WEC | Isotta Fraschini solida, ma manca allenamento per crescere
La Tipo 6 raggiunge il traguardo anche a Spa, dove si è presentata ancora una volta senza prove alle spalle e con il capitano Vernay ad indicare la via al team Duqueine e ai giovani Bennett e Serravalle. Ma per il futuro la squadra deve trovare il modo di fare test, altrimenti la stagione si rivelerà più dura che mai.
Secondo traguardo consecutivo raggiunto dalla Isotta Fraschini nel FIA World Endurance Championship al termine di una 6h di Spa-Francorchamps davvero impegnativa per tutti.
Era la primissima volta che la Tipo 6 costruita dalla Michelotto Engineering si presentava sull'ostico e storico tracciato delle Ardenne, con il solo Jean-Karl Vernay a conoscere a menadito la pista.
La LMH #11 presa in carico dal Team Duqueine ha cercato di rimanere stavolta fuori dai guai per poter mettere insieme km utilissimi a capire dove e come migliorare le proprie prestazioni, perché se è vero che il prototipo ibrido appare piuttosto solido, è altresì alla luce del sole che senza possibilità di girare in test privati ci si trovi costretti ad usare gli eventi della stagione come banco di prova per tutti.
Vernay è il capitano da questo punto di vista e con grande pazienza sta prendendo per mano ogni singolo membro della compagine italo-francese, mettendo la sua esperienza pure al servizio dei suoi giovanissimi compagni di squadra Antonio Serravalle e Carl Bennett, alla prima volta su un'auto così sofisticata e in una serie Mondiale.
#11 Isotta Fraschini Isotta Fraschini Tipo6-C: Antonio Serravalle, Carl Wattana Bennett, Jean-Karl Vernay
Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo
"Nelle Libere ho cominciato facendo qualche tornata per capire se utilizzare le gomme morbide o medie, ma la pista era veramente sporchissima e alla fine tutti hanno scelto le medie", spiega il transalpino a Motorsport.com.
"Non avendo avuto modo di girare qui in precedenza abbiamo perso un po' di tempo per sistemare la vettura da questo punto di vista".
"Successivamente ho lasciato spazio ai miei compagni di squadra che non conoscevano la pista, così che potessero iniziare a familiarizzare con il tracciato. Di fatto ho messo assieme 9 tornate in tutto senza mai simulare la Qualifica e arrivare a combattere contro il cronometro in mezzo a tutti questi rivali fortissimi e molto più preparati è dura".
'J-K San' è riuscito ad abbassare i propri tempi man mano che la sessione proseguiva e pur non riuscendo a spostarsi dalla 19a posizione di categoria si è mostrato soddisfatto del lavoro svolto, considerando il quadro generale della situazione.
"Alla fine siamo molto contenti perché il distacco si è abbassato e siamo andati molto meglio rispetto ad Imola, considerando che abbiamo chiuso a 2" dal 12° posto, senza mai fare prove di giri lanciati. Avessi avuto la possibilità di prepararmi meglio, senz'altro almeno 7 decimi si potevano togliere".
"Il miglior crono della Q1 infatti l'ho ottenuto all'ultima tornata disponibile, quando ormai le gomme erano consumate. Per questo sono molto soddisfatto, perché mi sono divertito facendo un bel giro".
"Quello che manca è l'esperienza e lo sviluppo della vettura, oltre a tempo per il sottoscritto per prepararsi meglio sotto ogni aspetto. Tutti gli altri team della Classe Hypercar erano già stati qui a provare, noi no e questo rende ogni cosa più difficile".
"In gara sappiamo che il nostro ritmo è migliore rispetto al giro secco, non dobbiamo fare sciocchezze, anche se non sempre è facile, senza perdere tempo prezioso".
#11 Isotta Fraschini Isotta Fraschini Tipo6-C: Antonio Serravalle, Carl Wattana Bennett, Jean-Karl Vernay
Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo
La gara ha visto la Isotta Fraschini raggiungere la bandiera a scacchi senza accusare alcun problema e con 3 giri di ritardo dal vincitore, in una corsa che ha avuto colpi di scena a ripetizione e dove è stato Bennett a percorrere le fasi finali, prima di ridare il volante a Vernay per l'ultimo stint.
"Siamo molto felici di aver portato a termine anche questa gara, è stato un salto in avanti piuttosto importante per noi e stiamo riuscendo a migliorare sempre di più e vogliamo continuare a lavorare così in vista di Le Mans", ha detto a Motorsport.com il 19enne thailandese/statunitense, sempre molto concentrato nel cercare di imparare e crescere nonostante una avventura durissima in cui è attorniato da tanti Campioni.
"Per me, in quanto pilota, l'obiettivo è sempre cercare di fare esperienza. E' una avventura davvero entusiasmante, anche perché qui a Spa ero stato solamente un'altra volta con la Formula 4 e con una vettura così veloce come la Hypercar è chiaramente diverso. Inoltre mi sono trovato ad affrontare una gara molto difficile".
"Ma sono molto contento di essere qui e sto cercando di migliorare tanto con grande impegno e tanta preparazione, anche perché alcune piste sono completamente nuove per me, come lo è stata Imola, ad esempio".
"Avere un compagno così esperto come Jean-Karl è di grandissimo aiuto, ci insegna tantissime cose e sono molto felice che stia dando una mano a tutto il team a crescere, oltre che a me stesso, per cui posso solo parlarne bene".
"Obiettivi personali particolari? Sinceramente la cosa che mi interessa maggiormente è migliorare, migliorare e migliorare ancora ad ogni giro di pista, cercando in ciascuna gara di ottenere un risultato migliore della precedente".
"So che bisogna percorrere un passo per volta e portare sempre l'auto al traguardo, per cui l'obiettivo è prendere sempre le decisioni giuste in ogni situazione. A Le Mans affronterò la mia prima 24h e sarà bellissimo".
#11 Isotta Fraschini Isotta Fraschini Tipo6-C: Antonio Serravalle, Carl Wattana Bennett, Jean-Karl Vernay
Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo
Come dicevamo in apertura, quello che alla Isotta Fraschini manca sono le risorse per allenarsi; la Tipo 6 anche a Spa ha ricevuto un Balance of Performance piuttosto negativo, il che sottolinea la bontà del progetto di Michelotto Engineering tenendo conto dei colossi automobilistici contro cui se la sta vedendo.
Vernay ha tutta l'esperienza che invece manca agli altri due ragazzi con cui condivide il volante, dunque la speranza è che in collaborazione con il Team Duqueine possano emergere nuove opportunità per portare avanti il lavoro di messa a punto sulla macchina, andando a svolgere test tra un evento e l'altro.
"Ancora un miglioramento per la nostra vettura, dopo Qatar ed Imola. Su una pista impegnativa e lunga, la squadra ha fatto un ulteriore passo in avanti assieme ai suoi piloti", evidenzia Claudio Berro, Direttore Sportivo di Isotta Fraschini.
"La Michelotto Engineering ha fatto un enorme lavoro di sviluppo e messa a punto dei sistemi elettronici tra una gara e l’altra, e crescendo man mano durante ogni sessione l’auto ha funzionato in modo impeccabile".
"Nell’ultima parte di gara, quando la battaglia per i primi posti era alla sua massima espressione, Jean-Karl ha dimostrato che l’auto nel passo gara non è molto distante dai vertici, soprattutto nel secondo settore".
"Chiaramente ci sono ancora dei passi da fare per poter avere l’ambizione di competere con il gruppo dei migliori, ma ci auguriamo che questo accada nella gara più importante dell’anno, la 24 Ore di Le Mans".
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