FE | Stangata per Martí dopo il pauroso volo: partirà ultimo in Messico
Il pilota della Cupra è stato severamente punito per non aver saputo rallentare in tempo in regime di Full Course Yellow, finenso addosso a Da Costa e Muller. Ma nel post-gara, lo spagnolo ha ammesso le sue colpe spiegando cosa è accaduto in quei frangenti.
Foto di: FIA Formula E Championship
Pepe Martí sarà costretto a scattare dal fondo dello schieramento in occasione dell'ePrix di Città del Messico che si terrà il 10 gennaio.
Questa è la punizione che il portacolori di Cupra ha ricevuto per lo spaventoso incidente di cui è stato protagonista durante la gara di sabato a San Paolo, dove è letteralmente decollato sulla Jaguar di António Félix Da Costa.
Nel corso del 27° giro, dopo la ripartenza dalla Safety Car, lo spagnolo stava cercando di risalire la china dalle retrovie sfruttando l'Attack Mode appena attivato, ma l'uscita di pista da parte di Mitch Evans ha fatto scattare il regime di Full Course Yellow.
Via radio è partito il conto alla rovescia per consentire ai piloti di rallentare e procedere a velocità ridotta e costante come imposto dal regolamento, ma Martí - in quel momento dietro a Nico Müller e Da Costa, è arrivato troppo veloce mentre gli altri alzavano il piede dall'acceleratore.
Da Costa, in particolare, ha ridotto parecchio la propria andatura, tanto che la Porsche di Müller ha dovuto scartare verso sinistra per evitarla (lamentandosi anche via radio); Martí non ha fatto altrettanto e con l'anteriore sinistra ha toccato la posteriore destra dello svizzero, per poi piombare addosso al portoghese, la cui monoposto ha fatto da trampolino di lancio spedendo la Cupra in aria.
Questa si è capottata un paio di volte prima di fermarsi demolita in mezzo al tracciato; con un grande sospiro di sollievo, Martí è uscito sulle sue gambe dal relitto e la bandiera rossa ha interrotto momentaneamente la corsa, prima della ripresa finale.
Nel post-gara, le indagini dei Commissari Sportivi hanno portato alla decisione di punire il 20enne nativo di Barcellona con l'arretramento in fondo alla griglia di partenza del prossimo Mexico City E-Prix.
"Il pilota della vettura #3 è arrivato troppo velocemente e quindi incapace di reagire in tempo ed evitare un impatto", si legge nella nota ufficiale della Direzione Gara.
"Potevamo ottenere un buon risultato, prima dell'incidente stavamo andando davvero bene e, grazie al vantaggio in termini di energia e alla modalità Attack Mode extra, avremmo potuto facilmente finire tra i primi cinque", si rammarica Martí, che poi ammette candidamente le sue colpe raccontando l'accaduto.
"Non cerco scuse, corro in monoposto da cinque anni e, seppur qui sia molto diverso, questi errori non sono ammissibili. E in gare di questa portata e risalto mediatico. Ho vissuto tutto ad occhi aperti e sono uscito velocemente dalla macchina, diciamo che si sono sommate varie questioni".
"Sono abituato in Formula 2, Formula 3, dove c'era la Virtual Safety Car e si poteva continuare a spingere entro certi limiti, provando di tutto per guadagnare anche solo qualche millesimo. E ho visto che c'era il Full Course Yellow, l'ho provato in un certo modo sul simulatore e a Valencia".
"Mancavano due giri e mezzo alla fine e in questo caso i piloti, specialmente Antonio e Nico, non hanno spinto al limite quei 5" che hanno dato per rallentare. Io ero vicino, stavo per raggiungere la velocità imposta in tempo, ma sfortunatamente le auto non scompaiono quando ne avresti bisogno, quindi le ho tamponate e sono volato via".
"Peccato perché c'era la possibilità di arrivare tra il quarto e il sesto posto, anche se partivamo indietro. Stavamo facendo un'ottima gara a livello strategico, il team ha fatto un ottimo lavoro di preparazione, superba, a livello di assetti e sistemi, tutto era ottimizzato alla perfezione. Credo che oggi avessimo una macchina molto competitiva".
"Voglio scusarmi con il team per come è finita la nostra gara e per non aver potuto dargli una ricompensa. È stato un incidente spaventoso, ma sto bene e questo grazie alla FIA. Non vedo l'ora di tornare in pista a Città del Messico”.
L'incidente di Pepe Martí, Cupra
Russell O’Hagan, Team Principal di Cupra, aggiunge: "Pepe sta bene dopo quello che è stato un incidente grave. Incidenti di quella portata ci ricordano sempre i rischi del nostro sport e ci rendono estremamente grati per gli standard di sicurezza in vigore nel motorsport moderno".
"È stato un vero peccato perché Pepe stava guidando in modo molto bene ed era competitivo, con la possibilità di ottenere bei punti: una prestazione impressionante per la sua prima gara".
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