Dakar 2026 | Gioie e dolori per il team RSMoto HRC Racing Service
Il team italiano vive tutte le sfumature di un rally capace di esaltare e ferire. Ne abbiamo parlato con il suo capitano Simone Agazzi, che è anche uno degli uomini chiave nello sviluppo della Honda CRF 450 Rally RX.
#17 Mohammed AlBalooshi, il #29 Paolo Lucci, #125 Shinya Fujiwara, #107 Eid Rafic, #71 Cesare Zacchetti Team RSMoto HRC Racing Service
Foto di: CBA Images
Dakar 2026 | Moto
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C’è la corsa dei piloti e c’è quella dei team. Due sfide parallele, entrambe decisive. Perché senza il lavoro silenzioso ma fondamentale delle squadre di assistenza – capaci di costruire strutture professionali e sostenere i talenti dal punto di vista tecnico e umano – la Dakar sarebbe ancora più dura. In un rally che ogni anno assume sempre più i contorni di una vera e propria sprint race, correre con un team strutturato diventa essenziale per puntare ai risultati che contano.
Unico team italiano nella categoria moto, RSMoto HRC Racing Service si è presentato al via della 48° edizione della Dakar con ben cinque piloti, due dei quali italiani: Paolo Lucci, toscano di Castiglion Fiorentino – terra natale della leggenda Fabrizio Meoni – e Cesare Zacchetti, apprezzato da tutti per il suo spirito cordiale e la naturale capacità di fare squadra. A completare la line-up, il pilota RallyGP Mohammed AlBalooshi, grande specialista della sabbia, il libanese Eid Rafic, alla sua seconda partecipazione, e il “samurai” Shinya Fujiwara, veloce e folle quanto basta.
Con la carovana ormai arrivata a Riyadh, è tempo di bilanci. Simone Agazzi, capitano del team RSMoto, racconta soddisfazioni e difficoltà di questa intensa prima settimana di gara.
Partiamo dal progetto Rally2 con Honda, di cui sei stato uno dei principali artefici...
"Sono stato il pioniere di questo progetto. Dopo aver corso la Dakar nel 2017, ho iniziato a lavorare su una CRF 450 adattata per l’Africa Eco Race. Ho realizzato due prototipi, RS1 e RS2, con cui diversi piloti hanno partecipato e concluso la Dakar. Questo lavoro ha attirato l’attenzione di Honda, che mi ha poi coinvolto direttamente nello sviluppo del nuovo modello: la CRF 450 Rally RX, versione 2026. Per me è motivo di grande orgoglio. Collaborare con il reparto R&D di HRC è un’esperienza incredibile: parliamo del massimo livello tecnico e sportivo. Da due anni portiamo questa moto in gara alla Dakar e quest’anno stiamo schierando il modello 2026".
#17 Mohammed AlBalooshi, Team RSMoto HRC Racing Service
Foto di: CBA Images
Quanto è importante questo programma dedicato ai clienti?
"È un progetto nato due anni fa. L’idea era sviluppare una vera moto da rally destinata ai clienti, quindi a piloti non ufficiali ma altamente competitivi. HRC (Honda Racing Corporation) si è occupata dello sviluppo tecnico, mentre Red Moto ha curato l’omologazione stradale e la commercializzazione. La base è la CRF 450 Rally, con cambio a sei marce: una vera moto da rally. Il motore è preparato direttamente da HRC e l’allestimento è quello ufficiale Honda. La differenza è che questa versione è pensata per i clienti, ma con un livello tecnico davvero elevato".
Siete partiti con uno schieramento forte e ambizioni di classifica, soprattutto con Lucci e AlBalooshi...
"Sulla carta c’erano tutti i presupposti per fare bene. Balooshi è un pilota di grande esperienza, velocissimo sulle dune. Paolo è un talento straordinario, la grande promessa italiana. Fino alla quarta tappa è stato il miglior italiano in gara: 14° nella generale. Un risultato di grande valore".
Ma la Dakar non perdona e sa essere crudele...
"Siamo partiti molto motivati, con l’obiettivo primario di arrivare in fondo. Purtroppo AlBalooshi è caduto in una pietraia già nella prima tappa, riportando una frattura alla mano destra. Ha stretto i denti ed è andato avanti, ma nella tappa 4 – prima parte della marathon – è caduto di nuovo, colpendo violentemente il gomito. Il dolore lo ha costretto al ritiro e, essendo un pilota RallyGP, non ha potuto proseguire. Il giorno successivo è toccato a Paolo sperimentare il lato duro della corsa".
Un vero peccato, considerando la sua posizione in classifica...
"È stato un problema di mousse. Dopo circa 80 km la mousse posteriore ha ceduto, ma Paolo ha continuato per altri 120 km. Poi la gomma è uscita dal cerchio. Ha proseguito determinato, girando sul cerchio pur di arrivare al traguardo, ma al km 307 non c’è stato nulla da fare: il cerchio si è spezzato in due e la ruota non girava più. Fa male, perché il giorno prima era 14° nella generale e nella tappa 5 stava andando forte. Continuerà comunque nella categoria Experience".
#29 Paolo Lucci, Team RSMoto HRC Racing Service
Foto di: CBA Images
E Fujiwara?
"È un vero samurai. Ha sorpreso tutti per velocità e costanza. Purtroppo nella seconda parte della Marathon è caduto, lesionando la clavicola. È determinato a continuare: il suo sogno è arrivare al traguardo finale. Ha chiuso 40° nella tappa e 42° nella generale".
Buono il passo del libanese Eid Rafic...
"Sta andando con un passo regolare e intelligente. Sta gestendo bene la gara ed è attualmente 48° nella classifica generale".
Cesare sta regalando grandi soddisfazioni...
"Cesare è entusiasta della Honda CRF RX Rally, come del resto tutti i piloti. Sta guidando con il sorriso, divertendosi ad ogni chilometro, e anche questo per noi è una grande soddisfazione. L’Arabia Saudita offre scenari unici: deserti, formazioni rocciose straordinarie, canyon. Alla fine la Dakar, oltre ad essere una competizione durissima, è anche un viaggio verso l’ignoto. Un’avventura vera".
Uno sguardo al futuro...
"Paolo Lucci sta continuando nella categoria Experience, cap a Riyadh. Il 10 gennaio ci sarà il giorno di riposo a Riyadh: ce lo meritiamo tutti".
#125 Shinya Fujiwara, Team RSMoto HRC Racing Service
Foto di: CBA Images
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