MotoGP | Marquez: "Eticamente, non si dovrebbe disputare il GP di Valencia"
Marc Marquez sostiene che sarebbe un errore disputare il Gran Premio di Valencia, ultimo appuntamento della MotoGP messo in forte rischio dalla catastrofica alluvione che ha devastato la regione spagnola. "I soldi dovrebbero essere destinati ad aiutare le famiglie", afferma il pilota Gresini.
Marc Marquez, Gresini Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Il Gran Premio della Malesia si preannuncia come un weekend tutt’altro che semplice per gli spagnoli, che si sono presentati a Sepang emotivamente molto provati dalla catastrofica alluvione che ha colpito Valencia e buona parte della Spagna. Il disastro ha messo in forte rischio il gran premio, l’ultimo della stagione, che si dovrebbe disputare proprio al Ricardo Tormo.
Non c’è stato spazio né per la pista né per gli obiettivi del weekend dell’incontro di Marc Marquez con i media. Il pilota del team Gresini ha concentrato tutta l’attenzione sui proprio connazionali e su un modo per aiutare, ritenendo ingiusto anche solo pensare di provare a lavorare per fare in modo che l’ultima gara della stagione si possa svolgere a Valencia.
“Come spagnolo, è molto dura vedere queste immagini”, racconta Marc. “Teoricamente c’è una gara a Valencia fra meno di tre settimane, ma al momento tutte le risorse devono essere destinate alle famiglie che sono rimaste senza casa. Sappiamo che i dintorni del circuito sono ridotti male, ma non ha senso destinare i soldi per riparare gli accessi quando si devono usare per aiutare la gente”.
Marc Marquez, Gresini Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
“Eticamente parlando, non penso che il Gran Premio di Valencia si debba svolgere, sarebbe un errore. L’unica idea che avrebbe senso è se tutto il ricavato fosse devoluto alle famiglie. Ma, vedendo le immagini da qui, se si potessero raccogliere dei soldi per aiutare davvero le persone colpite, sarebbe l’unica opzione logica”, prosegue il pilota di Cervera.
La MotoGP, come campionato, deve guardare avanti e, se non si può correre a Valencia, si deve trovare una soluzione alternativa. Tuttavia, non è semplice secondo l’otto volte campione del mondo: “Ora devono riunirsi e decidere, ma se fosse per me, sarebbe già deciso. Dovrebbe esserci un’altra gara altrove, sono già stati cancellati due gran premi quest’anno, non avrebbe senso chiudere il campionato qui e ora. Ma mi rendo anche conto della situazione in cui si trovano i team a fine anno. Non è facile per loro a livello economico”.
Le prime immagini viste in queste ore sono state drammatiche e la situazione appare davvero critica. È complicato anche fare una stima dei danni al momento: “È molto presto, è successo solo due giorni fa. Bisogna valutare tutto e vedere cosa è meglio dal punto di vista umano, non dell’evento. Bisogna vedere cosa si deve fare per aiutare le persone e decidere in base a questo. Non dico che cancellerei l’evento, dovrei conoscere tutto quello che c’è dietro, ma vedo le immagini che ci arrivano da Valencia e, come essere umano, penso che tutte le risorse materiali e di tempo andrebbero dedicate all’aiuto della gente”.
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