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Formula E Mexico City ePrix

FE | Messico: Rowland sorprende le Porsche e vince con un capolavoro

In una gara dominata a lungo dalla Porsche a vincere è una... Nissan. Grazie anche a una situazione fortunata e alla sua grande caparbietà, che lo ripaga per la sfortuna avuta in Brasile, in meno di un giro Rowland ha guadagnato il comando della corsa regalando al marchio giapponese il primo successo della stagione. A punti del DS e le Maserati.

Gianluca D'Alessandro

Gianluca D'Alessandro

Modificato: 11 gen 2025, 21:58

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Oliver Rowland Nissan Formula E Team Nissan e-4ORCE 05

Un giro ha cambiato completamente il volto della gara. Dopo la gara del Brasile, dove non era arrivata la vittoria a causa di alcuni episodi sfortunati, Oliver Rowland aveva un conto aperto con la dea bendata e qui in Messico il conto sembra essere tornato in parità.

Tutto è cambiato nello spazio di meno di un giro, quando il britannico della Nissan ha infilato tutte e tre le Porsche che avevano dominato l’ePrix fino a quel momento, ponendo le basi per il primo trionfo della stagione sei giri più tardi. Una vittoria che può essere letta in due modi: da una parte la scaltrezza nello sfruttare una situazione favorevole da parte di Rowland e di Nissan, dall’altra il rimpianto della Porsche per non essere riuscita a portare a casa una tripletta che sembrava ormai scritta.

La prima parte di gara, come spesso accade in Formula E, ha visto il gruppo restare compatto in modo da conservare energia per la parte conclusiva della corsa, quando avere maggiore riserva nella batteria avrebbe potuto giovare nell’assalto finale. Solo verso metà gara il gruppo ha iniziato a sgranarsi, in parte anche grazie ai continui scambi di posizione dovuti all’Attack Mode e alla strategie dei team per provare a sfruttarlo nel migliore dei modi.

Il vincitore della gara, Oliver Rowland, del Team Nissan Formula E festeggia in parco chiuso

Il vincitore della gara, Oliver Rowland, del Team Nissan Formula E festeggia in parco chiuso

Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Sia Porsche che Andretti hanno infatti più volte tentato di usare uno dei due piloti per creare il gap utile a non perdere tante posizioni, ma l’efficacia del boost di potenza ha davvero mischiato le carte in tavola, creando duelli e opportunità. Il cambio di passo ha fatto sì che i primi otto, ovvero le quattro macchine spinte dal Powertrain Porsche, le due DS, la Nissan di Rowland e la Jaguar di Mitch Evans fossero in grado di distanziare il resto del gruppo, lasciando la sfida per la vittoria e il podio ai grandi favoriti.

Tuttavia, con l’attivazione del secondo periodo di Attack Mode obbligatorio, nelle tornate successive tre Porsche, le due del team ufficiale e l’Andretti di Dennis, hanno iniziato a fare il vuoto, involandosi verso una tripletta che sembrava ormai quasi scontata. I tre si erano lasciati alle spalle Mueller, più in difficoltà con la gestione delle gomme e della batteria, Rowland, le due DS ed Evans, con quest’ultimo staccati di quasi tre secondi ma con un Attack Mode ancora da sfruttare.

La corsa è però completamente cambiata alla fine del 28° passaggio, quando la Kiro Cupra di David Beckmann è rimasta ferma nella zona dell’ingresso dello stadio in seguito a un contatto con Zane Maloney, che aveva cercato di infilarsi con un sorpasso ritardato. Ad avere la peggio è stato il tedesco, il quale non è riuscito a spostare la vettura incidentata costringendo la direzione gara a chiamare la Safety Car.

Proprio in quegli istanti, la Nissan di Rowland due DS di Jean-Eric Vergne e Max Gunther avevano appena attivato l’Attack Mode e lo spauracchio era quello che si ripetesse lo stesso scenario del Brasile, quando il britannico aveva perso minuti preziosi di potenza extra proprio a causa dell’ingresso di una Safety Car. Tuttavia, il periodo di neutralizzazione questa volta si è rivelato estremamente breve e quella che in un primo momento poteva sembrare un episodio nuovamente sfortunato si è trasformato in un jolly.

Nel momento in cui la Safety Car è tornata ai box, il pilota della Nissan aveva infatti ancora un minuto di Attack Mode da giocarsi e, con il gruppo ricompattato, l’occasione di provare attaccare i piloti di testa era troppo ghiotta per non tentare di riprendersi ciò che era sfuggito in Brasile.

Nello spazio di pochi metri, sfruttando anche la trazione integrale, Rowland ha infilato una dopo l’altra le tre Porsche di Dennis, Da Costa e Wehrlein, guadagnando così il comando della corsa in meno di un giro e proprio pochi secondi prima che la direzione gara richiamasse nuovamente la Safety Car per spostare la vettura di Evans ferma a bordo pista prima dell’ingresso dello stadio.

Pascal Wehrlein TAG Heuer Porsche Formula E Team Porsche 99X Electric Gen3 Jake Dennis Andretti Formula E Porsche 99X Electric Gen3

Pascal Wehrlein TAG Heuer Porsche Formula E Team Porsche 99X Electric Gen3 Jake Dennis Andretti Formula E Porsche 99X Electric Gen3

Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Pochi secondi che hanno davvero la storia di una gara che sembrava già scritta, “restituendo” a Rowland e alla Nissan quella vittoria che, loro malgrado, non era arrivata in Brasile nonostante una gara fino a quel momento dominata.

Chi può recriminare è sicuramente Porsche, perché fino alla prima neutralizzazione il marchio tedesco stava letteralmente dominando la gara, tanto da portare tutte e quattro le vetture spinte dal Powertrain di Weissach nelle prime posizioni. L’ingresso della Safety Car ha tolto una tripletta che sembrava ormai scontata e neanche gli attacchi sul finale per strappare la vittoria a Rowland hanno ribaltato la situazione.

Porsche non ha massimizzato il risultato, ma ha comunque confermato di essere la squadra da battere al momento, centrando un doppio podio con Da Costa e Wehrlein e il quarto posto con Dennis. Quinto  e sesto posto per le due DS, a lungo nel gruppo di vertice ma a cui è mancato qualcosa per mantenersi poi con i rivali più quotati nel momento in cui il gruppo si è sgranato, per quanto vi sia da dire che le due vetture della casa francese non siano riuscite a sfruttare interamente il secondo Attack Mode a causa della Safety Car.

Stoffel Vandoorne, Maserati MSG Racing

Stoffel Vandoorne, Maserati MSG Racing

Foto di: Alastair Staley / Motorsport Images

Un altro pilota che ha beneficiato delle due neutralizzazioni tardive è stato Stoffel Vandoorne. L’alfiere della Maserati era uno dei pochi piloti che non aveva ancora sfruttato il secondo Attack Mode prima dell’ultima Safety Car e, con il gruppo ricompattato, è riuscito a risalire in zona punti fino alla settima posizione finale. Ancora una volta, questa si è rivelata una strategia rischiosa, ma vincente, come si era già visto in Brasile.

Anche il compagno di squadra Jake Hughes è riuscito a portare l’altra Tipo Folgore in zona punti con un buon decimo posto, figlio anche di una penalità di cinque secondi assegnata a Barnard per aver tratto un vantaggio uscendo dalla pista. A dividere le due Maserati sono Nick de Vries, capace di portare la sua Mahindra in ottava posizione, e Nico Mueller, che ha pagato un finale non proprio eccezionale.

Fuori dalla top 10 le due Jaguar di Nick Cassidy, partito dal fondo a causa di un’infrazione tecnica in qualifica, e Mitch Evans, costretto al ritiro a pochi giri dal termine sprecando una grande opportunità: il neozelandese era uno dei pochi piloti ad avere ancora diversi minuti di Attack Mode a disposizione e il podio sembrava alla portata. Sfortunato Edoardo Mortara, scivolato in fondo nella prima parte di gara mentre si trovava in zona punti a causa di un contatto con Sam Bird per cui l’inglese è stato penalizzato.

Main Information Additional Data Additional Data Driver Info

   

1

 - 

4

   

Main Information Additional Data

   

1

 - 

2

   

Cla Pilota #   Giri Tempo Distacco km/h Punti Ritirato 1 United Kingdom O. Rowland Nissan e.dams 23   36

48'20.764

  117.4 25   2 Portugal A. Félix Da Costa Porsche Motorsport 13   36

+0.400

48'21.164

0.400 117.3 18   3 Germany P. Wehrlein Porsche Motorsport 1   36

+1.855

48'22.619

1.455 117.3 15   4 United Kingdom J. Dennis Andretti Formula E 27   36

+2.000

48'22.764

0.145 117.3 12   5 France J. Vergne Dragon Penske Autosport 25   36

+2.965

48'23.729

0.965 117.2 10   6 Germany M. Gunther Dragon Penske Autosport 7   36

+3.507

48'24.271

0.542 117.2 8   7 Belgium S. Vandoorne Maserati Racing 2   36

+4.491

48'25.255

0.984 117.2 6   8 Netherlands N. De Vries Mahindra Racing 21   36

+5.164

48'25.928

0.673 117.1 4   9 Switzerland N. Müller Andretti Formula E 51   36

+6.070

48'26.834

0.906 117.1 2   10

T. Barnard McLaren

5   36

+7.234

48'27.998

1.164 117.1 1   11 United Kingdom J. Hughes Maserati Racing 55   36

+8.564

48'29.328

1.330 117.0     12 Netherlands R. Frijns Virgin Racing 4   36

+9.305

48'30.069

0.741 117.0     13 Switzerland S. Buemi Virgin Racing 16   36

+9.806

48'30.570

0.501 117.0     14 New Zealand N. Cassidy Jaguar Racing 37   36

+10.821

48'31.585

1.015 116.9     15 France N. Nato Nissan e.dams 17   36

+11.073

48'31.837

0.252 116.9     16 Brazil L. Di Grassi LOLA YAMAHA ABT FORMULA E TEAM 11   36

+12.841

48'33.605

1.768 116.8     17 Switzerland E. Mortara Mahindra Racing 48   36

+14.044

48'34.808

1.203 116.8     18 Barbados Z. Maloney LOLA YAMAHA ABT FORMULA E TEAM 22   36

+15.277

48'36.041

1.233 116.7     19 United Kingdom D. Ticktum Cupra Kiro 33   36

+15.693

48'36.457

0.416 116.7     20 United Kingdom S. Bird McLaren 8   36

+21.329

48'42.093

5.636 116.5     dnf New Zealand M. Evans Jaguar Racing 9   30

+6 Laps

40'00.178

6 Laps     Ritirato dnf Germany D. Beckmann Cupra Kiro 3   27

+9 Laps

34'28.832

3 Laps     Ritirato Guarda i risultati completi  

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