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F1 | I commissari respingono la protesta Aston Martin: Sainz resta 7°

Secondo la squadra di Silverstone, il ferrarista aveva violato l'articolo 39.6 del regolamento sportivo, tornando in pista dopo essere rimasto fermo in pista con la bandiera rossa da lui stesso provocata. I commissari però hanno respinto il reclamo basandosi sui precedenti simili, nei quali non era stato applicato alla lettera.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Carlos Sainz manterrà la sua posizione sulla griglia di partenza del Gran Premio di Cina. Il collegio dei commissari sportivi presente a Shanghai ha respinto il reclamo presentato dall’Aston Martin, secondo la quale lo stop della Ferrari dopo l’uscita di pista nella sessione Q2 avrebbe violato l’articolo 39.6 del regolamento sportivo (“Qualsiasi pilota la cui vettura si fermi in pista durante la sessione di qualificazione non sarà autorizzato a partecipare ulteriormente a quella sessione”).

Il reclamo è stato giudicato ammissibile ed è stato discusso nella serata cinese. I commissari sportivi hanno preso atto che la monoposto di Sainz si è fermata dopo aver colpito le barriere sul rettilineo principale riuscendo a ripartire 1 minuto e 17 secondi dopo, senza ricevere alcuna assistenza. Nel frattempo, la Direzione Gara ha sospeso il turno con bandiera rossa, consentendo poi a Sainz di riprendere la sessione.

I commissari sportivi hanno preso atto di alcuni episodi riportati dai team manager (ammessi alla discussione del caso) che testimoniano come il regolamento non sia mai stato applicato alla lettera. La FIA ha chiarito che se un pilota è in grado di ripartire autonomamente entro un tempo ragionevole, il proseguimento della sessione è normalmente consentito.

Il tempo “ragionevole” è di circa 30 secondi, anche se varia a seconda delle circostanze. I rappresentanti delle squadre hanno ribadito di aver tentato in precedenza di definire ‘il periodo di tempo ragionevole’ prima che una monoposto venga considerata ‘ferma’, senza riuscire a raggiungere un accordo definitivo. Secondo la FIA, l’aspetto fondamentale è che una monoposto non riceva alcuna assistenza esterna per ripartire (ad esempio dai commissari di gara).

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Aston Martin ha valutato troppo lunga la sosta di 1 minuto e 17 secondi, ma sono stati riconosciuti episodi passati (in Canada, a Monaco e a Baku) in cui piloti si erano ‘fermati’ in pista oltre i 30 secondi (e quindi avrebbero violato l’articolo 39.6) ricevendo il permesso di proseguire la sessione, senza lamentele da parte di altre squadre. Aston Martin ha inoltre sostenuto avendo il sistema di messaggistica indicato la presenza di una monoposto ‘ferma’ ha costituito la violazione dell'Articolo 39.6, ma la direzione gara ha confermato che si tratta del linguaggio standard utilizzato dal sistema stesso.

In più la FIA ha sottolineato come in una riunione della Formula 1 Commission tenutasi a Spa-Belgio il 28 luglio dello scorso anno sia stato discusso specificamente l'articolo 39.6, arrivando alla conclusione che “Si è convenuto di aggiungere ‘assistenza esterna” al testo all’articolo, modifica che però non è stata però apportata al regolamento sportivo.

Nella comunicazione che ha scagionato Sainz la FIA conclude affermando: “Abbiamo ritenuto che, anche se la semplice formulazione dell'Articolo 39.6 giustificasse una conclusione più netta, l’analisi dei casi precedenti non giustificava l'annullamento della discrezionalità esercitata dalla direzione gara e dai commissari sportivi. Abbiamo pertanto respinto il reclamo”.

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