Rally del Marocco: trionfo amaro per Dacia, Moraes campione del mondo a sorpresa
Sebastien Loeb ha portato al successo la Sandrider nella tappa conclusiva del Mondiale, ma una penalità di un'ora inflitta a Nasser Al-Attiyah proprio nell'ultima tappa ha ribaltato le sorti del campionato, regalando la prima corona al brasiliano della Toyota.
#203 Toyota Gazoo Racing Toyota: Lucas Moraes
Foto di: TOYOTA GAZOO Racing
Doveva essere una festa totale per il team Dacia Sandriders, e per buona parte lo è stata. Ma il Rally del Marocco 2025 si è chiuso con un colpo di scena che ha completamente ribaltato il finale atteso, privando Nasser Al-Attiyah del suo quarto titolo mondiale e consegnando la corona iridata nelle mani del brasiliano Lucas Moraes e dello spagnolo Armand Monleon (Toyota Gazoo Racing).
Obiettivi chiari, partenza difficile
Alla vigilia dell’ultima tappa, la team principal Tiphanie Isnard aveva dichiarato: “Siamo arrivati con tre obiettivi: vincere il rally, il mondiale piloti con Nasser e quello navigatori con Edouard Boulanger”. Un piano ambizioso, ma assolutamente alla portata di un team che ha mostrato grande competitività lungo tutta la stagione.
Il principe del Qatar, tre volte campione del mondo rally raid e sette volte vincitore del Rally del Marocco, partiva da leader della classifica iridata con 9 punti di vantaggio sul sudafricano Henk Lategan e 8 su Moraes. Ma come spesso accade nei rally raid, nulla è scritto fino alla fine.
Un errore nella prima tappa — un impatto violento in un fossato — ha fatto perdere ad Al-Attiyah oltre 12 minuti dal vincitore di giornata, il compagno di squadra Sébastien Loeb. Nonostante la difficoltà, il qatariota ha recuperato posizioni giorno dopo giorno, risalendo fino alla terza posizione assoluta alla vigilia della tappa finale, a soli 7’34” da Loeb. Moraes, principale rivale per il titolo, si trovava in seconda posizione a +3’38”.
#200 The Dacia Sandriders Dacia: Nasser Al-Attiyah, Boulanger Edouard
Foto di: Red Bull Content Pool
L’ultima tappa e l’inatteso epilogo
L’ultima giornata si annunciava elettrizzante: 220 km di speciale, con 20 km nelle iconiche dune dell’Erg Chebbi, e la decisiva power stage. Nessun ordine di scuderia da parte di Dacia: “Loeb lottava per la vittoria, Nasser per il titolo. Abbiamo condiviso una strategia, una road map”, aveva spiegato Isnard.
Sembrava tutto sotto controllo, finché Al-Attiyah ha commesso un errore fatale all’ultimo controllo orario, andando lungo prima di rendersi conto della svista e fare retromarcia. Un dettaglio che ha aperto all’incertezza, aumentata dai waypoint mancati da altri protagonisti: tre per Loeb, due per Moraes.
Dopo una lunga attesa e tanta tensione, la classifica è stata ufficializzata: vittoria del rally per Sébastien Loeb, ma pesantissima penalità di un’ora per Al-Attiyah, che ha perso il titolo mondiale a favore di Lucas Moraes. Per il giovane brasiliano, , è il primo titolo iridato.
Un sogno che diventa realtà
Commosso e incredulo, Lucas Moraes ha commentato così il suo successo: “È un sogno che diventa realtà. Sono cresciuto con il mito di Nasser, Loeb e Carlos Sainz. Scherzando gli avevo detto: ne hai già vinti tre, ora tocca a me. Non credevo davvero che potesse succedere”.
Classe 1989, a gennaio Moraes affronterà la sua quarta Dakar, forte di un palmares di tutto rispetto: terzo al debutto nel 2023, poi nono nel 2024 e quattordicesimo nel 2025, con diverse vittorie di tappa all’attivo. E ora campione del mondo rally raid.
Dacia: fiducia nel progetto, nonostante l’amarezza
La delusione è palpabile nel team Dacia Sandriders, ma la squadra esce comunque rafforzata da questa esperienza. Con meno di un anno di attività alle spalle, ha dominato la corsa marocchina, portando Loeb alla vittoria e sfiorando il mondiale con Al-Attiyah.
“È la mia seconda vittoria nei rally raid”, ha dichiarato Loeb. “Mi sento davvero bene con questa macchina. La preparazione per la Dakar sta andando nella giusta direzione”.
L’errore umano che è costato il mondiale piloti non frena l’ambizione del progetto Dacia. In arrivo anche una quarta vettura al via della Dakar 2026. E il nome del quarto pilota potrebbe essere proprio Lucas Moraes, il nuovo campione del mondo.
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