Iscriviti

Sign up for free

  • Get quick access to your favorite articles

  • Manage alerts on breaking news and favorite drivers

  • Make your voice heard with article commenting.

Motorsport prime

Discover premium content
Iscriviti

Edizione

Italia Italia
Analisi
Formula 1 GP d'Austria

F1 | Red Bull: DRS e stabilità nel veloce gli assi per battere McLaren

La prima qualifica del weekend è andata in archivio con il miglior crono di Max Verstappen, che si è aggiudicato la pole per la sprint race. La RB20 ha evidenziato punti di forza messi già in mostra in altre gare, ovvero l'efficacia a DRS aperto sui rettilinei, ben tre in Austria, ma anche la grande stabilità nelle curve ad alta velocità.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Cambiano le giornate, passano i Gran Premi ma il comun denominate è sempre il medesimo, ovvero il nome di Max Verstappen. L’olandese con la Red Bull, da campione in carica, continua a essere grande protagonista e anche in Austria, appuntamento di casa per la sua scuderia, il tre volte iridato ha messo il primo sigillo del weekend conquistando la pole position nella Sprint Qualifying.

Una settimana dopo Barcellona, si ripropone anche la sfida che ha caratterizzato queste ultime tappe del mondiale, ovvero quella proprio tra Verstappen e Lando Norris, con una McLaren che, anche al Red Bull Ring, sembra in forma e pronta a giocarsi un risultato importante. A ripetersi non sono soli i nomi dei protagonisti, ma anche i distacchi, perché anche in Austria il distacco si attesta sotto il decimo, con 93 millesimi a separare i due piloti in prima fila.

Una pole che, quantomeno per un giorno, riporta Red Bull a essere riferimento con i due grandi punti di forza della RB20: l’efficacia del DRS e la stabilità della monoposto alle alte velocità, dove un’auto salda può fare davvero la differenza. Elementi che si erano visti anche sette giorni fa in terra catalana, ma una maggior presenza di curve a media bassa velocità, dove bisogna lavorare tanto di anteriore, aspetto su cui la McLaren sembra aver fatto un grande passo in avanti negli ultimi mesi, avevano messo in difficoltà la vettura di Milton Keynes, mettendo in secondo piano altri elementi positivi sul giro secco.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Un discorso che esula dal settimo posto ottenuto da Sergio Perez a oltre un secondo dal compagno di casacca, perché sul piano strategico qualcosa non ha funzionato con il messicano, il quale è passato sul traguardo a soli tre secondi dalla bandiera a scacchi, dovendo effettuare il proprio tentativo incollato nella scia di Esteban Ocon.

Al contrario, il tempismo nel caso di Verstappen è stato perfetto, perché il tre volte iridato ha trovato uno spazio perfetto in cui inserirsi e preparare al meglio le gomme per dare la caccia alla pole position. Un discorso da non sottovalutare, perché la mescola più tenera della gamma, anche in questo caso la C5, si è rivelata molto sensibile al surriscaldamento e alle modalità di preparazione.

Dando un’occhiata ai dati, diventa più semplice comprendere non solo i punti di forza della RB20, ma anche perché la monoposto di Milton Keynes, soprattutto nelle mani dell’olandese, sia riuscita ad essere il riferimento fino ad ora. La Red Bull non solo è la più veloce a DRS aperto, uno dei suoi elementi caratteristici con cui ha saputo fare la differenza negli ultimi tre anni, ma è anche la vettura che sviluppa maggior grip nella seconda parte del giro, quella composta da curve a media ed alta velocità dove l’assetto aerodinamico e meccanico, così come la gestione delle coperture, rappresentano aspetti fondamentali.

Un tema che si evidenzia già dal primo rettilineo, quello che porta alla staccata di apertura del giro, dove Verstappen arriva con ben 5 km/h di velocità in più. A differire non sono solo le massime in fondo agli allunghi, ma anche il modo di approcciarsi da parte dei due piloti in certi tratti del circuito: focalizzando l’attenzione per esempio su curva uno, si può notare come l’olandese sia molto più aggressivo in fase di inserimento con una staccata ritardata, mentre Norris prediliga una frenata più dolce per dare più enfasi all’uscita e la successiva fase di trazione. Per questo nel grafico telemetrico si può notare una curva molto più ripida sul piano della decelerazione per Verstappen, mentre per il britannico si apprezza l’efficacia in allungo sfruttando proprio una maggior prontezza in trazione.

Confronto telemetrico tra Norris e Verstappen - Sprint Qualifying Austria

Confronto telemetrico tra Norris e Verstappen - Sprint Qualifying Austria

Foto di: Gianluca D'Alessandro

Tuttavia, questo punto di forza della McLaren viene in parte contrastato dall’efficienza del DRS Red Bull, attivabile su tutti e tre gli allunghi che portano dal traguardo fino alla staccata di curva 4. Un aspetto che ha permesso, pur patendo qualcosa in uscita, di arrivare in fondo ad ogni rettilineo con un vantaggio in media di 4 km/h. Questo si è rivelato uno strumento importante per la scuderia di Milton Keynes, specie sopra i 300 km/h, perché ha permesso di compensare in buona parte quanto perso tendenzialmente in fase di uscita dalle curve medio-lente.

Se la prima metà della tornata ha dato spunti soprattutto per quanto riguarda le performance delle due vetture sugli allunghi, il resto del giro fornisce qualche indicazione in più sulle prestazioni in curva, in particolare in quelle più rapide.

Curva sei è l’unica dove Norris ha un reale e concreto vantaggio, di ben 7 km/h in fase di percorrenza. Tuttavia, anche in questo caso si notano due approcci differenti: mentre Verstappen è molto aggressivo in ingresso, il britannico predilige la velocità minima a centro curva, per quanto in realtà in uscita abbia commesso un piccolo errore, andando molto largo sul cordolo, aspetto che lo ha poi spinto a riportarsi verso il centro della pista. Ciò può aver in parte influito anche sull’inserimento in curva sette, non proprio pulitissimo, mentre Verstappen, azzeccando il punto d’uscita dal tratto precedente, è stato in grado di trovare la linea migliore per l’impostazione della chicane rapida.

Non è un caso che, grazie anche alla qualità della RB20, estremamente stabile e con un assetto rigido per far funzionare al meglio l’aerodinamica, Verstappen riesca a essere molto più incisivo in percorrenza di curva 7/8, portando non solo 3 km/h in più di velocità minima, ma anche una maggior efficacia proprio in ingresso.

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

"La macchina era ben bilanciata. Abbiamo dovuto apportare solo poche regolazioni per le qualifiche”, ha commentato il tre volte iridato al termine delle qualifiche, con un umore diverso rispetto alla prima giornata di prove di Imola o Barcellona.

Un elemento che si ripete in maniera chiara anche in curva 9, una delle più difficili della pista austriaca, in cui conta ancora una volta soprattutto avere una grande stabilità a centro curva, che si tramuta poi anche in una velocità d’uscita più sostenuta, guadagnando diversi centesimi. Questo particolare aspetto ha fatto la fortuna della Red Bull, non solo con la RB20, in diversi appuntamenti del mondale e, anche sul tracciato di Zeltweg si sta rivelando un argomento vitale per le prestazioni della vettura di Milton Keynes, quantomeno nel primo responso del venerdì sul giro secco.

Ciò, chiaramente, non vuol dire che McLaren sia distante: la MCL38 sta confermando di potersi giocare le posizioni di vertice con grande continuità, ma l’efficacia a DRS aperto, così come la stabilità in quelle curve molto veloci dove serve tanto appoggio, sono aree in cui gli ingegneri di Woking sapevano già di dover lavorare ancor prima di arrivare in Spagna o in Austria. Uno dei due elementi verrà meno in gara, aprendo nuovi scenari. Per Verstappen, nel caso rimanesse in testa, sarà quindi fondamentale sfruttare l’effetto dell’aria sporca nella seconda metà del giro, cercando di creare quel vantaggio utile per provare ad amministrare e respingere gli attacchi provenienti dai piloti alle sue spalle.

Leggi anche:

Be part of Motorsport community

Join the conversation
Articolo precedente F1 | Ferrari: i saltellamenti costano 3 decimi nelle curve veloci
Prossimo Articolo F1 | Retroscena Ferrari: è Leclerc che ha fatto spegnere il motore

Top Comments

Sign up for free

  • Get quick access to your favorite articles

  • Manage alerts on breaking news and favorite drivers

  • Make your voice heard with article commenting.

Motorsport prime

Discover premium content
Iscriviti

Edizione

Italia Italia