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F1 | Vettel e il consiglio a Hamilton: "Impara l'italiano e imparalo molto bene"

Avendo vissuto una transizione di questo tipo sulla sua pelle, il quattro volte iridato comprende le difficoltà di adattamento che sta vivendo nel suo primo anno alla Ferrari il pilota britannico. Sebastian ha rivelato di aver dato un solo consiglio a Lewis, quello di imparare l'italiano, ritenendolo il modo migliore per calarsi nella cultura.

Lewis Hamilton, Mercedes-AMG Sebastian Vettel

Lewis Hamilton, Mercedes-AMG Sebastian Vettel

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Lewis Hamilton ormai è un pilota della Ferrari da quasi un anno, ma non perde occasione per sottolineare che la transizione dalla Mercedes ed il suo ambiente molto british alla squadra del Cavallino sia stata più impegnativa di quanto si sarebbe aspettato. In effetti, il suo primo anno in Rosso è stato al di sotto delle enormi aspettative che si erano create nel giorno dell'annuncio del suo ingaggio: dopo la clamorosa vittoria nella Sprint di Shanghai, alla seconda uscita, non è più arrivato nessun acuto. Anzi, per la prima volta nella sua carriera, non è ancora salito sul podio in una gara lunga e questo dice molto dell'insofferenza che ha mostrato in più di un'occasione.

Nel passato recente del Cavallino c'è un altro pilota che ha fatto un percorso simile al suo, lasciando una squadra britannica che praticamente era ormai casa sua, con la quale aveva conquistato quattro titoli iridati, come la Red Bull, per calarsi nella sua nuova avventura in Rosso. Stiamo ovviamente parlando di Sebastian Vettel che, al netto di un inizio decisamente più incoraggiante sul fronte dei risultati, visto che esordì con un podio in Australia e vinse la seconda gara in Malesia, non ha nascosto di aver avuto inizialmente qualche difficoltà di adattamente ad un ambiente e ad una cultura molto diversi. Nell'ultima puntata del podcast "Beyond the Grid", ha infatti raccontato che ad Hamilton aveva dato un solo consiglio, quello di imparare l'italiano per calarsi meglio nella sua nuova realtà.

"Diverso, molto diverso. Mi è piaciuto molto. Non me ne pento e mi sono divertito moltissimo", ha detto l'ex pilota tedesco quando gli è stato chiesto quanto fosse stato duro il passaggio dalla Red Bull alla Ferrari. "Per contestualizzare il tutto, sono tedesco, sono cresciuto con la mia lingua madre, il tedesco, e molto presto ho dovuto adattarmi al linguaggio internazionale perché correvo a livello internazionale. Ho corso con delle squadre britanniche in Formula 1, ho iniziato con una squadra italiana, ho lavorato anche con una squadra svizzero-tedesca, poi un'altra squadra italiana, ma diciamo che nelle squadre britanniche la cultura in un certo senso era per la maggioranza inglese e quindi mi sono adattato e l'ho amato. Amo l'umorismo britannico, amo il popolo britannico, amo molte cose di questo paese, le corse, l'approccio. Ma in un certo senso credo di essermi adattato".

Sebastian Vettel arrives in the Paddock

Sebastian Vettel arrives in the Paddock

Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images

"Non voglio dire che Lewis non si sia adattato o che i piloti britannici non debbano adattarsi, è ovvio che bisogna adattarsi e che si viaggia per il mondo, si vedono cose e si impara, ma non so come sia o come sarebbe stato se la mia lingua madre fosse stata l'inglese e non mi fossi sentito a mio agio con una lingua straniera, e poi mi fossi trasferito altrove. Per Lewis, ovviamente, la lingua internazionale è l'inglese, era in una squadra britannica, ogni squadra è diversa, molto diversa, e lui è stato con la Mercedes per molto tempo. Poi, con il passaggio alla Ferrari, ha trovato sicuramente una differenza enorme, perché il cuore e la cultura della squadra è italiana, anche se la lingua è l'inglese, quindi lui capisce tutti nel team. Ma ci sono anche dipendenti che non capisce perché non parlano inglese o non lo parlano molto bene e se non parli bene una lingua ti conosci, vai d'accordo, ma capisci davvero le persone? E capisci la cultura?", ha aggiunto.

Ripercorrendo la sua avventura a Maranello, un piccolo rimpianto del quattro volte iridato è proprio quello di non aver imparato troppo bene l'italiano, anche se tutti ricorderanno alcuni suoi team radio diventati iconici, come ad esempio: "A casa loro, a casa loro", urlato dopo il successo a Silverstone nel 2018. Proprio sull'onda di questo ha rivelato il consiglio che si era permesso di dare a quello che era stato il principale antagonista dei suoi anni al Cavallino.

"Ripensandoci, credo che questo sia un errore cruciale che ho commesso: ho imparato l'italiano, ho frequentato dei corsi, e in un certo senso me la sono cavata e ho capito, ma non ero perfetto. Avrei dovuto studiare di più l'italiano. Forse avrei anche dovuto passare più tempo in Italia per capire meglio anche la cultura. E a Lewis, quando ha deciso di andare alla Ferrari, ho detto che l'unico consiglio che potevo dargli era di imparare la lingua. Impararla molto bene. Per imparare una lingua bisogna esporsi ed iniziare a parlare con le persone che si trovano nel Paese in cui la parla, in modo da esporsi alla cultura, e il resto verrà da sé. Naturalmente, quando si parla di gare, di assetto e così via, si potrebbe obiettare che è irrilevante. Forse lo è, ma per il quadro generale, per cogliere la cultura e lo spirito, invece è importante".

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

Tornando proprio alla sua vittoria a Sepang nel 2015, Sebastian non nega che possa aver alleviato subito la pressione per tutto l'ambiente, anche se ritiene che Hamilton sia sempre stato molto bravo a gestirla. Motivo per cui, secondo lui, ha tutte le carte in regola per venirne fuori: "E' chiaro. Più si allunga l'attesa e più diventa difficile. Ma credo che la sua reazione nel 2021 (quando ha perso il titolo in maniera rocambolesca all'ultima gara) dica molto del carattere di Lewis, che ha una capacità incredibile di riflettere sulle situazioni in cui si trova, sulle difficoltà che potrebbe incontrare, e penso che sia ancora in una fase della sua vita nella quale vuole fare il pilota. Penso che abbia buone possibilità, ma devono convergere molte cose: bisogna avere la squadra, le persone giuste. Anche il tempismo deve essere perfetto. Sarebbe grandioso e credo che se lo meriterebbe, ma vedremo".

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