F1 | Williams, non è solo un problema di peso: c'è anche il rebus della gomma che si solleva
La squadra di Grove non ha iniziato la stagione come sperato, pagando soprattutto il peso eccessivo, ma non è l'unico problema che affligge la FW48: manca anche carico e in determinati contesti, una delle gomme tende ad alzarsi riducendo l'area di contatto con l'asfalto e, di conseguenza, il grip meccanico. Cerchiamo di capire come influisce.
Alexander Albon, Williams
Foto di: Lars Baron / LAT Images via Getty Images
L’inizio di stagione della Williams è stato decisamente lontano dalle speranze, quasi una doccia fredda che sin dalla prima sessione di test pre‑campionato ha esposto in modo chiaro ciò che non funziona sulla FW48. Il peso resta il problema principale, perché nel paddock si parla di oltre 20 chili da smaltire nei prossimi mesi per recuperare tempo sul giro.
Un tema importante, forse quello più… pesante. Ma non è l’unico. Dopo l’eliminazione in qualifica nella prima manche, Alex Albon aveva detto che la Williams non si potesse nascondere solamente dietro alla questione peso, perché anche altre monoposto a centro gruppo non sono al limite minimo fissato dalla FIA, per quanto la FW48 debba rincorrere molto più degli altri su questo fronte.
"Non possiamo nasconderci dietro il peso, perché alla fine della fiera ci sono altre monoposto a centro gruppo che non sono al peso [limite]. Sicuramente non quanto noi, ma sono comunque sovrappeso, e il distacco che abbiamo da quei team non dipende solo da questo”, aveva spiegato l’anglo-thailandese dopo l’esclusione in Cina, rimarcando come vi fossero anche problemi aerodinamici e di assetto.
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Clive Rose / Formula 1 via Getty Images
A limitare le performance c’è sicuramente anche una carenza di carico, soprattutto rispetto a squadre come la Haas, probabilmente la più in forma a centro gruppo su questo fronte. A Grove però c’è anche la convinzione di non aver ancora estratto tutto il potenziale della FW48 in termini di setup e bilanciamento, un margine che il team ritiene ancora significativo.
In Cina ciò si è tradotto in una doppia esclusione in Q1, mentre in Giappone ha aiutato una serie di problemi sulla PU della VF-26 di Oliver Bearman, ma alla fine Carlos Sainz non è andato oltre la Q2. Proprio alla fine delle qualifiche, Albon aveva spiegato come in alcune circostanze, la FW48 andasse su tre gomme, con una delle quattro ruote che tendeva ad alzarsi limitando il grip.
Questo comportamento emerge soprattutto nelle curve con una certa pendenza, quindi non sorprende che a Shanghai sia stato più evidente, ma non è l’unico scenario in cui può verificarsi. Ci sono infatti situazioni in cui la gomma non si stacca completamente dall’asfalto, ma il pilota percepisce comunque una mancanza di carico in quella zona della vettura, come se la ruota fosse quasi sollevata.
Alexander Albon, Williams
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
In generale, tutto questo significa che l’area di contatto dello pneumatico tende a ridursi, così come il grip meccanico, rendendo la vettura meno stabile e più imprevedibile per il pilota. Individuare le cause non è mai semplice, ma una sospensione troppo rigida può spesso contribuire a questo fenomeno nelle zone in cui i trasferimenti di carico sono elevati, soprattutto nei curvoni veloci.
“Penso che la questione di avere una ruota per aria e la mancanza di grip all’anteriore interno siano un problema delle nostre vetture da quando sono qui. Quindi non è nulla di nuovo, è solo che alcuni dei problemi che avevamo già stanno peggiorando quella situazione”, ha raccontato Albon in Giappone.
Come si traduce tutto questo? Non si tratta soltanto di un problema all’anteriore o al posteriore, perché il fenomeno cambia in base alla tipologia di curva. Tuttavia, quando si manifesta al posteriore, per provare a contenerlo si interviene di solito sul differenziale, con il rischio però di generare una carenza di grip all’anteriore e, di conseguenza, sottosterzo.
Alexander Albon, Williams
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Non si tratta di una situazione del tutto inedita per la Williams, perché si era già presentata anche nel precedente ciclo tecnico, ma è un problema che tecnici e piloti speravano di eliminare con queste nuove monoposto. Anche perché, con la diminuzione del carico e la riduzione in larghezza degli pneumatici, avere più grip meccanico in curva quest’anno diventa ancora più prezioso.
"Ci sono tanti problemi di bilanciamento nella macchina. Non stiamo nemmeno vedendo parte del carico aerodinamico, quindi è un accumulo di fattori. Il peso è una cosa. Ci sono anche piani, insieme alla riduzione del peso, per riportare la macchina in una buona finestra di bilanciamento e raggiungere più rapidamente il livello di carico che ci aspettiamo", aveva aggiunto Albon in Cina.
Da un certo punto di vista, questa pausa forzata può rappresentare un’arma a doppio taglio per la FW48: da una parte avere meno appuntamenti limita la raccolta dati che sarebbe utile per comprendere al meglio certi problemi, ma dall’altra offre un mese intero per concentrarsi sugli aggiornamenti, a partire dalla riduzione del peso, che al momento è la priorità perché è l’area da cui possono arrivare i miglioramenti più rapidi e consistenti. L’obiettivo è presentarsi a Miami con il nuovo pacchetto già pronto.
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