FE | Anteprima Gen 4: le prime immagini entro fine anno e sarà più veloce della F2
La Gen 4 vuole essere una svolta per la FE: Powertain circa il doppio più potenti, trazione integrale permanente e gomme migliorate. Le prime immagini della vettura si dovrebbero vedere entro fine anno, mentre dietro le quinte prosegue lo sviluppo in pista, confermando un netto passo in avanti lato performance. Cambieranno anche i tracciati.
C’è una roadmap chiara per il futuro della Formula E e per il suo prossimo grande passo, la Gen 4. Il gruppo tecnico che si sta occupando dello sviluppo della futura generazione ha degli obiettivi ambiziosi, puntando a un salto prestazionale senza precedenti nella storia della categoria.
Non è un segreto che la Gen 3 non abbia del tutto convinto a causa dell’eccessivo focus sull’efficienza energetica. Con la Gen 4 l’obiettivo è tornare a gare più “tradizionali”, sulla scia della Gen 2, quando si era raggiunto un equilibrio ideale tra l’enfasi sull’efficienza e la possibilità di spingere al limite, ma sarà soltanto la pista a confermare questi obiettivi.
Ma quando si vedrà questa vettura? Secondo quanto appreso da Motorsport.com, su questo fronte sembra esserci un piano definito dietro le quinte, con le prime immagini che dovrebbero arrivare molto presto, entro la fine dell’anno. Tuttavia, per poi vedere la monoposto in pista si dovrà attendere la primavera del 2026, a cui verrà abbinata anche la presentazione dedicata.
Taylor Barnard, DS Penske
Foto di: DPPI
Lo sviluppo procede, la Gen 4 è già scesa in pista
Nel frattempo, lo sviluppo della prossima generazione è entrato nella fase decisiva. Dopo le numerose simulazioni condotte dal gruppo tecnico della Formula E insieme alla FIA, la monoposto ha già effettuato alcune sessioni private in pista, utili a verificare che i dati e l’affidabilità dei sistemi corrispondano a quanto emerso nel mondo virtuale.
Il rispetto delle tempistiche da parte dei partner ha consentito di avviare i test reali nelle scorse settimane, offrendo così l’opportunità di confrontare i riscontri del simulatore con quelli della pista. Come già raccontato qualche mese fa, le analisi svolte dietro le quinte indicavano un netto salto di performance, che avrebbe portato le vetture a essere addirittura più rapide delle Formula 2, portando a un miglioramento di una decina di secondi rispetto alla Gen 3.
Un aspetto ora confermato anche dalla stessa Formula E. Come ha spiegato il CEO della serie elettrica in un’intervista rilasciata a Motorsport.com durante i test pre-stagionali a Valencia: “La macchina è stata provata in pista, ma non ha ancora girato sulle stesse piste della F2. Ma dalle nostri simulazioni, su piste come Monaco, la Gen 4 dovrebbe essere più rapida della F2”.
Josep Maria Marti, CUPRA KIRO
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
“Il gap tra la F2 e la F1 non è così ampio, sicuramente ci stiamo avvicinando velocemente. E ricordate che siamo ancora su gomme di fatto stradali. Non usiamo nemmeno gomme slick. Quindi c’è ancora molto potenziale da esprimere”, ha aggiunto Dodds, sottolineando quanto potenziale ci sarebbe ancora da esprimere con gomme adatte.
Resterà un'anima più meccanica che aerodinamica
In effetti, una delle principali critiche alla Gen 3 riguardava gli pneumatici, giudicati troppo duri e incapaci di permettere di sfruttare appieno i 350 kW del powertrain. Con la Gen 3 Evo sono arrivati piccoli correttivi, ma è con la Gen 4 che ci si aspetta un vero salto di qualità: gomme più performanti, pur mantenendo il formato “stradale” per ragioni di sostenibilità.
Tra Formula 2 e Formula E, tuttavia, continueranno a esserci differenze sostanziali. La Gen 4 disporrà di maggiore potenza, ma conserverà un’anima più “meccanica”, con gran parte del grip generato proprio a livello meccanico piuttosto che aerodinamico come in F2, sebbene ci sarà un fondo più ampio e nuove configurazioni alari per trovare carico. Proprio per questo la trazione integrale avrà un peso determinante: sulla Gen 4 sarà infatti permanente, a differenza di quanto avviene oggi.
Confronto tra la Gen 3 e la Gen 4 di Formula E in cui si può notare il fondo più ampio
Tra la modalità a due e quella a quattro ruote motrici della Gen 3 si stima un delta prestazionale di almeno tre secondi, variabile in base alle caratteristiche del tracciato e dell’asfalto. Un guadagno legato soprattutto all’aderenza meccanica che, in vista della Gen 4, dovrebbe contribuire anche a ridurre la necessità di esasperare le soluzioni aerodinamiche e, soprattutto, a limitare gli effetti dell’aria sporca in scia.
Con la Gen 4 cambieranno anche i tracciati
Tutti questi miglioramenti, incluso il netto passo avanti in termini di performance, costringeranno i vertici della categoria a riflettere anche sui tracciati che ospiteranno la serie in futuro. Una scelta dettata soprattutto da esigenze di sicurezza: con prestazioni più elevate serviranno infatti circuiti dotati di maggiori vie di fuga.
L’idea è quella di trovare un equilibrio tra i tracciati cittadini, che restano parte integrante del DNA della Formula E, e i circuiti permanenti, dove le monoposto possano esprimere tutto il loro potenziale e mostrare i progressi compiuti dal mondo elettrico. Non a caso, si valuta l’ipotesi di abbandonare Londra per spostarsi su piste storiche come Silverstone o Brands Hatch.
“Amo circuiti come Roma, Tokyo e Londra. Sono tracciati cittadini straordinari. Ma per una vettura che ha quasi il doppio della potenza, molto più grande in termini di presenza fisica, con trazione integrale permanente e molto più veloce, servono circuiti più ampi e con maggiori vie di fuga. Dobbiamo quindi riflettere sui tracciati. Quello che però non vogliamo perdere è il DNA, le gare cittadine fanno parte della Formula E, ma devono essere piste sicure. Quindi devono essere circuiti più grandi, con più vie di fuga”, ha aggiunto Dodds.
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