MotoGP | Martin: "Non conto sull'aiuto di nessuno, non ne ho bisogno"
Jorge Martin si presenta a Barcellona con la grande occasione di diventare campione del mondo MotoGP. Con 24 punti di vantaggio su Bagnaia e 37 ancora in palio, il pilota Pramac può affrontare il weekend con calma e sa di poter contare sulle sue forze, senza l'aiuto di qualcuno che si metta in mezzo.
Jorge Martin, Pramac Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Solo pochi punti separano Jorge Martin dal suo prio titolo in MotoGP. “Nel motociclismo non è mai detta l’ultima parola, non si può mai sapere” è un mantra che martella la testa del leader del mondiale, che si presenta a Barcellona con un vantaggio tale da consentirgli di affrontare il weekend con relativa tranquillità. Tuttavia, il pilota Pramac non si risparmierà e sarà pronto a lottare al massimo per portare in Aprilia il numero 1 nel 2025.
È un Martin diverso da quello che un anno fa provava a insidiare Pecco Bagnaia per la corona MotoGP. Lo spagnolo appare più rilassato e consapevole: “Sto bene, sono tranquillo, fiducioso dopo il lavoro dell’anno. Sono concentrato a fare le stesse cose che hi fatto sempre, che è lavorare e divertirmi. Io e Pecco ci rispettiamo molto e ci conosciamo da quando eravamo molto piccoli, penso che questo cambi un po’ lo sviluppo del rapporto. Magari con qualcun altro non sarebbe stato così, ma con lui è così e bisogna godersi questa cosa. Comunque non c’è nulla di fatto e bisogna continuare a pensare a quello che ci attende”.
“L’anno scorso ho idealizzato molto il fatto di vincere, ero ossessionato dall’idea di vincere e pensavo che mi avrebbe cambiato la vita. Invece, succeda quello che succeda, la mia vita sarà esattamente la stessa. Voglio vincerlo per la mia gente, per il mio team, per la mia famiglia. A me non cambierà nulla, domani sarò sempre lo stesso, martedì salirò sull’Aprilia e continuerò ad allenarmi. Se metterò il numero 1? Non lo so ancora, deciderò durante l’inverno, in caso succedesse”, racconta Martin, che non ha ancora idea del numero che vorrà indossare in caso di vittoria mondiale.
La lotta con Bagnaia è forse una delle più “amichevoli” degli ultimi anni, grazie al bel rapporto che c’è tra i due. Anche in occasione dell’ultimo scontro, il leader del campionato tesse le lodi del suo rivale: “Penso che Pecco sia uno dei piloti più puliti della griglia e non vuole perdere questa caratteristica, non vuole cambiare la percezione che si ha di lui iniziando a giocare sporco per un fine settimana”.
Francesco Bagnaia, Ducati Team, Jorge Martin, Pramac Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Nella battaglia finale, a favore di Martin ci sono ben 24 punti quando in palio ce ne sono ancora 37. Questo pesa nella strategia del fine settimana e, se Bagnaia sarà costretto a vincere, il pilota Pramac potrà prendere tutto con più calma: “Firmare per due sesti posti? Lo firmo se questo implica il mondiale. La verità, però, è che io non so correre per fare sesto. Se faccio sesto è perché sto dando il mio massimo ed è quello che voglio fare, dare il massimo, ma con la testa”.
“Non conto sull’aiuto di nessuno e penso di non averne bisogno. Quest’anno abbiamo fatto una grande differenza sugli altri, quindi c’è un margine. Molti vogliono vincere e questo può essere un problema, ma tutti quelli che vorranno vincere aiuteranno me. Se tutto è in ordine e rimaniamo concentrati, si può fare qualcosa di buono. Sarà un weekend intenso, con tante emozioni, lascerò Pramac con tutto quello che possiamo ottenere insieme”, rivela con la sicurezza di chi sa cosa ha in mano e come raggiungere il proprio obiettivo. “Io ho fatto sempre le stesse cose, allenamento, cibo, sono tornato ad Andorra e ho fronteggiato il freddo che fa. Quando sono andato via era estate e sono tornato che nevicava (ride, ndr)! Ma voglio mantenere la stessa mentalità, è un fine settimana in cui voglio guidare al 100% con un po’ di testa, ma vincere o meno sarà una conseguenza”.
“In Malesia, il mio obiettivo era vincere la gara e dovevo essere leader più di un giro, ma non ci sono riuscito e ho ceduto. Ma in quel momento la gara era sotto controllo, anche se da fuori è impattante e anche io, quando ho rivisto il duello, ho pensato che forse avevamo un po’ passato il limite. Il titolo però passa anche da queste cose, non voglio fare stupidaggini. Voglio chiuderlo, ma non voglio precipitarmi e voglio ricordarlo sempre, perché quando mi sono precipitato ho commesso errori. Se arriva il sabato, lo accoglierò a braccia aperte, altrimenti accetterò il fatto che si rimanda a domenica, dove ci sarà una gara molto lunga”, conclude Martin.
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