F1 2024 più rapide del previsto: hanno raggiunto carichi oltre le aspettative
Parlando alla fine della stagione, Pirelli è rimasta sorpresa dal ritmo di sviluppo e dai progressi che i team di Formula 1 sono riusciti a compiere nel corso del 2024, raggiungendo picchi di carico superiori a quelle che erano le aspettative delle scuderie e del costruttore stesso. Una dimostrazione di come la F1 sia sempre alla ricerca del limite
La stagione 2024 di Formula 1 ha dato i suoi ultimi verdetti nell’atto conclusivo del campionato ad Abu Dhabi, ma ci sono ancora tanti spunti estremamente interessanti che si possono trarre dalle vetture che hanno caratterizzato questo mondiale, a partire dal fatto che le loro prestazioni sono state superiori alle aspettative.
Un tema evidenziato anche dai tempi delle qualifiche in alcuni degli ultimi appuntamenti della stagione, dove in effetti, grazie ad alcuni elementi, si è un visto un salto in avanti a livello cronometrico più ampio di quelle che erano le aspettative non solo dei team, ma anche di Pirelli.
Parlando durante l’ultimo weekend in pista dell’anno, infatti, il costruttore italiano ha spiegato come le velocità e i miglioramenti registrati dalle vetture 2024, sia come tempi sul giro che come picchi di carico, si sono rivelati superiori a quelle che erano le simulazioni.
Lando Norris, McLaren MCL38, Carlos Sainz, Ferrari SF-24 e Pierre Gasly, Alpine A524
Foto di: Lubomir Asenov / Motorsport Images
Ogni anno, infatti, Pirelli riceve dalle scuderie alcune simulazioni sulle performance e lo sviluppo atteso dagli stessi team per la stagione successiva, in modo da avere un riferimento su quelli che potrebbero essere i carichi sulle gomme. Oltre alle simulazioni svolte internamente, il costruttore si avvale proprio dei dati dei team per effettuare un confronto, sia con simulazioni sulla lunga distanza che con rapporti più accurati che vengono condivisi poche settimane prima di un Gran Premio.
È proprio dal confronto tra i dati attesi in queste simulazioni con i tempi e i picchi di carico registrati una volta scesi effettivamente in pista che sono emersi spunti particolarmente interessanti. "Nelle ultime gare abbiamo assistito a un aumento [di performance] maggiore del previsto e abbiamo visto carichi molto elevati, soprattutto da parte di due o tre squadre", spiega Simone Berra, chief engineer di Pirelli che, chiaramente, presta particolare attenzione a questi dati al fine di comprendere il livello di carico che agisce su ogni gomma durante i Gran Premi.
"Dalle simulazioni, normalmente ne abbiamo una per la fine della stagione e una per la metà dell'anno, e nessuno pensava che avremmo visto questi livello di carico. Questi livelli di carico sono praticamente al di là delle aspettative".
Ciò che ha sorpreso, al di là dei valori raggiunti, è la curva di sviluppo seguita dalle squadre, perché ci si aspettava che questa potesse iniziare a rallentare, mentre al contrario le prestazioni sono cresciute con un ritmo importante: “È interessante l'evoluzione delle vetture, onestamente, perché pensavamo che a un certo punto i team avrebbero raggiunto una sorta di livello massimo di prestazioni”.
Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
"Ma in realtà ci sono ancora carichi più alti che si possono raggiungere e altre performance da cercare. Nelle ultime gare, ad esempio, abbiamo visto che la Mercedes è migliorata molto. È molto interessante", ha aggiunto Berra, il quale ha menzionato la W15 come uno degli esempi di vetture che ha fatto un salto importante nelle ultime gare. Un esempio interessante, perché in termini di carico puro, la Mercedes è una di quelle squadre che predilige assetti molto bassi e rigidi e non è un caso che i miglioramenti siano arrivati proprio su tracciati con un asfalto molto liscio, generando così anche più carico dal fondo.
Andando ad osservare i tempi, proprio nelle ultime gare si è assistito a un progresso marcato sui tempi, complici alcuni elementi, come lo sviluppo stesso delle vetture, i miglioramenti della pista, la riapertura del parco chiuso in quei Gran Premi dove è prevista la sprint e il fatto che ora i team conoscano meglio le gomme. Non bisogna dimenticare, infatti, che lo scorso anno, verso metà campionato, Pirelli decise di cambiare costruzione sui suoi pneumatici proprio per rispondere a valori di carico sempre più alti.
Dato che poi tra il 2023 e il 2024 non vi sono stati particolari cambiamenti sulle gomme, ciò ha fatto sì che i team abbiano disputato la seconda parte di questa stagione con coperture di cui conoscevano già le caratteristiche, rendendo più facile l’adattamento. Inoltre, in alcuni casi, come il Qatar dove si è corso con temperature più fresche e un asfalto migliore, il miglioramento della pista ha contribuito a un netto calo dei tempi ma, più in generale, le prestazioni delle vetture 2024 sono andate oltre ogni aspettativa.
Anche ad Abu Dhabi il passo in avanti è stato evidente, con un miglioramento di quasi un secondo se messo a confronto con il tempo che valse la pole nel 2023, che in realtà si amplia ancora di più se viene effettuato un paragone tra il crono della pole 2024 di Norris e dove la McLaren si trovava 12 mesi fa, che supera ampiamente il secondo. Andando ad osservare la lista dell’intera stagione, emerge chiaramente il miglioramento, soprattutto su alcuni tracciati.
Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Lando Norris, McLaren MCL38
Foto di: Red Bull Content Pool
| Gara | tempo della pole 2023 |
tempo della pole 2023 | differenza |
|---|---|---|---|
| Bahrain | 1:29.708 | 1:29.179 | -0,529 |
| Arabia Saudita | 1:28.265 | 1:27.472 | -0,793 |
| Australia | 1:16.732 | 1:15.915 (gomme più soffici) | -0,817 |
| Azerbaijan | 1:40.203 | 1:41.365 | +1,162 |
| Miami | 1:26.841 | 1:27.241 | +,0400 |
| Monaco | 1:11.365 | 1:10.270 | -1,095 |
| Spagna | 1:12.272 | 1:11.383 | -0,889 |
| Canada | 1:25.858 (qualifica bagnata) | 1:12.000 | / |
| Austria | 1:04.391 | 1:04.314 | -0,077 |
| Gran Bretagna | 1:26.720 | 1:25.819 | -0,901 |
| Ungheria | 1:16.609 | 1:15.227 | -1,382 |
| Belgio | 1:46.988 | 1:53.574 (qualifica bagnata) | / |
| Olanda | 1:10.567 | 1:09.673 | -0,894 |
| Italia (Monza) | 1:20.294 | 1:19.327 | -0,967 |
| Singapore | 1:30.984 | 1:29.525 (zona DRS aggiuntiva) | / |
| Giappone | 1:28.877 (verso fine 203) | 1:28.197 (verso inizio 2024) | -0,680 |
| Stati Uniti | 1:34.723 | 1:32.330 (riapertura del parcho chiuso) | -2,393 |
| Messico | 1:17.166 | 1:15.946 | -1,220 |
| Brasile | 1:10.727 | 1:08.899 (tempo sprint qualifying, ma gomme più tenere) | -1,828 |
| Las Vegas | 1:32.726 | 1:32.312 | -0,414 |
| Qatar | 1:23.778 | 1:20.575 (riapertura del parcho chiuso) | -3,2023 |
| Abu Dhabi | 1:23.445 | 1:22.595 | -0,850 |
Si migliorerà ancora nel 2025
A fine novembre, Pirelli ha già ricevuto le simulazioni per la prossima stagione, che attualmente sono in fase di valutazione e di studio. Per il 2025, però, il costruttore italiano ha già provveduto ad agire negli ultimi mesi per compensare ulteriori aumenti di carico, modificando la costruzione degli pneumatici in modo che possano rispondere meglio ai valor di carico attesi dalle squadre che, senza ombra di dubbio, continueranno ad aumentare.
Anche per questo non ci di attende che la costruzione venga cambiata in corso d’opera come successo nel 2023, caso molto particolare dove Pirelli comunque reagì in tempi brevi: “Non vogliamo cambiare la costruzione durante la stagione perché pensiamo che non sia giusto. Forniamo una specifica e questa dovrebbe essere la stessa per il resto della stagione", ha spiegato Berra.
"Per Silverstone, l'anno scorso, il motivo era che l’aumento dello sforzo sullo pneumatico era piuttosto significativo, e abbiamo proposto questo per avere una migliore integrità degli pneumatici. Ma non ci aspettiamo di avere una situazione simile il prossimo anno [nel 2025], perché la nuova struttura ha migliorato sia la resistenza agli sforzi sulla gomma".
Gomme Pirelli
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Nel caso di eventuali problemi e picchi ancora più elevati delle aspettative, una delle opzioni potrebbe essere quella di rispondere aumentando la pressioni degli pneumatici, aspetto che potrebbe essere di fatto valutato di GP in GP a seconda delle situazioni. Tuttavia, Pirelli non vorrebbe aumentare troppo le pressioni, perché ciò avrebbe degli effetti collaterali.
"Reagiremmo modificando la pressione, ma preferiremmo non aumentarla troppo, e credo che anche i team la pensino così. Anche perché poi si inizia a generare surriscaldamento e si inizia a generare graining. Quindi vorremmo mantenere la pressione il più possibile bassa", ha aggiunto Berra. Bisogna tenere a mente, inoltre, che le nuove mescole 2025 sono stante pensate e realizzate anche proprio per ridurre il graining, che in alcuni casi quest’anno si è rivelato leggermente superiore alle aspettative.
In ottica 2025 c’è però una considerazione: la curva di sviluppo dei team non sarà la medesima vista quest’anno, in parte perché chiaramente si sta iniziando ad arrivare verso la fine del ciclo tecnico, in parte perché nel 2026 ci sarà una grande rivoluzione tecnica. Molte squadre al momento stanno già cercando di capire quale possa essere la finestra migliore per abbandonare le auto 2025 per concentrarsi sul nuovo regolamento tecnico. Per questo, a differenza di quanto visto quest’anno, dove i team hanno portato novità importanti anche fino agli ultimi Gran Premi, la crescita nel 2025 potrebbe rivelarsi più contenuta.
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