F1 | McLaren: un titolo che arriva da lontano concretizzato nel presente
McLaren è tornata a vincere il mondiale dopo oltre 2decenni di attesa. Sebbene la squadra di Woking abbia fatto un grande passo in avanti nelle ultime stagione, anche grazie all'organizzazione data dal Team Principal Andrea Stella, alcuni degli elementi del successo odierno trovano le proprie radici negli investimenti fatti negli anni precedenti.
Ventisei anni dopo l’ultimo trionfo nel 1998, il mondiale costruttori si tinge di nuovo dei colori McLaren, in una stagione dove il team di Woking è stato davvero protagonista, mettendo in pista quella che, in più occasioni, è stata la macchina migliore dello schieramento. La MCL38, infatti, ha fatto soprattutto della sua versatilità lo strumento migliore, dimostrandosi competitiva su un’ampia varietà di tracciati.
Un successo atteso a lungo e che ha radici più lontane dei due anni in cui la squadra di Woking è passata dal lottare per le evitare le ultime file ad essere il riferimento della griglia, perché dietro il grande gruppo che ha riportato in vetta McLaren ci sono anche gli investimenti fatti in periodi più difficili.
Tornando indietro di qualche anno, dopo l’addio ad Honda il passaggio ai motori Renault è forse stato il miglior antidoto per la McLaren, perché ha permesso di comprendere che il team avesse bisogno di altri interventi per arrivare al livello degli avversari.
Lando Norris, McLaren F1 Team, 1° posizione, il team McLaren festeggia la conquista del titolo di Campione Costruttori
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
“È stato un grande risveglio, perché credo che tutti pensassero che avremmo montato un nuovo motore avremmo fatto un grande salto in avanti. Abbiamo cambiato il motore, siamo migliorati, ma avevamo ancora dei grossi “, ha raccontato Zak Brown, CEO McLaren. È proprio da quel periodo che sono arrivate decisioni che hanno poi creato alcune delle basi dei trionfi del team di Woking, come quella di costruire una nuova galleria del vento al McLaren Technology Centre.
Gli investimenti fatti in un periodo critico
Infatti, la precedente galleria del vento era ormai superata dal punto di vista tecnologico, con un impatto negativo che si ripercuoteva sullo sviluppo, dato che il team si era visto costretto a spostare le attività a Colonia nella wind tunnel della Toyota. Anche per il semplice fattore logistico, ciò rallentava lo sviluppo rendendo più complesso riuscire a lavorare in tempo reale sulla vettura, con tempi di validazione molto più ampi rispetto ad altre squadre. Per dare un riferimento temporale, in alcuni casi McLaren impiegava anche una settimana per avere dei responsi.
La scelta di costruire una nuova galleria del vento arrivò nel 2019, ma l’anno successivo il progetto subì dei rallentamenti a causa della pandemia, con un impatto importante anche a livello finanziario, come spiegato anche da Brown stesso: "Eravamo decisamente sull'orlo del baratro. Pagavamo tutti i conti, ma ci mancavano mesi, e non pochi, per chiudere. Sapevamo di poter superare l'anno, ma eravamo in una situazione in cui se non avessimo avuto un'iniezione di liquidità, saremmo stati a rischio".
Parte delle decisioni su cui McLaren ha costruito i propri successi odierni derivano proprio dalle scelte fatte in quegli anni sul piano economico e degli investimenti, in uno dei momenti più delicati della storia non solo del team, ma dell’intero gruppo. “Alcune aree dell'infrastruttura che sono entrate in gioco dal 2023 sono state approvate quando Andreas Seidl era ancora in carica. Molti dei fattori positivi di cui beneficiamo oggi sono nati sotto la responsabilità di Andreas”, aveva spiegato qualche mese fa Andrea Stella, attuale Team Principal della McLaren.
Il team di progetto della galleria del vento di McLaren Racing
Foto di: McLaren
Seidl ha accompagnato McLaren nella fase di transizione a ciò che oggi, supervisionando anche i lavori su quei progetti che hanno contribuito a rendere la squadra di Woking tra le più avanzate pure sul fronte delle strutture. La nuova galleria del vento al MTC e il simulatore rinnovato sono gli esempi principe di questa transizione, ma il lavoro dietro le quinte ha toccato tanti aspetti dell’organizzazione.
L'impronta data da Stella
Tuttavia, è sotto la gestione di Andrea Stella che è arrivato il vero salto di qualità, non necessariamente solo tecnico e prestazionale, in parte grazie a quegli investimenti fatti in passato, ma anche umano del gruppo. Data la sua profonda conoscenza del team, Brown decise di affidare proprio a Stella il compito di riorganizzare la scuderia e modellarla per farla rendere al meglio.
“Il mio contributo e quello del team dirigenziale è stato quello di pensare a come liberare il talento che ovviamente era già presente in McLaren. La McLaren non era su una traiettoria ascendente. Stavamo vacillando. Ma io conoscevo le persone della McLaren e sapevo che c’erano dei talenti latenti all’interno del team”, raccontava Stella prima di vincere il mondiale.
Ripercorrendo il percorso di Stella e i cambiamenti vissuti dalla squadra di Woking a inizio 2023, Brown ha spiegato come la scelta di mettere la gestione del team nelle mani dell’italiano sia stato uno dei passi fondamentali: “Gli chiesi di esaminare tutto. Ovviamente lui aveva già prestato attenzione, ma è anche uno che rispetta i ruoli. Tuttavia, gli dissi che volevo che avesse totale autorità da quel momento in poi”.
Zak Brown, CEO, McLaren Racing, rea Stella, Team Principal, McLaren F1 Team, il team McLaren festeggia dopo aver conquistato il titolo del Campionato Costruttori
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
Sebbene nel corso del 2023 siano arrivati nuovi ingegneri da altre scuderie, su tutti Rob Marshall dalla Red bull, in realtà l’elemento chiave è stato quello di riorganizzare la struttura e mettere al posto giusto le persone più adatte. Infatti, la nuova struttura tecnica ha permesso di individuare responsabilità chiare e dare maggior spazio ai talenti già presenti nella scuderia, tra cui Giuseppe Pesce, un ingegnere italiano che, assieme a Peter Prodromou, ha definito la nuova direzione per la progettazione della vettura dal punto di vista aerodinamico.
"Sapevamo che l'inizio del 2023 sarebbe stato un disastro. Abbiamo fatto dei cambiamenti. James Key e Tony Salter se ne andarono e questo diede potere a persone come Pete Prodromou, che era stato un po' messo da parte. Abbiamo semplicemente rimesso al comando le persone giuste, perché non abbiamo fatto molte nuove assunzioni. Abbiamo solo ristrutturato”, ha raccontato Brown, il quale prima del lancio della monoposto 2023 in effetti aveva spiegato come si aspettasse un inizio di stagione arduo.
In effetti, i primi mesi del 2023 sono stati complessi dal punti di vista delle prestazioni, ma in fabbrica vi era la consapevolezza di essere sulla strada giusta, come si è visto già con i pacchetti di aggiornamenti arrivati prima di metà stagione: “Abbiamo iniziato a vedere un ritmo di sviluppo. Poi c'è stata questa strana dinamica di essere massacrati in pista e pubblicamente, mentre in fabbrica c’era fiducia”.
"Credo che l'aspetto positivo sia stato che sapevamo che saremmo andati male nel 2023 e abbiamo deciso di fare il nostro dovere. C'era molta fiducia nella leadership di Andrea”. Accanto alla successiva crescita sul piano delle performance, dall’altra parte uno degli aspetti fondamentali è stata la crescita sul piano umano ed organizzativo, dove Stella ha saputo indicare la strada al team.
Lando Norris, McLaren MCL38, 1° posizione, applaude il proprio pilota a fine gara
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
L'efficacia degli aggiornamenti e la cultura del team
Proprio dagli aggiornamenti introdotti in Canada, in Austria e a Silverstone, McLaren ha intrapreso un percorso di crescita che non si è ancora arrestato, perché da quel momento in poi tutte le novità portate in pista hanno sempre dato responsi positivi. Al di là della performance pura, questo è stato anche uno dei segreti del team, specie in un 2024 dove tante squadra hanno fatto passi falsi.
"Penso che ora siamo al massimo della forma. Abbiamo il miglior portafoglio di sponsor sulla griglia. Penso che abbiamo ricavi record. Siamo redditizi, il che è un segno del successo che abbiamo ottenuto in pista. Ma noi corriamo per i trofei, non per l'economia. Penso che siamo tornati alla McLaren che conoscevo. E alla fine dei conti è tutto merito delle persone”, ha aggiunto Brown.
"Abbiamo tutti ottime gallerie del vento. Abbiamo tutti ottimi sistemi CFD. Ma sono le persone a fare la differenza". E l'obiettivo principale per Brown, mentre la sua squadra festeggia il primo titolo costruttori di F1 dal 1998, è assicurarsi di proseguire su questa strada.
"Se guardiamo ad altre squadre che hanno una grande tecnologia, grandi piloti e che sono scivolate indietro, penso che sia perché la cultura nel team non è quella che deve essere. Il mio obiettivo principale ora è quello di mettere insieme quello che abbiamo adesso, migliorare dove posso, ma non permettere a nessuno di mangiare, come li chiama Andrea, i biscotti avvelenati, ovvero problemi di politica interna o pressioni esterne”.
"È facile che succeda quando abbiamo un weekend negativo o un weekend in cui avremmo potuto fare meglio, ma il modo in cui Andrea è in grado di prendere in mano la squadra è incredibile. Non iniziamo a darci la colpa l'un l'altro. Siamo una squadra. Questo ci ha mantenuto molto solidi".
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