MotoGP | Morbidelli, digiuno interrotto: "Sul podio per restarci"
Dopo 1414 giorni, 'Franky' torna a portare a casa un trofeo in una gara che lo ha visto combattere da leone al via, per poi gestire al meglio la situazione nel finale respingendo Bagnaia. Con la Ducati 2024 la sintonia c'è e assieme a VR46 il percorso per crescere ancora è delineato.
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Era dal 2021 che Franco Morbidelli non riusciva a calcare il podio di MotoGP, ma il lungo digiuno durato 1414 giorni si è finalmente interrotto nel GP d'Argentina.
E' stata infatti una grandissima rimonta dall'ottavo posto in griglia fino al terzo per il portacolori del team VR46, che in sudamerica - terra cui è legato particolarmente avendo la mamma brasiliana - ha mostrato il suo lato migliore.
Guadagnando un paio di piazze già al via, con grinta si è preso la Top5 ai danni del compagno di squadra Fabio Di Giannantonio già nella tornata iniziale, per poi infilare anche la Honda di Johann Zarco al giro 3 e superare pure la Ducati ufficiale di Pecco Bagnaia al passaggio successivo.
Da lì in poi, mentre Marc ed Alex Márquez combattevano per il successo, Franky è stato in grado di guadagnare sul piemontese di Borgo Panigale, che nel finale ha provato a rifarsi sotto; ma oggi Morbidelli era in sintonia splendida con la propria Ducati e alla fine riesce a riportare a casa un meritatissimo trofeo che gli mancava dal GP di Spagna di 4 anni or sono.
Franco Morbidelli, VR46 Racing Team
Foto di: Media VR46
"E' un podio bellissimo, si vede che il team ha una connessione con questo posto, così come ce l'ho anche io, ed è stato fantastico ottenere queste prestazioni in gara proprio qui", ha commentato con un larghissimo sorriso Morbidelli al traguardo e poi ai microfoni di Sky Sport, in una sorta di liberazione dopo un periodo di tante note dolenti patite da quella domenica a Jerez de la Frontera dalla quale sono trascorsi 75 Gran Premi.
"Sono stati anni complicati, alcuni più e altri meno. A volte siamo andati molto vicini al podio, ma non siamo riusciti a prenderlo, mentre in altre situazione eravamo lontanissimi. Ora ci siamo risaliti e dà gusto, sarà bello rimanerci..."
"Se penso che sono trascorsi quattro anni e oltre 100 giorni... in pratica è il tempo che impiegherebbero i figli appena nati dei miei amici ad imparare a parlare!"
"Doveva essere l'anno scorso la stagione della rinascita, cambiando moto e aria. Purtroppo, proprio nel momento in cui pareva che l'incubo fosse finito siamo sprofondati ancor più in basso, tra l'infortunio e altri problemi".
"Però, lentamente, una rinascita è cominciata già nel 2024 e abbiamo terminato con ottime sensazioni. Ora sembra che siamo riusciti a mettere tutto insieme partendo bene, siamo in forma, anche se ci troviamo ancora lontani sotto certi aspetti".
Franco Morbidelli, VR46 Racing Team
Foto di: Media VR46
E qui viene fuori il punto ancora debole su cui il 30enne e la squadra di Tavullia dovranno rimboccarsi le maniche.
"Ad esempio, in Qualifica partiamo troppo indietro e non è il massimo se si vuole arrivare nei primi tre posti. Ci sono ancora cose su cui lavorare, vedremo di sistemarle ulteriormente ad Austin".
"In questa gara partivo molto indietro, per cui abbiamo provato forzatamente l'azzardo del montare la gomma morbida per vedere come potesse andare. Alla fine è stata la scelta giusta, in avvio ero tonico e sono riuscito a compiere i sorpassi che dovevo fare, ma dopo non è in realtà calata troppo".
"Non so come fosse la media, ma pensavo peggio; sicuramente ho più sintonia con la moto, conoscendola di più. Abbiamo fatto qualche piccola modifica, cosa che mi ha consentito di compiere un passettino avanti. Ma non ancora sull'attacco a tempo, lì è dove dobbiamo lavorare".
Franco Morbidelli, VR46 Racing Team
Foto di: Media VR46
Morbidelli ha in mano la Ducati Desmosedici della passata stagione, quindi un anno indietro rispetto al modello attuale, situazione che aveva già vissuto quando era in Yamaha al team Petronas, e che lo aveva visto combattere per vittorie e titolo.
"La differenza è che, rispetto al 2020, anche gli altri hanno la moto come la mia; le Ducati ufficiali, in questo momento, sono tutte molto simili e lo si può vedere dalle prestazioni".
"Però è vero, quando mi sono ritrovato in mano il pacchetto identico all'anno precedente sono andato molto forte, dunque spero di poter ottenere risultati simili anche quest'anno".
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