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MotoGP | Martin risorge e torna “Martinator”: "Prima improvvisavo, ora capisco il limite della moto"

A Le Mans, lo spagnolo ritrova non solo la vittoria, ma anche sé stesso. Dopo 588 giorni di dubbi, cadute e lacrime, lo spagnolo firma una rimonta capolavoro: non solo velocità, ma una nuova consapevolezza tecnica figlia della crescita tecnica di queste ultime settimane che lo sta riportando alla sua versione più temibile, quella da "Martinator".

Jorge Martin, Aprilia Racing Team

Jorge Martin, Aprilia Racing Team

Foto di: Loic Venance / AFP via Getty Images

Non sono solo i 588 giorni trascorsi dall’ultima volta in cui Jorge Martín è salito sul gradino più alto del podio, da quel lontano Gran Premio d’Indonesia 2024. La vittoria di oggi a Le Mans ha un sapore diverso, più profondo. Non per la distanza temporale, ma per tutto ciò che è accaduto nel frattempo: gli incidenti, i momenti bui, i dubbi e le lacrime. 

Le lacrime che un tempo erano di dolore oggi diventano lacrime di gioia, come in una rinascita: quella di un pilota che sta ritrovando sé stesso e quella fiducia che, a fine 2024, lo aveva portato a conquistare il titolo. Dopo il successo nella sprint di Austin, a Le Mans è arrivata anche la vittoria nella gara lunga della domenica, con una prestazione in cui – ed è forse la notizia migliore per lui – Martin ha dimostrato di essere il più veloce in pista.

Nessun episodio fortunoso, nessuna differenza di mescola: oggi il passo di Martín è stato semplicemente superiore, al punto da riprendere e superare il compagno di squadra, staccandolo poi con una facilità che sembrava smarrita da tempo. Eppure, lo spagnolo stesso aveva dubitato che questa potesse essere la gara per tornare sul gradino più alto.

Jorge Martin, Aprilia Racing Team

Jorge Martin, Aprilia Racing Team

Foto di: Loic Venance / AFP via Getty Images

La partenza dalla settima casella non lasciava presagire una rimonta semplice e, senza magie al primo giro, anche solo tornare in zona podio sembrava tutt’altro che scontato. Una sensazione confermata nelle prime tornate, quando si è ritrovato in sesta posizione alle spalle di Fabio Di Giannantonio e Fabio Quartararo, con il francese capace di resistere finché le gomme glielo hanno permesso.

Tuttavia, con il passare dei giri qualcosa è cambiato e mentre gli altri hanno iniziato a patire il consumo, al contrario il pilota dell’Aprilia si è acceso, mantenendo un passo che gli ha permesso di continuare ad avvicinarsi a chi, a inizio gara, aveva accumulato un piccolo – ma consistente – margine di vantaggio: “È stata una gara non facile, sono partito bene, ma poi c’è stato casino alla prima curva, come al solito, mi aspettavo di essere un po' più avanti, invece ero abbastanza dietro”, ha spiegato Martin a Sky Italia.

“Poi, piano piano, ho mantenuto il mio passo, ho recuperato e allora dovevo cercare bene i posti in cui provare il sorpasso. Non pensavo per niente alla vittoria, neanche al podio, perché vedevo tutti i tre primi molto forti. Ma poi è caduto Pecco [Bagnaia], sono riuscito a passare Pedro [Acosta] e lì ho iniziato a pensare alla vittoria”.

Jorge Martin, Aprilia Racing Team, Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Jorge Martin, Aprilia Racing Team, Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Foto di: Loic Venance / AFP via Getty Images

La caduta di Francesco Bagnaia ha rappresentato un po’ lo spartiacque della corsa. Certo, realisticamente Martin aveva il passo per superare anche il Ducatista, ma ritrovarsi con un rivale in meno da scavalcare ha inevitabilmente facilitato la sua rimonta. Dopo essersi liberato di Acosta, lo spagnolo ha così potuto lanciarsi all’inseguimento di Bezzecchi, recuperando circa un secondo e mezzo di distacco.

Merito anche di una gestione più oculata nella prima parte della corsa, dove ha cercato di salvare la gomma posteriore in uscita di curva: “Sapevo che c'era tempo. Allora provavo ad avvicinarmi nelle staccate, ma con gas è vero che stavo abbastanza tranquillo per tenere un po' di qualcosa per la fine. Ma questo ha pagato, avevo qualcosa in più di Marco alla fine per questo discorso”.

Quella sensazione di superiorità sul passo ha trovato conferma nel sorpasso, con uno slancio perentorio nella staccata della prima chicane, deciso nella frenata e impeccabile nel posizionamento nel cambio di direzione. Un’esecuzione così precisa da non lasciare al compagno di squadra alcuna possibilità di contrattacco, proprio in un punto della pista dove solitamente la differenza di traiettoria può agevolare la risposta.

Jorge Martin, Aprilia Racing Team

Jorge Martin, Aprilia Racing Team

Foto di: Loic Venance / AFP via Getty Images

“Poi il sorpasso su Bez, è stato un sorpasso difficile, al limite. Lui lo sapeva che sarei arrivato, allora ha staccato ancora più tardi. Però dai, ho messo la prima e sono riuscito veramente forte dalla quattro per non farmi ripassare”.

Una vittoria che è anche il frutto del lavoro delle ultime settimane, compreso il test di Jerez, dove Aprilia ha spiegato di aver trovato qualcosa in più, soprattutto con Jorge, nel setup e nella posizione in sella. Non va dimenticato che lo spagnolo tende a muoversi molto sulla moto, e proprio per questo anche i dettagli più piccoli possono diventare decisivi quando si cercano gli ultimi centesimi.

Inoltre, avendo saltato buona parte del 2025 e i test pre‑campionato a causa dell’infortunio, il suo periodo di adattamento si è inevitabilmente allungato, anche perché nelle libere le opportunità per sperimentare sono poche. Proprio per questo il giorno di test a Jerez ha avuto un peso così importante nel suo percorso di crescita per tornare a essere con costanza quel "Martinator" capace di imporsi sui rivali.

“Devo dire che fino al test stavo un po' improvvisando con il setup, con i pezzi. Poi al test abbiamo fatto un bello step, tornando su pezzi che mi andavano meglio. Poi qua, fino alla gara sprint, abbiamo iniziato ancora a toccare un po' il setup, e già oggi è stata la prima volta che in due giorni non abbiamo toccato niente”, ha aggiunto Martin.

“Vuol dire che siamo veramente vicini alla base, e adesso so cosa ho sotto le gambe. Inizio a capire il limite, perciò posso fare questi sorpassi, sapere fino a quando posso frenare e mantenere quel limite per riuscire ad andare più forte”.

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