IMSA | Lamborghini convincente al Glen: "Finalmente in partita e al traguardo"
Tornata in azione alla 6h di Watkins Glen, la SC63 beneficia di una strategia efficace che permette a Grosjean-Kvyat di guidare la corsa per diversi giri, prima di concludere al settimo posto eguagliando il miglior risultato ottenuto negli U.S.A. e senza accusare problemi.
È un fine settimana convincente quello di Lamborghini Squadra Corse alla 6 Ore di Watkins Glen, gara valida per la Michelin Endurance Cup dell’IMSA SportsCar Championship.
Nella terza tappa stagionale, la Lamborghini SC63 sfrutta al meglio le condizioni variabili e le scelte strategiche, chiudendo al settimo posto con Romain Grosjean e Daniil Kvyat.
Il risultato eguaglia il miglior piazzamento ottenuto dal prototipo di Sant’Agata Bolognese nel campionato nordamericano, colto in occasione del debutto assoluto alla 12 Ore di Sebring dello scorso anno. La #63, inoltre, conduce la gara nelle fasi centrali con Grosjean e le prestazioni positive danno ulteriori motivazioni in vista del prossimo impegno di Indianapolis, in programma a settembre.
#63 Automobili Lamborghini Squadra Corse Lamborghini SC63: Romain Grosjean, Daniil Kvyat
Foto di: Jake Galstad / Lumen via Getty Images
Prove libere e qualifica
Alla ricerca del riscatto dopo un inizio di stagione difficile, complici i due ritiri registrati alla 24 Ore di Daytona e alla 12 Ore di Sebring, la SC63 scende di nuovo in pista a oltre tre mesi di distanza dall’ultimo appuntamento di campionato, con una line-up ridotta e composta da Grosjean e Kvyat, entrambi piloti ufficiali Lamborghini.
Archiviato un primo test sul tracciato di Watkins Glen, la squadra completa senza intoppi le prove libere, totalizzando 65 giri. Nella qualifica di sabato, disputata con temperature più elevate rispetto ai giorni precedenti, la SC63 riesce a esprimere tutto il suo potenziale e Grosjean, con un tempo di 1’33”479, si classifica undicesimo.
Gara
Le vetture della classe GTP iniziano la gara con gomme slick, ma pochi secondi prima del semaforo verde inizia a cadere una leggera pioggia. La situazione avvantaggia Grosjean, abile a guadagnare due posizioni nel giro d’apertura e, con il peggiorare delle condizioni, occupa stabilmente il quinto posto.
Grazie alla decisione del team di rimanere in pista nonostante due scrosci d’acqua, lo svizzero resta a ridotto della zona podio, prima di passare agli pneumatici da bagnato come il resto dei rivali della categoria GTP. Le primissime ore sono, inoltre, caratterizzate da una serie di Full Course Yellow, che frammentano notevolmente la gara.
Con l’asfalto tornato di nuovo asciutto, la SC63 effettua un’ulteriore sosta poco prima di una neutralizzazione: questa scelta strategica consente alla #63 di balzare in testa alla classifica assoluta. Dopo la ripartenza, Grosjean mantiene un costante vantaggio di due secondi sui primi inseguitori, fino a un’ulteriore interruzione a metà gara.
Kvyat subentra a Grosjean, ma un pit-stop più lento del previsto fa scivolare la vettura in nona posizione. L’ultima parte della corsa è incentrata sulla gestione dell’energia e, con Grosjean di nuovo alla guida, la SC63 risale fino al quarto posto a pochi giri dalla conclusione. Un breve splash-and-go finale nega alla squadra la possibilità di concludere in top-5, tagliando il traguardo in settima posizione, a soli sette centesimi di secondo dalla sesta.
“È stata una giornata positiva per la SC63. Siamo stati al comando per buona parte della gara e il comportamento della vettura con gomme slick su pista umida è stato davvero convincente", ha affermato Grosjean.
"È stato sicuramente un fine settimana produttivo per tutta la squadra: abbiamo seguito una buona strategia e, purtroppo, ci sono mancati solo un paio di giri di carburante alla fine. Ciò nonostante, siamo riusciti a gestire tutto nel migliore dei modi e non abbiamo avuto alcun problema con la macchina per tutta la durata della corsa. In generale, è stata una bella gara e spero di poterne disputare altre così.”
Kvyat aggiunge: “È bello essere finalmente riusciti a portare a termine una gara quest’anno. Era molto importante per noi, e il settimo posto dimostra che eravamo competitivi e sempre in partita per tutta la corsa".
"In generale è stata una gara divertente, con condizioni variabili, anche se meno piacevole nei momenti più caldi della giornata. Siamo comunque riusciti a gestire tutto al meglio, restare in pista e continuare a spingere. Ci sono molti aspetti positivi da portare a casa da questo weekend, e spero che riusciremo a introdurre alcune novità sulla vettura per compiere un passo avanti sul piano delle prestazioni".
#9 Pfaff Motorsports Lamborghini Huracan GT3 EVO2: Andrea Caldarelli, Sandy Mitchell
Foto di: Jake Galstad / Lumen via Getty Images
GTD PRO e GTD
Il fine settimana inizia nel migliore dei modi per l’equipaggio GTD Pro della Lamborghini Huracán GT3 EVO2 #9 di Pfaff Motorsports, formato da Andrea Caldarelli e Sandy Mitchell. I due piloti fanno segnare il miglior tempo nella prima sessione di prove libere, con un vantaggio di sei decimi di secondo sulla seconda vettura classificata, e rimane al comando anche nel secondo turno, questa volta per appena due millesimi di secondo. Infine, grazie a una prestazione perfetta di Caldarelli, il team canadese conquista la pole position in 1’44”595.
In GTD, la #78 di Forte Racing, con Mario Farnbacher, Misha Goikhberg e il debuttante Scott Hargrove, si qualifica in nona posizione, mentre la #45 di Wayne Taylor Racing, affidata a Graham Doyle, Danny Formal e Trent Hindman, è diciannovesima.
Caldarelli mantiene la leadership nel corso del primo giro, nonostante la pioggia complichi la situazione. La #9 si adatta perfettamente alle condizioni mutevoli, tanto da permettere al pilota italiano di allungare il proprio vantaggio oltre i due secondi. Purtroppo, durante una sosta effettuata in una fase di neutralizzazione, la vettura scivola in quarta posizione, ma Mitchell è lesto a riportarla in zona podio.
Tuttavia, a causa di un’escursione alla chicane della Bus Stop, il britannico scende all’ottavo posto. Poco dopo, un problema al cablaggio della batteria causa un calo di potenza alla curva sei: Mitchell riesce a fermare la vettura, colpendo leggermente le barriere. Il team riporta la Huracán GT3 EVO2 ai box per risolvere il guasto, ma con cinque giri di ritardo decide di ritirarla definitivamente dalla gara.
Ancor più sfortunato l’esito in GTD, con la #45 fuori gioco dopo pochi minuti: Doyle perde il controllo su un cordolo bagnato in curva uno e subisce danni importanti al posteriore. Anche la #78 accusa un problema in avvio: un contatto con un avversario alla chicane della Bus Stop la manda in testacoda, danneggiando un tirante dello sterzo. Dopo le riparazioni, la vettura rientra in pista e chiude la prova in quattordicesima posizione.
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