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F1 | Vasseur: "La pole di Charles più difficile. Eravamo vicini a uscire con entrambi in Q2"

Nel sabato che sembrava destinato al dominio McLaren, il monegasco ha conquistato una pole sorprendente a Budapest, che Vasseur ha esaltato sottolineado quanto sia stato complicato battere le due MCL39 dopo aver rischiato la doppia eliminazione al termine del Q2, a conferma di quando siano sensibili queste vetture.

Frederic Vasseur, Team Principal, Ferrari

Nel weekend che sembrava destinato a essere un assolo totale delle due McLaren, data la superiorità mostrata fino a prima dell’inizio delle qualifiche, è uscito un nome su tutti, quello di Charles Leclerc. In una lotta serratissima, il monegasco ci ha messo tanto del suo, tirando fuori dal cappello un’altra magia, l’ennesima della sua carriera, che qui a Budapest può avere un peso specifico ancora più importante.

Uno dei temi sottolineati più volte, come nella giornata di ieri, è che questa Ferrari aveva il target di porsi come seconda forza, non solo per battere la Red Bull e la Mercedes, ma anche per essere lì, pronta nel momento giusto ad approfittare di qualsiasi passo falso della McLaren.

Così è stato a Budapest, perché in una giornata in cui la MCL39 non ha dominato, contrariamente alle aspettative, la Rossa si è fatta trovare pronta. Ed è questo ciò a cui deve puntare il Cavallino e che, nella giornata di domani, chiaramente anche a seconda di quelle che saranno le condizioni, può giocarsi una chance importante dalla prima casella, anche se McLaren avrà il vantaggio di giocare in 2 contro 1.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images

Ma prima di guardare avanti a quella che sarà la giornata di domani, Vasseur si è voluto concentrare sui momenti decisivi che hanno portato alla pole, perché quella odierna è stata una giornata altalenante, fatta di alti e bassi. Dai quattro decimi rimediati in Q3 con la pista che aveva superato i 50°C alla pole di oggi pomeriggio, quando l’asfalto si è fermato attorno ai 36°C.

Una differenza importante, che conferma un aspetto centrale di questa Formula 1: gli pneumatici sono molto sensibili e pochi gradi di temperatura possono cambiare in maniera drastica gli equilibri. “Senza dubbio è stata probabilmente la più difficile [per Leclerc] perché abbiamo sofferto per tutta la stagione in Q1 e in Q2 a mettere le gomme nella giusta finestra”, ha commentato Frédéric Vasseur ai microfoni di Sky Sport Italia, evidenziando come la Rossa stesse per uscire con entrambi i piloti.

“Non siamo stati tanto lontani dall’avere entrambe le macchine fuori nel Q2 e per qualche decimo di secondo ci siamo salvati, per uno o due decimi. Alla fine, Charles è riuscito a mettere le gomme nella giusta finestra nel giro di preparazione, ma è tutto molto sensibile perché il delta tra essere decimo e primo è molto piccolo”.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Michael Potts / LAT Images via Getty Images

“Alla fine, siamo tutti al limite con le gomme, abbiamo faticato tanto noi con il vento che era un pochino più basso rispetto a stamattina, poi c'è stata qualche goccia di pioggia. Ci sono stati tanti alti e bassi nelle prime due sessioni, poi siamo tornati un pochino più forti di quanto ci aspettassimo, abbiamo avuto tutto sotto controllo ed è andata molto bene alla fine”.

“Però, dobbiamo tenere a mente che la sessione non è stata semplice e se vogliamo fare grandi prestazioni per il resto della stagione dobbiamo capire perché ci sono stati così tanti alti e bassi per noi, ma anche per gli altri”.

Questo è uno dei temi principali di questa Formula 1: la capacità degli ingegneri e dei piloti di individuare quella sottile finestra di funzionamento in cui estrarre il massimo potenziale della vettura. Una scienza molto complessa e che, in situazioni come quella odierna, può cambiare profondamente gli equilibri.

Charles Leclerc, Ferrari, Lando Norris, McLaren

Charles Leclerc, Ferrari, Lando Norris, McLaren

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

“Gli ingegneri sanno che il modo in cui gestisci il giro di lancio, dove spingi e dove non spingi, è cruciale per la prestazione delle gomme. Quindi, se riesci ad accendere le gomme alla curva 1 non è sempre semplice completare il giro, è tutto molto al limite perché, se non hai grip a curva 1, scivoli e perdi le gomme”.

“Per cui dipende tanto da questo. Nelle prime due manche per noi è stato un problema ed è stato frustrante perché eravamo stati forti per tutto il weekend. Lewis è uscito nel Q2, Charles ci è mancato poco”, ha aggiunto il Team Principal della Rossa, concentrandosi anche sull’uscita dell’inglese durante la seconda manche.

“È una questione di centesimi, non si sa mai come spingere nel giro di preparazione, non si conoscono le condizioni della pista. Ma è stato così per tutti oggi. Kimi, per esempio, ha fatto una bellissima prima sessione e poi è stato eliminato nel Q2. È così ristretta la finestra nella quale infilarsi che è un esercizio davvero duro”.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images

“È frustrante per lui perché aveva un bel passo, l'ha avuto per tutto il weekend, era l'inizio di Charles, e gli è mancato un giro nel Q2. È stato il momento più difficile per noi, poi siamo passati in condizioni migliori nel Q3. È un peccato”.

In vista di domani, Vasseur non vuole sedersi sugli allori, perché è consapevole di quanto oggi le condizioni abbiano avuto un ruolo chiave nella definizione della griglia di partenza, come dimostra pure il quarto posto di Russell a pochi millesimi dalla pole position, ma non vuole smettere di sognare.

“Nella simulazione delle gare eravamo molto forti rispetto a McLaren. Penso che la costanza del passo ci fosse, ma non importa, sarà la stessa storia per tutti. Se si comincia a pensare a questo, è finita. Concentriamoci su noi stessi, cerchiamo di fare una buona strategia, un buon approccio nella gestione delle gomme e tutto andrà bene”.

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