F1 | Ecco cosa comporta la Straight Line Mode per le gomme 2026
Le Pirelli 2026 dovranno affrontare sui rettilinei meno carico verticale, ma velocità più elevate. In curva, invece, il carico sarà alto per via della cornering mode. Per questo la Casa milanese farà dei test a inizio stagione con le nuove vetture: lo scopo è garantire i giusti valori di pressioni e camber.
Valtteri Bottas, Mercdes, Mexico Pirelli Test
Foto di: Pirelli
F1 2026
Tutto ciò che c'è da sapere sulla tecnica e le novità regolamentari riguardo la nuova era della F1 che scatterà a partire dalla stagione 2026
Il DRS va in pensione ed è certamente una delle notizia di spicco per quanto riguarda il Mondiale di Formula 1. Il Gran Premio di Abu Dhabi è stato l'ultimo in cui lo abbiamo visto usato in gara e Andrea Kimi Antonelli l'ultimo a usufruirne. Ma, anche in Formula 1, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
Il Drag Reduction System non lo vedremo più per com'è stato concepito. Dal 1 gennaio 2026 vedremo l'aerodinamica attiva, una soluzione che permetterà alle monoposto di essere ancora più veloci sui rettilinei coinvolgendo anche il carico aerodinamico all'anteriore.
Entrambe le ali, infatti, perderanno incidenza per permettere alle monoposto di guadagnare in efficienza sui rettilinei, quella che oggi è conosciuta come Straight Line Mode (SLM) e che cambierà nome nelle prossime settimane per essere più comprensibile al grande pubblico, a quello meno specializzato che si affaccia ai gran premi o si imbatte per caso in una gara di Formula 1.
Questa nuova modalità, però, non ha incidenza solo sulla velocità delle monoposto, ma ha anche diversi effetti sulle gomme che Pirelli ha dovuto considerare. Di fatto si tratta di un doppio DRS, che genera meno spinta verticale sugli pneumatici ma che li sollecita per via di una velocità maggiore.
"Il fatto che non ci sia più il DRS non ci rende la vita più facile, perché è una sorta di DRS moltiplicato per due. E' raddoppiato", ha dichiarato Mario Isola, responsabile di Pirelli Motorsport. "Uno all'anteriore e uno al posteriore. Quindi è ancora più complicato. E' vero che il DRS esercitava un carico maggiore all'anteriore quando era aperto e quindi l'integrità della gomma anteriore era molto importante. Per quel motivo ci abbiamo lavorato in modo particolare. Ora, però, la questione riguarda sia l'anteriore che il posteriore".
Confronto ali attive 2026 tra le tre modalità
Foto di: Gianluca D'Alessandro
"Ma c'è un effetto aggiuntivo: sul rettilineo le monoposto sono più veloci. Quindi hai meno carico verticale, ma una velocità maggiore. Questo ha un'impatto sulle forze centrifughe sulla gomma".
Sino al termine del 2025 Pirelli ha dovuto cercare di riprodurre i vari carichi dedicati alle gomme 2026 tramite l'utilizzo di mule car, ovvero monoposto modificate per cercare di creare alcuni effetti che vedremo la prossima stagione. Questo, però, ha portato ad avere ancora limitazioni in determinati frangenti. E' per questo che Pirelli farà test a inizio stagione con le macchine 2026. L'obiettivo è quello di capire quali siano le pressioni minime più coerenti con i carichi che gli pneumatici dovranno sopportare, ma anche i valori di camber.
"Quando sei con il sistema a basso carico disattivato in curva, hai ancora molto carico, molta deportanza. Quindi sarà davvero importante per noi ora che la costruzione è omologata. Inizieremo a fare i test nel 2026 con le versioni finali delle nuove monoposto per capire come funziona il sistema, per dare loro pressioni minime che siano coerenti. Perché consideriamo nelle nostre prescrizioni il carico, la velocità il camber e il camber dinamico. Molti elementi per fornire loro la pressione minima".
"Per fare ciò dobbiamo fare calcoli molto complessi. A causa del nuovo sistema dobbiamo avere informazioni affidabili per aggiornare le prescrizioni con i veri carichi sulle gomme", ha concluso Isola.
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