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Dakar 2026 | Amar Attioui, il "capofamiglia" della Malle Moto

Nella categoria moto ci sono ancora dei "puristi" che disputano la Dakar senza un'assistenza al seguito. Per loro però sarebbe impossibile farlo senza un aiuto almeno a livello logistico e dal 2018 Amar Attioui è il loro "angelo custode" nel bivacco. Andiamo a conoscerlo da vicino e a scoprire di cosa si occupa esattamente.

Amar Attioui

Amar Attioui

Foto di: Maria Guidotti

Dakar 2026 | Moto

Tutti gli articoli che riguardano la categoria Moto della Dakar 2026

Sveglia alle quattro del mattino, camion che partono nel cuore della notte, casse da 80 litri ed una grande famiglia che lavora nell’ombra. Nel bivacco del Dakar incontriamo Amar Attioui, uno dei pilastri del servizio Malle Moto, la categoria più pura e dura del rally raid.

Marocchino di Erfoud è un esempio vivente di come la Dakar può cambiare la vita delle persone. Già impegnato nel suo Paese nei rally raid, non aveva mai preso un volo. Nel 2018 è stato chiamato a far parte dello staff di supporto ai piloti malle moto. Ha fatto il passaporto ed è partito alla volta dell’Argentina.

Da allora si è fatto tutte le edizioni, ha viaggiato, conosciuto il mondo e culture differenti. E’ una figura rispettata al bivacco e l’esperienza sulla Dakar gli ha permesso di essere ancora più professionale nel suo lavoro. Amar, infatti ha una agenzia a Erfoud, organizza tour turistici, ma si occupa anche della logistica, stesura road book, permessi per rally raid nella regione.

Andrea Gava

Andrea Gava

Foto di: Maria Guidotti

Partiamo dall’inizio: qual è il tuo ruolo nella Malle Moto?
"Il nostro servizio è dare il massimo supporto possibile ai piloti: dalla logistica dei camion all’assistenza tecnica di base, meccanica leggera, tutto ciò che può facilitare il loro lavoro. I piloti Malle Moto sono sempre in pista, di giorno e spesso anche di notte, quindi ogni piccolo aiuto è fondamentale".

Come è scandita la tua giornata?
"Ci svegliamo tra le quattro e le cinque. I camion tecnici partono intorno a mezzanotte. Quando arriviamo al bivacco successivo, la prima cosa è scaricare tutto e preparare l’area tecnica. Quando arriva, ogni pilota trova infatti la sua area con il tappeto di protezione per l’ambiente, una sedia, il cavalletto alza-moto e la cassa. Per quanto riguarda le ruote, quest’anno il massimo consentito è sei. Tutto è molto regolamentato".

Parlaci della logistica...
"Si muove su tre camion. Due trucks tecnici partono di notte e trasportano le 'malles', le casse dei piloti con gli attrezzi e i ricambi. Il terzo camion è quello camping. Trasporta tende, sacchi, tutto quello che serve per dormire. È una divisione netta: tecnica da una parte, rest area dall’altra".

Cosa contiene la "malle"?
"Dentro c’è tutto: attrezzi, pezzi di ricambio, il necessario per lavorare sulla moto. È lo standard, circa 80 litri. Le tende e i vestiti invece sono a parte".

Cesare Zacchetti

Cesare Zacchetti

Foto di: Maria Guidotti

Quanti piloti seguite quest’anno?
"In totale 26. La maggior parte sono francesi, poi spagnoli e italiani: Cesare Zacchetti e Andrea Gava. Era iscritto anche Manuel Lucchese, ma purtroppo si è infortunato prima di partire".

Si respira un clima di famiglia in questo angolo di bivacco...
"È una famiglia vera. Lavoriamo insieme da anni. Nel eravamo quattro dello staff, ora siamo sette perché i piloti e il materiale sono aumentati. Cerchiamo di creare un buon clima, di fare squadra".

E quando il Dakar finisce, di cosa ti occupi in Marocco?
"Ho un’agenzia di assistenza e turismo a Erfoud, a pochi chilometri dalle grandi dune di Merzouga. Organizzo tour, circuiti turistici, raid: mi occupo della logistica, dei road book, delle tracce GPS, delle autorizzazioni amministrative, anche per le riprese video. Tutto quello che serve insomma per un raid ben fatto".

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