MotoGP | Marini: “Per le Ducati siamo birilli, vanno schivate per restare in piedi”
Luca Marini ha concluso il Gran Premio della Malesia in 15esima posizione, anche alle spalle delle Ducati di Marc Marquez e Franco Morbidelli, caduti e ripartiti. Il pilota Honda è quasi rassegnato allo strapotere delle Ducati e spera che con il lavoro di HRC la situazione cambierà.
Luca Marini, Repsol Honda Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
La prima stagione di Luca Marini con la Honda sta giungendo al termine e le soddisfazioni in termini di risultati sono state ben poche. Nonostante i progressi che in Casa HRC si stanno facendo con tanti test e novità sulle RC213V, i marchi europei, Ducati in particolar modo, fanno ancora una grande differenza. Si è visto nettamente nel Gran Premio della Malesia, dove Maro ha chiuso la gara in 15esima posizione.
Le insidie della pista di Sepang hanno colto di sorpresa sia Marc Marquez che Franco Morbidelli, caduti quando erano nelle posizioni di testa. Tuttavia, dopo che i due hanno ripreso la via della pista, non ci hanno impiegato molto tempo a rifarsi sotto al gruppo che viaggiava nelle retrovie per rimontare. Così è stato con Luca Marini, che non è riuscito a guadagnare posizioni nonostante le cadute degli avversari, perché è stato sorpassato con estrema facilità dai rivali della Rossa.
“Quelli che sono caduti, sono ripartiti e mi hanno ripassato, quindi non ho nemmeno avuto la fortuna di guadagnare posizioni”, ha soiegato il pilota di Tavullia nel consueto incontro con i media al termine della gara. “Se cade una Ducati e riparte, lo sai già che ti ripassa. Ti sverniciano, vanno il doppio. Noi siamo dei birilli e ci vengono addosso senza paura perché sanno che vanno il doppio. Siamo degli ostacoli noi, ci prendono così… Però siamo noi che li dobbiamo schivare se vogliamo rimanere in piedi. Ma in questo momento la situazione è questa, speriamo che cambi al più presto. Fa ridere questa situazione, è così, non c’è da arrabbiarsi… È normale quando si sente di avere la moto nettamente superiore fa la voce grossa, ma quando saremo tutti ad armi pari lo vedremo”.
Luca Marini, Repsol Honda Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Ducati a parte, il bilancio del Gran Premio della Malesia non è propriamente positivo. La fatica è stata molta e, nonostante il lavoro ai box e in pista, i frutti raccolti sono stati pochi: “Il weekend non è stato fantastico secondo me. Abbiamo perso tempo venerdì provando cose per lo sviluppo, ma non sono state positive. Quindi siamo tornati alla nostra base, ma non eravamo pronti quando era il momento di fare la qualifica, quindi sono partito molto dietro”.
“La Sprint è stata abbastanza buona perché sono partito bene, la gara di domenica invece è stata più difficile però è questo quello che si può fare con il pacchetto al momento. Tutto dipende dalla qualifica, se parti davanti puoi provare a puntare a una buona posizione, se parti dietro sei dietro”, ha proseguito.
Archiviata Sepang, si va a Barcellona, che sostituirà Valencia come ultimo appuntamento stagionale. Il Montmelo sarà un tracciato complicato per le Honda e Marini prevede un weekend complicato: “Barcellona una delle peggiori per via del grip, quindi sarà un weekend molto difficile. La cosa buona è che la prima Barcellona era a un punto della stagione in cui avevamo un pacchetto abbastanza diverso da quello attuale, quindi possiamo incrociare i dati e vedere a che punto siamo. Le condizioni della pista saranno molto diverse, quindi vediamo… Sarà un po’ complicata per tutti”.
Barcellona sarà complicata anche dal punto di vista emotivo, per via della catastrofica alluvione che ha devastato Valencia: “Secondo me la cosa più importante è pensare alle persone di Valencia e fare il possibile per loro. Spero ci sia una beneficenza, ci dobbiamo attivare per aiutare la comunità. Per tutti noi piloti Valencia rappresenta una meta importante della nostra carriera, tutti siamo passati da lì. In questo momento i nostri pensieri sono alle persone in difficoltà, noi abbiamo vissuto una situazione simile in Emilia Romagna e sappiamo quanto possa essere distruttivo, a Valencia sembra essere ancora peggio. La corsa sarà sicuramente in onore di tutte le persone che non ci sono più e quelle che ora vivono in difficoltà”.
La gara sarà dedicata alla popolazione colpita dal dramma, ma una volta conclusa la stagione, sarà già ora di pensare al 2025. Barcellona infatti ospiterà i primi test pre-stagionali del prossimo anno: “Qualcosa ci dovrebbe essere, ma non si tratterà di una rivoluzione, ormai non si fanno più le rivoluzioni così. È un processo di sviluppo che dura tutta la stagione e ogni tot gare, quando arrivano pezzi nuovi si provano e si vede se continuare in quella direzione o meno. Nei test di fine stagione non arriva una moto completamente nuova, arriverà un motore o un telaio o una cosa così e si cercherà il compromesso migliore per studiare durante l’inverno”.
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