La Formula E si aspetta di avere una donna in griglia “entro i prossimi due anni”
Jeff Dodds, CEO della Formula E, prevede una donna al via in griglia entro due anni. Dopo le esperienze di Legge, Cerruti e de Silvestro, la serie ha intensificato i test femminili. Con AI al servizio e nuove Gen4 inclusive, la Formula E punta a dimostrare che uomini e donne possono gareggiare alla pari.
Il CEO di Formula E, Jeff Dodds, non ha dubbi: entro due anni una donna sarà al via del campionato mondiale. La serie elettrica prosegue infatti il suo impegno per garantire alle pilote reali opportunità di mettersi al volante e dimostrare il proprio talento al massimo livello.
Alla gara inaugurale della Formula E, il Beijing E-Prix del 2014, presero parte due donne: Katherine Legge con Amlin Aguri e Michela Cerruti con Trulli GP. Legge disputò soltanto un’altra prova, mentre Cerruti partecipò a tre ulteriori appuntamenti prima di concludere la sua esperienza nella serie.
Simona de Silvestro approdò in Formula E poco dopo, entrando con Andretti Autosport (allora denominata così) verso la fine della Stagione 1 per il doppio round di Londra, prima di affrontare l’intero campionato successivo. A Long Beach e Berlino conquistò punti preziosi, diventando la prima – e finora unica – donna capace di andare a segno nella serie.
Michela Cerruti, Trulli
Foto di: Fabian Lujan/ASN Media
La Formula E è decisa a dimostrare che uomini e donne possono confrontarsi ad armi pari, e negli ultimi anni ha adottato misure concrete per trasformare questa ambizione in realtà.
Dopo la prima sessione di test tutta al femminile organizzata da un campionato FIA al Circuito del Jarama di Madrid nel 2024, la Formula E ha rilanciato con un secondo appuntamento, sempre dedicato alle donne, disputato a fine ottobre sul circuito Ricardo Tormo di Valencia.
Quattordici pilote hanno preso parte alla sessione, con Chloe Chambers del team Mahindra Racing autrice del miglior tempo in 1’22”767 – appena quattro decimi più lenta di Joel Eriksson (1’22”318), il meno veloce tra i titolari nei test pre-stagionali della settimana precedente. A fine giornata, meno di un secondo racchiudeva le prime sei, segno della notevole competitività del gruppo.
Chloe Chambers, Mahindra Racing
Photo by: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
Dodds ha mostrato grande entusiasmo per i risultati del secondo test femminile, che ha raddoppiato il tempo in pista rispetto all’anno precedente, con sei ore complessive suddivise in due sessioni.
"A un anno dal primo test abbiamo dimezzato il divario cronometrico tra piloti titolari e pilote. Il mio istinto mi dice che, se dovessi puntare, entro i prossimi due anni vedrete una donna al via del campionato mondiale. Questa è la mia scommessa", ha dichiarato Dodds a Motorsport.com.
La Formula E continua a impegnarsi per offrire alle donne l’opportunità di dimostrare il proprio valore e convincere i team di poter competere ai massimi livelli.
"Il nostro compito è continuare a offrire loro opportunità di salire in macchina e dimostrare il proprio potenziale ai team, che sono gli unici a scegliere i piloti – non noi – e selezionano solo chi ritengono possa vincere campionati. Per questo devono mostrare di avere talento, e noi dobbiamo rimuovere alcune barriere", ha spiegato Dodds.
Marta Garcia, Lola Yamaha ABT Formula E Team, Bianca Bustamante, CUPRA KIRO
Foto di: Alex Bierens de Haan / LAT Images via Getty Images
La serie collabora anche con partner come Google Cloud, sfruttando l’intelligenza artificiale per accelerare l’apprendimento delle pilote che hanno avuto meno tempo in pista rispetto ai colleghi uomini. "Siamo pienamente impegnati a verificare l’ipotesi che uomini e donne possano competere ad armi pari nel nostro sport", ha aggiunto.
Mentre la Formula E chiude l’era Gen3 Evo e si prepara a introdurre le più veloci monoposto Gen4 nella Stagione 13, le nuove vetture dovrebbero contribuire a rendere la competizione ancora più equilibrata. «Sono state progettate con il servosterzo. È la prima volta che realizziamo una macchina con caratteristiche di design pensate per essere più inclusive".
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