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WEC | Rubens Barrichello, il silente: "Guardo Dudu con un sogno"

Il mitico 'Rubinho' segue ai box le gesta del figlio Eduardo, al debutto in LMGT3 con la Aston Martin di Racing Spirit of Léman, senza voler intromettersi nel suo percorso, ma coltivando una idea che in futuro sarebbe bellissima e tutto sommato realizzabile.

#10 Racing Spirit Of Leman Aston Martin Vantage AMR LMGT3: Eduardo Barrichello

#10 Racing Spirit Of Leman Aston Martin Vantage AMR LMGT3: Eduardo Barrichello

Foto di: FIAWEC - DPPI

Il paddock del FIA World Endurance Championship è sempre pieno di volti noti appartenenti al mondo delle corse, oggi passati alle gare di durata per lavoro o per interesse personale.

Durante la stagione 2025 ne abbiamo uno in più, ovvero Rubens Barrichello, che in Qatar era presente ai box della Racing Spirit of Léman per seguire le gesta di suo figlio Eduardo.

Come al solito sorridente, il brasiliano che ha contribuito a scrivere le pagine più gloriose della storia della Ferrari in F1 negli anni 2000 assieme a Michael Schumacher, non si è mostrato invasivo nei confronti di 'Dudu', che ha sempre affiancato quando correva con le monoposto ed in patria, ma un passettino indietro.

"Ho avuto Eduardo come compagno di squadra per un paio d'anni in Brasile e quando ha ricevuto la chiamata della Racing Spirit of Léman per correre nel WEC è stata una sensazione incredibile; è successo a me e sta succedendo a lui, un momento di grande orgoglio per noi", ha spiegato 'Rubinho' al sito ufficiale del FIA WEC.

"Mio padre non sapeva molto di corse. Eduardo ha il vantaggio che io conosco il motorsport e, se vuole, può chiedermi consigli. Io mi metto a cinque metri di distanza e non mi faccio coinvolgere, perché è la sua vita, ma se vuole qualcosa da me, sono sempre disponibile".

#10 Racing Spirit Of Leman Aston Martin Vantage AMR LMGT3: Eduardo Barrichello with his father Rubens Barrichello

#10 Racing Spirit Of Leman Aston Martin Vantage AMR LMGT3: Eduardo Barrichello with his father Rubens Barrichello

Foto di: Andreas Beil

In pienissima forma, come dimostrato anche poco tempo fa calandosi nell'abitacolo della Ferrari GT3 assieme a Giancarlo Fisichella nell'uscita vittoriosa di Vallelunga in occasione della tappa del CIGT, a soli 52 anni Barrichello ha il casco appeso non al chiodo, ma all'attaccapanni.

Se qualcosa lo dovesse stuzzicare in modo particolare, è quindi prontissimo a rimetterselo. E in effetti una cosa ci sarebbe...

"Il mio sogno è correre con i miei due figli alla 24 Ore di Le Mans. Non so se lo sia anche per loro, ma lo è sicuramente per me!"

La prima gara in Classe LMGT3 per 'Dudu' è stata una sorta di apprendistato e scoperta non solo della Aston Martin, ma anche di come funzione questa nuova sfida completamente inedita per lui. E la presenza di papà Rubens è stata utile sotto tanti punti di vista, come ha detto una volta sceso dalla Vantage #10 che condivide con Valentin Hasse-Clot e Derek Deboer portata in Top10 a Lusail.

"Un ringraziamento speciale a mio padre per essere venuto in Qatar a vedermi realizzare il mio sogno", ha detto 'Dudu'.

"Anche lui sta imparando, perché ci sono un sacco di tecnologie e di cose a cui non siamo abituati sulle Stock Car".

"È stato con me durante tutto il viaggio e mi ha dato molti consigli, soprattutto per quanto riguarda la mia mentalità. È fantastico averlo accanto".

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