F1 | Retroscena Hulkenberg: ha costruito il podio... ignorando il team
Nella gara che ha portato il tedesco sul podio c'è un retroscena. Dopo una decina di giri, mentre il cielo si faceva incerto, Hulkenberg ha ascoltato il suo istinto imboccando la pit lane nonostante il team gli avesse detto di restare in pista. Una scelta decisiva, perché è proprio in quella fase che ha costruito le chance per sognare il 3° posto.
Alle volte bisogna saper credere alle favole, anche a quelle che si fanno attendere più a lungo, quasi una intera carriera. In un pomeriggio di luglio bagnato dalla pioggia e intriso di magia, tra le pieghe di una pista che profuma di leggenda, Nico Hulkenberg ha riscritto la sua storia salendo per la prima volta sul podio.
Per anni era rimasto soltanto un sogno sfiorato, una linea d’arrivo mai oltrepassata. Ma a Silverstone, il tedesco ha finalmente spezzato l’incantesimo, conquistando quel terzo posto che aveva sempre solo sfiorato, lasciando solo il sapore amaro dell’occasione perduta.
Si potrebbe parlare di un’attesa durata 239 Gran Premi, ma non è solo una statistica che si aggiorna. È una conquista autentica, meritata. È la vittoria del talento paziente, della costanza silenziosa lontana dai riflettori, di chi ha saputo cogliere l’occasione anche quanto sembrava impossibile che accadesse, perché dietro al podio di Silverstone c’è tanto del miglior Hulkenberg.
Nico Hulkenberg, Sauber
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
Sembra quasi paradossale, specie se si considera che solo il giorno prima era stato autore di una qualifica sottotono, lontana dagli standard di un pilota che per anni ha fatto del giro secco uno dei suoi punti di forza. Esattamente come in Austria, altro GP in cui aveva rimontato dalle ultime file, era mancato quel feeling con l’anteriore, quella fiducia indispensabile per attaccare in curva.
Eppure, quella che sembrava destinata a essere una gara asciutta si è trasformata, poco prima del via, in una corsa bagnata, aprendo a nuove opportunità. Ed è esattamente in queste condizioni variabili che bisogna saper toccare le corde giuste nel momento giusto, osservando il cielo e confidando in un pizzico di fortuna.
Giusta è stata la scelta di non fermarsi prima del via per montare le slick, ma è da lì che è partito un effetto domino che ha poi portato al momento che ha davvero cambiato la corsa del tedesco: la scelta di anticipare il passaggio dal primo al secondo set di intermedie dopo una decina di giri, dietro a cui si cela un interessante retroscena.
Nico Hulkenberg, Sauber
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Nonostante le Virtual Safety Car che hanno rallentato il ritmo nella fase iniziale, limitando le opportunità di “pulire” la pista dall’acqua e accelerare il passaggio alle slick, era chiaro che l’asfalto si stesse asciugando sempre più rapidamente. Per chi era rimasto sulla intermedie, queste sono le condizioni peggiori in assoluto, perché la gomma tende a usurarsi velocemente.
Anche Hulkenberg stava lottando per mantenere in pista la vettura, cercando di raffreddare gli pneumatici nei tratti ancora bagnati. Un consumo così veloce che, dall’onboard della sua vettura, era possibile notare i trucioli saltare dall’anteriore sinistra, quella più sotto stress a Silverstone.
Tuttavia, in pochi in quella fase hanno azzardato il passaggio alle mescole da asciutto, sebbene la pista fosse ormai pronta per le slick, come dimostrato da Lance Stroll. Durante la seconda Virtual Safety Car, Aston Martin ha infatti richiamato il canadese per montare le soft, recuperando rapidamente il tempo perso per la sosta.
Ciò che preoccupava le squadre era il ritorno della pioggia, atteso da lì a pochi minuti, anche in casa Sauber, con il rischio di doversi fermare due volte in pochi giri. Nel corso dell’ottavo passaggio, infatti, era stato detto a Hulkenberg che la pioggia sarebbe tornata circa in tre tornate, bagnando nuovamente la pista.
Nico Hulkenberg, Sauber
Foto di: Andy Hone / LAT Images via Getty Images
Proprio in questo contesto è maturato il retroscena decisivo. Dietro le quinte, si stava valutando la possibilità di montare un secondo set di intermedie, proprio perché il ritorno della pioggia avrebbe messo in difficoltà tutti quei piloti che avevano già stressato il primo treno di gomme da bagnato.
La scelta decisiva è arrivata al nono giro. Mentre il team gli aveva indicato di rimanere fuori e attendere per capire come si sarebbe evoluto il meteo per non compromettere un secondo set di intermedie, Hulkenberg ha preso in mano la situazione, sovrastando la scelta del team e imboccando la pit lane all'ultimo secondo per montare gomme fresche.
Fortunatamente, i meccanici Sauber erano stati preavvertiti di questa possibilità e hanno potuto reagire senza perdere tempo, anche grazie alla posizione favorevole del box in fondo alla pit lane, l’ultimo prima dell’uscita.
Questa è stata una scelta decisiva, perché in quei pochi giri in cui Nico ha percorso con gomma nuova, i tempi sono subito drasticamente migliorati, tanto da segnare l’intertempo record nell’ultimo settore e guadagnando anche oltre due secondi su quei piloti che, invece, erano rimasti con intermedie usate.
Nico Hulkenberg, Sauber
Foto di: Glenn Dunbar / LAT Images via Getty Images
Per dare un riferimento, proprio in quell’ultimo settore, il tedesco della Sauber ha recuperato quasi tre secondi a Lewis Hamilton, per poi continuare a guadagnare anche nel passaggio seguente, quello in cui tutti i piloti sono tornati ai box a causa del ritorno della pioggia.
Lì è nata la magia: se Hulkenberg non avesse anticipato la sosta nel momento in cui ha scelto di tornare ai box, non avrebbe mai avuto il delta per rientrare davanti a Lewis Hamilton, Pierre Gasly e Fernando Alonso, rimanendo bloccato nel traffico.
Quei giri in più su gomma nuova, si sono rivelati fondamentali per sopravanzare un folto gruppo di piloti e costruire un podio cercato, voluto a tutti i costi, soprattutto quando nella seconda parte di gara è poi andato a riprendere Stroll e ha preso margine su Hamilton, creando un margine di sicurezza che ha costretto Ferrari a osare nelle scelte strategiche, forse anticipando di un giro di troppo l'ultima sosta per tornare sulle slick.
In quei frangenti è emersa la solidità e l’esperienza di Hulkenberg, che ha così smesso di inseguire un sogno per cominciare a viverlo, con coraggio e istinto: qualità che il tempo non ha mai logorato, ma solo messo in attesa che si concretizzasse quel traguardo. E in quel sorriso bagnato, c’era tutta la poesia di una favola diventata realtà. Finalmente.
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