FE | Gen 3 Evo: cosa verifica la FIA nelle 3 fasi per l'omologazione
La Formula E sta per tornare in pista, ma prima dell'inizio del campionato ogni vettura è stata sottoposta a rigido processo di omologazione imposto dalla FIA presso il suo stabilmento tecnico in Francia. Scopriamo in cosa consistono le tre fasi che devono affrontare ogni costruttore al fine di avere l'omologazione per scendere in pista.
Nel prossimo fine settimana, la Formula E tornerà in pista in Messico per la seconda tappa della Season 11, che rappresenta anche il secondo appuntamento del mondiale per la nuova generazione di vetture che caratterizzano il campionato totalmente elettrico, la Gen 3 Evo.
Sebbene queste nuove monoposto rientrino ancora nella famiglia della Gen 3, in realtà presentano delle novità di rilievo, come l’introduzione della modalità a trazione integrale. Inoltre, essendo arrivati a metà del ciclo vitale di questa generazione, come stabilito dal regolamento è stato concesso ai costruttori di intervenire sui rispettivi Powertrain non solo a livello software, ma anche sul piano dell’hardware.
Una concessione importante per numerose case, perché ha permesso di modificare fisicamente quelle aree dove si riteneva vi potessero essere sensibili margini di miglioramenti. Infatti, la Formula E prevede un ciclo di omologazione sul gruppo Powertrain di due stagioni, durante le quali è possibile intervenire solo a livello software, dove i team hanno la massima libertà di sviluppo.
Oliver Rowland Nissan Formula E Team Nissan e-4ORCE 05 Pascal Wehrlein TAG Heuer Porsche Formula E Team Porsche 99X Electric Gen3
Foto di: Alastair Staley / Motorsport Images
Al termine delle due stagioni, le case possono nuovamente modificare i rispettivi propulsori. Proprio per questo, molti costruttori hanno puntato in maniera importante sullo sviluppo in ottica della Gen 3 Evo, come Nissan, Stellantis o Mahindra, fiduciose di poter fare un salto in avanti ora che ci sono due anni di esperienza alle spalle. Chiaramente, per partecipare alla nuova stagione i team hanno quindi dovuto di nuovo omologare il Powertrain e le vetture, rispettando i parametri imposti dalla FIA.
L’omologazione è arrivata qualche settimana prima dell’inizio dei test precampionato a Jarama, ovvero nel mese di ottobre. Il fatto che il processo di omologazione si svolga con largo anticipo rispetto all’inizio del campionato ha due obiettivi: dare modo alla Federazione di controllare con calma tutti i componenti durante le ispezioni nello stabilimento di Valleiry, in Francia, e dare tempo ai team di intervenire nel caso l’organo di governo riscontri qualche anomalia.
Gli obiettivi del processo di omologazione
Il processo di omologazione a cui devono rispondere tutti i costruttori, che poi forniscono il Powertrain anche ai team clienti, si compone di tre fasi in cui viene controllato soprattutto che la macchina rispetti i parametri tecnici, di legalità e di sicurezza imposti dal regolamento stilato dalla FIA.
Centro tecnico e logistico della FIA a Valleiry, Francia
Foto di: Malcolm Griffiths / Motorsport Images
Ogni squadra deve infatti presentarsi presso il centro tecnico della Federazione a Valleiry con la vettura che scenderà in pista durante la stagione. Tendenzialmente, le squadre dispongono quantomeno di tre telai, ovvero i due con cui i piloti disputeranno il campionato a cui si aggiunge una terza scocca usata durante i test di sviluppo per la nuova Gen 3 Evo. Per questione di costi e praticità, il telaio della Gen 3 Evo fornito da Spark è rimasto il medesimo della Gen 3.
Durante il processo vengono verificati che tutti i componenti siano legali e che le tolleranze rientrino nei parametri concessi dalla FIA, anche se, chiaramente, diversi pezzi verranno poi ispezionati nel corso dei weekend di gara nelle classiche verifiche tecniche.
Se in Formula 1 ora i team devono condividere con la Federazione il progetto di diversi componenti o possono chiedere delucidazioni, in Formula E questo processo consente di avere una base già prima dell’inizio del campionato fisicamente sulla macchina. Inoltre, considerando che nella serie elettrica lo sviluppo è congelato a livello hardware, questo velocizza il processo di verifica nei weekend di gara.
Omologazione della Gen 3 Evo di Formula E
Foto di: FIA
Le tre fasi del processo tra sicurezza e controlli
La prima fase del processo di omologazione, come spiegato dalla Federazione, è quello di controllare attraverso test specifici che i parametri di sicurezza riguardo al voltaggio delle vetture siano rispettati da parte dei team. Si tratta di un aspetto cruciale perché, essendo macchine che operano ad alto voltaggio, la sicurezza del pilota e dei meccanici è posta al centro.
La monoposto viene testata anche in differenti modalità di utilizzo, come nella standard a 300 kW o in quella “massima” da 350 kW. Inoltre, vengono verificate che tutte le procedure in caso di guasto siano rispettate, in modo da segnalare agli operatori o ai marshall se la vettura è in sicurezza o meno. Infatti, nel caso vi sia un problema che rende la macchina “non sicura” esistono delle procedure apposite che sia i meccanici che i commissari di percorso devono rispettare.
La seconda fase è quella relativa al controllo delle dimensioni e del peso di specifici componenti. Il regolamento impone delle misure da rispettare, così come un peso minimo, in modo che i team non investano troppe risorse nello sviluppo di un componente mantenendo così più bassi i costi.
Omologazione della Gen 3 Evo di Formula E
Foto di: FIA
Ad esempio, quest’anno peso della vettura è aumentato da 859 a 862 kg, in modo da comprendere anche i due chili aggiuntivi del peso minimo del pilota, passato da 80 a 82 kg.
Inoltre, durante questa fase vengono controllati tutti gli elementi sviluppati dal costruttore riguardanti il gruppo Powertrain, ovvero il motore, il motore, il cambio e i componenti della sospensione, che devono necessariamente essere pensati dalla casa per lavorare a stretto contatto con la configurazione scelta dalla casa.
Ad esempio, vengono inoltre controllati anche tutti gli elementi del motogeneratore anteriore che, dalla Season 11, non funzionerà solamente in fase di recupero, ma anche in trazione, garantendo la modalità a quattro ruote motrici per brevi lassi di tempo. Questo Powertrain è estremamente compatto e, infatti, non era stato pensato per funzionare in continuità a causa dell’incremento delle temperature, motivo per il quale per ora è permesso utilizzarlo sono in precise fasi del weekend scelte dalla FIA.
Omologazione della Gen 3 Evo di Formula E
Foto di: FIA
Il Powertrain è fornito da un’azienda esterna, Atieva (divisione Motorsport FE della Lucid), e per reggere meglio agli sforzi della trazione integrale è stato rivisto il driveshaft: durante il processo di omologazione vengono misurati anche questi elementi, in modo da verificare che tutto rientri nella norma.
Infine, nella terza fase, assieme ai costruttori stessi, vengono verificati tutti i documenti sia riguardo alla stessa omologazione che devono compilare le casi per partecipare al campionato, sia tutte le misure e istruzioni di sicurezza a cui devono rispondere i team durante la stagione.
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