F1 | Regole 2026: perché Waché resta preoccupato nonostate le modifiche
Secondo Pierre Waché, i regolamenti della F1 per il 2026 sono notevolmente migliorati rispetto ai piani iniziali della FIA. Tuttavia, il responsabile tecnico della Red Bull continua a nutrire forti preoccupazioni sulla combinazione telaio/aerodinamica e quella con la Power Unit, ritenendolo che è stato sbagliato proporre dal principio questo motore
Nel 2026, la classe regina del motorsport dovrà affrontare un'importante svolta, la più grande degli ultimi decenni. Il prossimo anno, infatti, cambieranno i regolamenti relativi ai motori e ai telai, con un distacco completo rispetto alle normative attualmente in vigore con le macchine a effetto suolo.
Sulle Power Unit aumenterà l'importanza della parte elettrica, con una ripartizione circa al 50% con la parte termica, ma con l'abbandono dell'MGU-H, ovvero lo strumento che aiutava a recuperare energia e rendere ancora più efficienti le attuali unità. Per questo, dopo aver realizzato i limiti delle future regole, la FIA è corsa ai ripari degli espedienti tecnici sia nella gestione della potenza elettrica, che verrà limitata tramite specifiche formule a seconda della velocità, sia con una maggior rilevanza dell’aero attiva.
Quest’ultima è un’introduzione indispensabile, in modo da ridurre il drag sui rettilinei e, di conseguenza, la quantità di energia elettrica consumata. Tutti aspetti necessari per lavorare a stretto contatto con le future Power Unit, che hanno condizionato di fatto buona parte del progetto attorno alla parte telaistica.
Rendering dell'auto F1 2026 FIA
Foto di: FIA
Tuttavia, sin da quando lo scorso giugno è stata svelata la prima bozza dei regolamenti 2026, c’è stato un tema difficile da ignorare, ovvero l’insoddisfazione delle squadre, che hanno subito mostrato il loro malcontento per alcune scelte della Federazione.
Più margine di manovra per i team, ma non è abbastanza?
Uno degli aspetti citati dai team è stata la mancanza di libertà di progettazione che la prima bozza del regolamento 2026 avrebbe imposto, dato che l’idea della FIA era limitare quanto più possibile la scia sporca senza ripetere gli errori commessi nell’attuale ciclo tecnico. Con le vetture a effetto suolo è stato fatto un passo in avanti, ma si è lasciata libertà in alcune zone chiave, che hanno poi permesso ai team di trovare grossi margini in termini di carico ed efficienza.
Un errore che la FIA non voleva ripetere, ma che aveva anche imposto grandi restrizioni. Per questo si è spinto verso una revisione delle regole che, con la bozza di fine 2024, hanno garantito maggior libertà di progettazione alle squadre. Inoltre, i team sono riusciti anche ad ottenere un aumento del carico totale tramite interventi mirati, in modo che si possano mantenere delle buone prestazioni anche in curva.
Pierre Wache, Direttore Tecnico della Red Bull Racing
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Ciò è stato accolto con favore soprattutto dagli ingegneri che dovranno poi lavorare su queste vetture in fase di progettazione: “Il regolamento è stato migliorato, molto. La combinazione tra telaio e motore rimane estremamente impegnativa in termini di caratteristiche, ma questo vale per tutti", ha rivelato Waché durante un'intervista esclusiva a Motorsport.com.
"Non sono sicuro che questa combinazione vada bene, ma questa è la mia opinione personale e non ha nulla a che vedere con la competitività che potremo ottenere alla fine. È anche troppo tardi per discuterne. Anche se le velocità e le esperienze al volante dei piloti non sono quelle che vorremmo vedere in Formula 1, il nostro compito è solo quello di costruire il pacchetto più veloce. Di conseguenza, non mi concentro più su ciò che penso personalmente delle nuove regole".
A Waché non piacciono i nuovi regolamenti
La base è ormai stata definita con i nuovi regolamenti, ma ci sono ancora dettagli che sono in via di definizione, magari passando a un uso automatizzato dell’ala posteriore e una revisione in termini volumetrici dei box in cui possono operare gli ingegneri. Tutto questo sarebbe rivolto a ridurre l’uso della energia elettrica, andando così incontro ai limiti delle future Power Unit.
Formula 1 2026
Foto di: FIA
Ed è proprio attorno a questo aspetto che gira una delle principali critiche mosse da Pierre Waché al regolamento 2026. Per far funzionare i nuovi motori, si è dovuto intervenire con una revisione completa della parte telaistica. Se si mettessero le future Power Unit sulle attuali vetture, emergerebbero in modo marcato tutti i limiti del nuovo regolamento.
Per attirare marchi come Audi e Honda, la FIA ha prima elaborato le regole per i motori e poi ha dovuto proporre una vettura da abbinare alla nuova formula. Diversi responsabili tecnici avrebbero preferito che tutto ciò fosse stato fatto nello stesso momento e che si fosse guardato alle regole del 2026 come a un'unica cosa.
"A mio parere, non ha senso proporre un motore che non può funzionare con le vetture attuali", ha detto il responsabile tecnico della Red Bull.
Concept F1
Foto di: FIA
Il pacchetto tecnico potrebbe non essere ideale, anche se Waché sottolinea che le scuderie dovranno accontentarsi di quello che c'è sulla carta. "Penso che possa ancora essere un bello spettacolo. E a un certo punto non è più mio compito migliorare il sistema nel suo complesso. Sono pagato dalla squadra con cui lavoro e mi impegno a fondo per lei”.
“Devo solo fare il mio lavoro al meglio delle mie possibilità e fare in modo che le persone del team possano lavorare al meglio delle loro possibilità per ottenere la migliore vettura. È l'unica cosa per cui sono pagato", ha dichiarato Waché, precisando che la sua priorità è la Red Bull e non la FIA per migliorare i regolamenti nel loro complesso.
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