Formula 1 nel 2012 e la MotoGP nel 2013.

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Enea Bastianini, Esponsorama Racing

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Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Anche se l'inondazione ha avuto un impatto, questa non è in realtà la causa principale dei problemi attuali, poiché gli appaltatori possono tenere conto della natura del sottosuolo su cui è posata una pista quando si mette giù una nuova superficie di asfalto.

Questo è stato proprio il caso di Silverstone. La superficie che è stata posata nel 2018 e che alla fine ha portato alla cancellazione del circuito MotoGP di quell'anno a causa di problemi di drenaggio era anche molto irregolare. Quel lavoro è stato eseguito da Aggregate Industries, mentre nel 2019 è stato appaltato per eseguire il rifacimento con la supervisione di Dromo Circuit Design.

"Non posso commentare l'effettivo movimento (della superficie al COTA), ma bisogna ricordare che anche Silverstone in passato era ritenuta accidentata e qualcuno pensava che fosse a causa dell'argilla sotto alla pista", ha detto a Motorsport.com il proprietario e fondatore di Dromo, Jarno Zaffelli.

"E abbiamo dimostrato che si trattava di un'idea sbagliata, perché quando abbiamo asfaltato sopra le lastre di cemento che erano del 1942, abbiamo trovato un appaltatore molto bravo e abbiamo gestito la costruzione nel modo giusto".

"E ora non è più irregolare. È ancora un riferimento. Quindi, è possibile migliorarla".

Dromo ha lavorato con vari appaltatori locali per alcuni dei suoi più grandi progetti recenti, come la rinascita di Zandvoort per il ritorno del GP d'Olanda di F1 e gli attuali lavori di ristrutturazione in corso ad Abu Dhabi.

Zaffelli dice che una società specializzata che lavora in collaborazione con un appaltatore locale è cruciale per il successo di un lavoro, perché quest'ultimo è in grado di dirigere correttamente una superficie da posare, ed è anche in grado di identificare e correggere rapidamente eventuali problemi che possono sorgere in un secondo momento.

Quando i nuovi rappezzi di asfalto sono stati posati al COTA, è possibile che l'appaltatore si sia imbattuto in problemi con il sottosuolo - ma Zaffelli nota che questi problemi si sarebbero manifestati durante il processo e non dopo.

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Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

"Sto solo facendo delle considerazioni - se hai un problema con il sottosuolo non hai un problema appena finisci i lavori, lo hai nel tempo", ha aggiunto.

"Se hai un problema appena finisci, è a causa di come hai pavimentato. E' semplice".

Resta inteso che gli ultimi lavori alla superficie del COTA non sono stati eseguiti in collaborazione con una società specializzata, e già nel gennaio 2020 molti piloti del World Endurance Championship si sono lamentati dei dossi della pista.

E venerdì, un certo numero di piloti ha notato che stavano guidando su tre diversi tipi di asfalto che offrivano livelli di aderenza molto diversi. Durante la FP1 bagnata, questo era visibile in diversi tratti - in particolare alla curva 1, dove si potevano vedere le giunzioni tra le chiazze di asfalto.

Pertanto, la vera causa degli attuali problemi di sicurezza della MotoGP al COTA non può essere semplicemente attribuita solo al terreno su cui si trova la pista.

"Assolutamente, è esattamente quello che abbiamo fatto a Silverstone", ha detto Zaffelli quando gli è stato chiesto se una superficie mobile come l'argilla al COTA può essere considerata come variabile quando viene realizzata una nuova superficie. "Quindi, la prova è lì e si può vedere ora. Facciamo un monitoraggio a Silverstone ogni sei mesi, facciamo una scansione completa della pista con degli appaltatori locali".

"Il fatto è che stiamo facendo un monitoraggio ogni sei mesi a Silverstone e non si sta muovendo nulla. Se qualcosa si muove di qualche millimetro, andiamo a testa alta e cerchiamo di capire con i ragazzi di Silverstone come sistemarlo immediatamente, perché vediamo le differenze. Ma i dossi che abbiamo visto ad Austin non sono millimetri, sono centimetri".

Comprensibilmente, i piloti della MotoGP pensano che un ritorno al COTA nel 2022 può avvenire solo a condizione che il circuito sia completamente riasfaltato.

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Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Si tratta, ovviamente, di un'impresa costosa. Il COTA ha avuto i suoi problemi finanziari in passato e sentirà gli effetti - come la maggior parte dei circuiti di tutto il mondo - della pandemia del COVID-19. Tuttavia, nel corso degli anni il circuito ha avuto una grande iniezione di denaro - per un valore di 100 milioni di dollari - e ha speso molto poco per le riparazioni della pista.

L'America è un mercato chiave per la MotoGP e mantenere il Gran Premio delle Americhe nel calendario sarà un qualcosa per cui Dorna Sports spingerà molto.

Ma ha anche fatto pressione sulle piste per fare i necessari miglioramenti alla sicurezza. Brno - uno dei gioielli della corona del calendario della MotoGP - è stato eliminato dal calendario 2021 dopo che i lavori di ripavimentazione non potevano essere eseguiti a seguito di problemi di sicurezza del GP della Repubblica Ceca dello scorso anno.

Silverstone, pur essendo a corto di budget, è stata costretta ad effettuare un rifacimento completo nel 2019 dopo la debacle del 2018 per mantenere la sua gara, mentre Barcellona ha dovuto fare lo stesso per il 2018. Quindi, c'è un precedente in atto.

E date le recenti tragedie, dopo la morte di tre adolescenti nelle categorie formative a livello mondiale ed europeo, qualsiasi problema di sicurezza con un circuito non può essere semplicemente ignorato.

Negli ultimi anni, l'organo di governo della F1, la FIA, ha lavorato con l'organo di governo della MotoGP, la FIM, sulla progettazione dei circuiti per garantire che siano soddisfatte le esigenze di sicurezza sia per le due che per le quattro ruote.

Spesso, le piste sconnesse non sono un problema per la F1, mentre i piloti della MotoGP sono più diffidenti nei confronti dei cambiamenti di superficie. Le moto sono più rigide e l'area di contatto è molto più piccola rispetto a una vettura di F1, quindi questo è comprensibile.

Tuttavia, Zaffelli ritiene che il passaggio della F1 agli pneumatici da 18 pollici nel 2022 avvicinerà i punti di vista dei piloti delle due realtà riguardo ai fondi sconnessi.

Questa è una prospettiva interessante se si considera che le auto di F1 sono in gran parte accusate di rovinare le piste per la MotoGP. Ma la realtà è che questi problemi possono essere minimizzati se una superficie è posata correttamente, come è stato dimostrato con Silverstone.

Quindi, è probabile che un rifacimento totale del COTA sarà vitale sia per la MotoGP che per la F1 in futuro. Se il circuito può farlo sarà già positivo, ma se imparerà davvero dai suoi errori passati sarà molto più importante...

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