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Formula 1: Vettel agita il mercato con quali prospettive?

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Formula 1: Vettel agita il mercato con quali prospettive?
Di:
12 mag 2020, 13:00

L'uscita a fine anno dalla Ferrari di Sebastian Vettel all'improvviso apre degli scenari di mercato. Il tedesco non ha molte porte aperte a meno che non scateni una rivoluzione a più ampio raggio. Ecco qual è lo scenario per il Seb...

Ed ora? Che farà Sebastian Vettel? Pochi istanti dopo una conferma (l’addio alla Ferrari), ecco sorgere subito una domanda e non potrebbe che essere quella relativa al futuro del quattro volte campione del Mondo.

A 32 anni Vettel non ha nulla che gli precluda la possibilità di proseguire la sua carriera in Formula 1, a parte un particolare non proprio indifferente: la squadra con cui farlo. Le ipotesi sono diverse, e molto differenti tra loro, ma una cosa appare chiara: non sarà facile per Seb pianificare un futuro in Formula 1 con gli standard di qualità a cui è sempre stato abituato.

Non è cambiato solo il suo ruolino di marcia che in passato lo ha messo al centro del mercato, ma anche il contesto generale. Qualche anno fa in Formula 1 si parlava di investimenti, mercato dei top-engineer, stipendi stellari e contratti con scadenze biennali e oltre.

Oggi gli argomenti sono tagli di bilancio, budget cap, tetti salariali e il navigare a vista. Un contesto non semplice in cui muoversi, ma vediamo nel dettaglio tutte le possibilità che Vettel avrà davanti quando uscirà per l’ultima volta dalla sede di Maranello.

McLaren, c’è tutto ma non…i soldi

I punti che potrebbero potenzialmente far convergere Vettel verso Woking sono la presenza dell’amico team principal, Andreas Seidl, (suo ingegnere ai tempi in cui Seb era tester della BMW) e l’arrivo nel 2021 della power unit Mercedes.

Ma a complicare lo scenario di un matrimonio Vettel-McLaren ci sono le grandi difficoltà economiche che sta affrontando la squadra, un contesto poco compatibile con le richieste che è lecito possa avanzare il tedesco.

A Seb non basta fare un passo indietro, per creare le condizioni che possono far realmente pensare ad un accordo serve una retromarcia e pieno gas. In più c’è anche la concorrenza di Daniel Ricciardo, che piace molto alla squadra, ma questo è il classico caso che si sposa bene con un ‘mai dire mai’.

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Renault, un’opzione possibile

Qualora Vettel decidesse di proseguire la sua carriera in Formula 1, l’opzione Renault appare oggi come quella più percorribile. Recentemente il team principal Cyril Abiteboul ha fatto intendere che non sarà facile confermare Daniel Ricciardo se chiederà lo stesso trattamento economico del biennio 2019/20.

In caso di partenza dell’australiano, la Renault potrebbe mettere sul piatto una cifra intorno ai 15 milioni di euro (meno della metà di quanto percepito da Vettel nel 2020 dalla Ferrari), ma una retribuzione non indifferente nell’attuale scala di valori della Formula 1.

Seb non dovrebbe avere problemi con le bollette a fine mese, e l’ostacolo economico potrebbe anche essere superato, ma altra storia è il potenziale tecnico della squadra. Seb fino allo scorso anno puntava al Mondiale, la Renault oggi sogna di salire sul podio, che non vuol dire che non sia una sfida, ma serve una grande motivazione.

Mercedes, con Hamilton porte chiuse

Ad oggi il team campione del Mondo ha entrambi i piloti in scadenza di contratto. Se non ci saranno colpi di scena decisamente clamorosi, Lewis Hamilton firmerà un rinnovo biennale, e potrebbe essere il suo ultimo contratto in Formula 1.

Meno scontata è la posizione di Valtteri Bottas, che per la terza volta in tre anni non conosce il suo futuro e potrebbe anche decidere di cambiare aria se arrivasse un’offerta per un biennale (Renault?), un’esperienza mai provata in tutta la sua carriera!

Ma anche in caso di partenza di Bottas, l’identikit del potenziale sostituto non assomiglia molto a Vettel, sia per questioni di budget (la Mercedes paga già a Hamilton l’ingaggio più alto della Formula 1) che per politica interna. Dopo molti anni di porte chiuse potrebbe essere data una chance ad un prodotto del vivaio, ovviamente George Russell, che scalpita per avere la chance di essere per la Mercedes ciò che Leclerc è stato per la Ferrari.

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Red Bull ormai è casa Verstappen

Operazione nostalgia? Non è certo vietata e forse sulla porta del suo ex team uno spiraglio per il figliol prodigo c’è sempre stato, ma altra cosa è sostenere che per Seb sarebbe un affare.

Oggi la Red Bull non è più il team con cui Vettel ha conquistato quattro titoli Mondiali, non tanto per l’organigramma (Marko, Horner e Newey sono ancora ai loro posti) quanto per l’ingombrante presenza di Max Verstappen.

È probabile che nel ‘pacchetto’ dei motivi che hanno convinto Vettel a non fare un passo indietro con la Ferrari ci sia stata anche la convivenza con Charles Leclerc, uno che in pista non fa sconti. E salutare il monegasco per ritrovarsi come compagno di box Verstappen non sembra un passo avanti nella giusta direzione.

C’è poi la concorrenza di Albon, pilota in cui Marko crede molto dopo l’ottima stagione 2019, e non sarebbe una decisione facile per la Red Bull sacrificare un ragazzo di 24 anni che sta dimostrando di meritare la chance che gli è stata concessa. Non che non lo abbiano mai fatto, ma in Alex sembrano crederci davvero.

Ritiro o… anno sabbatico

Nel quadro che offre oggi il mercato piloti 2021 lo scenario di uno stop appare come il più probabile. Vettel potrebbe concedersi uno pausa, che potrebbe diventare definitiva o anche no. Dodici mesi per pensare, valutare, sgombrarsi la mente e decidere cosa fare a partire dal 2022.

I valori in campo oggi sono chiari ed è difficile ipotizzare che saranno drasticamente diversi il prossimo anno, visto che le monoposto si differenzieranno dalle attuali solo nell’aerodinamica.

Ma nel 2022 dovrebbe (condizionale obbligatorio, visti i tempi che corrono) partire il nuovo ciclo tecnico, e tra dodici mesi forse si inizierà a sapere qualcosa in più sui nuovi progetti. Vettel potrebbe stare alla finestra e fiutare l’aria, valutando tutte le possibilità, o magari mettere una pietra sopra la Formula 1 e puntare ad altri contesti, sempre in casco e tuta.

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Autore Roberto Chinchero