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F1 | Red Bull: la notte porta consiglio dopo gli errori di ieri

Jake Dennis ha trascorso la notte al simulatore di Milton Keynes per cercare una soluzione ai problemi che ieri hanno afflitto Verstappen e Perez. La RB20 non reagiva alle regolazioni anche cambiando mescola, segno che c'era qualcosa di sbagliato che impediva di trovare il solito bilanciamento. E con meno vento Max può tornare a sperare.

Dettaglio tecnico della Red Bull Racing RB20

Una lunga notte al simulatore, con Jake Dennis impegnato a Milton Keynes ed un ponte diretto con Imola. Al termine della seconda sessione di prove libere, che ha visto Max Verstappen e Sergio Perez rispettivamente in settima e ottava posizione, nel box Red Bull c’è stato un briefing animato.

L’ultima volta che la squadra si è trovata in uno scenario simile a quello visto ieri a Imola è stato ad Interlagos, nel 2022. In quell’occasione a complicare maggiormente la situazione fu il format sprint, che all’epoca blindava l’assetto dopo la sessione FP1, e ad approfittarne fu la Mercedes, che concluse il weekend con una clamorosa doppietta Russell-Hamilton.

A differenza di due anni fa in Brasile, questo fine settimana c’è tempo per lavorare sulle monoposto. Da una parte ci sono i commenti dei piloti, che lamentano un retrotreno poco stabile, dall’altra le difficoltà legate a differenti variabili.

Max Verstappen, Red Bull RB20, nella ghiaia durante le libere di venerdì

Max Verstappen, Red Bull RB20, nella ghiaia durante le libere di venerdì

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Ieri ad Imola ci sono state due novità: il vento che ha condizionato molto il comportamento di alcune monoposto, e nel caso Red Bull gli aggiornamenti introdotti sulla vettura. Il setup di base potrebbe non essersi sposato al meglio con queste due variabili. Quando le cose non vanno bene con tutte le mescole vuol dire che c’è un problema di base e la mancanza di equilibrio è stata confermata anche dalla velocità massima, non particolarmente brillante.

Per Verstappen e Perez il gap sul giro rispetto al crono ottenuto da Leclerc è stato di mezzo secondo, margine confermato da Checo anche nel passo gara, mentre nel caso di Max il ritardo nel long run è salito a sei decimi. Le difficoltà per Verstappen sono emerse soprattutto nel secondo settore, dove ha pagato mezzo secondo rispetto al parziale ottenuto in quel tratto da Lando Norris.

Red Bull RB20: ecco la nuova ala anteriore, ma per ora non ha entusiasmato Max

Red Bull RB20: ecco la nuova ala anteriore, ma per ora non ha entusiasmato Max

Foto di: Giorgio Piola

Nel mezzo della sessione FP2 gli ingegneri sono intervenuti con modifiche all’ala anteriore e alla barra di torsione, cambiamenti non di dettaglio, ma la situazione non è variata. Quando Verstappen ha forzato, dando l’impressione di aver ritrovato il passo, si è ritrovato nelle vie di fuga.

“Sono sicuro che andrà meglio – ha commentato Verstappen con ironia – perché credo sia difficile fare peggio di quanto abbiamo fatto nella sessione FP2”. Nel box Red Bull sperano di raddrizzare il weekend, ma oggi anche le condizioni della pista (sul fronte ‘vento’) saranno un po' diverse. I sessanta minuti a disposizione nella sessione FP3 saranno cruciali per capire se Verstappen e Perez saranno della partita o se, clamorosamente, si ritroveranno fuori dalla lotta per il podio.

“La ‘track position’ sarà fondamentale”, hanno sottolineato ieri un po' tutti i piloti, indicando la posizione di partenza come cruciale per puntare ad un buon risultato. Oltre al layout della pista, che limita le possibilità di sorpasso solo se chi precede commette un errore, ci sarà anche una strategia di gara praticamente standard.

Red Bull RB20: si sono fatti test anche la flow viz molto densa

Red Bull RB20: si sono fatti test anche la flow viz molto densa

Foto di: Giorgio Piola

La pit-lane più lunga dell’intero mondiale porta il tempo del pit-stop a ben ventotto secondi, imponendo di fatto la sosta singola. Non c’è comunque nessun allarme sul fronte dell’usura, secondo la Pirelli i 63 giri in programma saranno percorribili senza difficoltà con una strategia media-hard o soft-hard. Su questo fronte gli ingegneri avranno poco spazio per inventarsi qualcosa.

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