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Rally del Marocco: passaggio di testimone da David Castera a Pro Dunes

La MotoGP si affaccia sui rally raid, perché all'interno della società che ha rilevato l'organizzazione del Rally del Marocco ci sono diversi volti noti al paddock del Mondiale. Il direttore di gara invece sarà una leggenda della Dakar come Marc Coma, che ci ha raccontato i piani per il futuro.

Marc Coma, KTM AG Advisor

Marc Coma, KTM AG Advisor

Foto di: KTM

La cerimonia di apertura del Rally del Marocco nel suggestivo scenario di Place Bab Makina a Fez è stata una sorta di passaggio di testimone. David Castera ha dato ufficialmente il via al Rally che grazie a lui è cresciuto al punto di diventare la seconda prova per importanza dopo la Dakar.

Il Direttore della Dakar è stato affiancato sul palco poi da Marc Coma, che proseguirà la legacy come nuovo direttore della prova. L’edizione 2025 rappresenta così un momento di transizione. Patron del Rally dal 2018, Castera a giugno ha venduto il rally a Pro Dunes – che vede al suo interno i volti noti della MotoGP come Pep Vila (Dorna, oltre ad aver corso diverse Dakar in camion) e Manel Arroyo e della Dakar come Luc Alphand e lo stesso Coma.

Cinque volte vincitore della Dakar in moto, direttore di tre edizioni quando si correva in Sud America, Marc Coma torna al centro della scena rallystica internazionale nella nuova veste di direttore del Rallye du Maroc. Per lo spagnolo, amatissimo in Italia sin dai tempi in cui correva con KTM, si tratta di “un progetto personale, umano e professionale”. Un’avventura che arriva in un momento maturo della sua carriera e della sua vita.

Un ritorno con emozione

L’emozione è palpabile fin dal primo giorno. Vederlo parlare sul palco, muoversi con naturalezza tra briefing tecnici e contatti con i piloti, è un segnale chiaro: Marc Coma è a casa. “Già dalla cerimonia di apertura a Fez ho sentito l’emozione – racconta –. Sono piccole cose, ma significative. Inizio una nuova avventura con amici, persone che stimo, e con un progetto che arriva in un momento in cui sentivo il bisogno di fare qualcosa che mi rappresentasse davvero”.

Dal congedo da KTM alla chiamata a Direttore del Rally

La svolta è arrivata dopo la separazione da KTM, avvenuta lo scorso gennaio. “Dopo 20 anni con KTM, non è stato facile. Ma la vita, a volte, ti porta in posti che non avevi pianificato”. È stato Pep Vila, storico amico e vicino di casa, a proporgli di prendere in mano l’organizzazione del Rallye du Maroc. ”Così è iniziato tutto”.

Quando la Motogp si affaccia sui rally

Sul bivacco del Rally del Marocco erano presenti oltre a Marc Coma anche gli altri rappresentanti di Pro Dunes come Pep Vila e Manel Arroyo, per 31 anni a fianco di Carmelo Ezpeleta come Chief Commercial Officer dagli inizi fino al 2023, e Jordi Pons. La loro esperienza sarà sicuramente preziosa per far crescere lo sport.

“La prima sfida è mantenere il livello altissimo del rally come lo abbiamo ereditato da David Castera. La seconda sarà far crescere la corsa a livello di audience e diventare un punto di riferimento nel panorama rally raid subito dopo la Dakar, capace di attrarre concorrenti ma anche aziende che credono nel nostro sport in un paese, il Marocco, che sta diventando sempre più attrattivo a livello turistico ma anche produttivo”, ha sottolineato Coma. “Ai miei tempi da pilota si pensava: c’è la Dakar e tutto il resto. Oggi non è più così. Il campionato ha alzato il livello e noi vogliamo contribuire a mantenerlo alto, offrendo un’organizzazione di qualità e una visibilità internazionale”.

Un rally al servizio del territorio

Il rally non è solo sport. È anche cultura, connessione con il territorio, impatto sociale. Nell’edizione attuale di David Castera il coinvolgimento con il territorio è fondamentale: il Marocco è molto di più di un paese ospitante, è un partner, tanto che l’80% è investito nel paese. Pro Dunes seguirà la stessa linea. “Dobbiamo rafforzare il legame con il popolo marocchino, con le istituzioni, con la cultura locale. Il Rally del Marocco è del Marocco. Vogliamo che la gente lo senta proprio. Non solo, il Marocco oggi è molto attrattivo per le aziende europee. Molte stanno spostando la produzione qui per cui possiamo aiutare a promuovere tutto questo, diventando una vetrina per il Paese”.

Tra esperienza e innovazione

Con un bagaglio di esperienze unico, Marc è coinvolto anche sul piano tecnico. “Ho seguito lo sviluppo del percorso di questa edizione, non l’ho disegnato io, ma ero presente”. La prossima edizione porterà la sua firma. “La navigazione sarà al centro: è ciò che definisce questa disciplina. È l’avventura. Anche con tutta la tecnologia di oggi, dobbiamo preservare lo spirito originale, quello del deserto, dell’imprevisto, della sfida”. Per ora, l’evento è vicino al massimo della sua capacità logistica: “Siamo a 250 concorrenti. Magari si può crescere un po’, ma il formato è simile a quello della Dakar: una struttura agile, un team compatto che lavora tutto l’anno, supportato da freelance nei momenti chiave”.

“La responsabilità? Fa parte del gioco”

Infine, la responsabilità. Coma non la teme. “Quando fai bene il tuo lavoro, puoi dormire sereno. La pressione esiste, certo, ma fa parte del ruolo. È qualcosa che ho imparato anche da pilota: sangue freddo, gestione del rischio, capacità decisionale. Tutto torna utile”.

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