F1 | Lowdon: "Cadillac ambiziosa: non faremo numero, punteremo a vincere"
Graeme Lowdon, team principal della squadra americana che farà il suo debutto nel 2026 nei GP, in questa lunga chiacchierata fa il punto della situazione di un team che è partito molto prima che la sua iscrizione alla F1 venisse accettata. Oggi lo staff è di 500 persone e l'obiettivo è arrivare nel tempo a conquistare dei successi.
Graeme Lowdon, Cadillac Formula 1 Team Principal
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Il progetto Cadillac F1 viaggia a pieno ritmo. E da poco è stata superata la soglia dei 500 dipendenti, un gruppo di lavoro che vanta complessivamente più di 2.500 anni d’esperienza in Formula 1. Nella sede di Fishers, nello stato dell’Indiana, il lavoro di startup si è concluso, e ora il nucleo statunitense della squadra è operativo.
“Nella prima fase abbiamo dato priorità ai reparti che si occupano di aerodinamica e design – ha spiegato il team principal Graeme Lowdon – entrambi collocati nella sede di Silverstone. Ora le nuove assunzioni sono concentrate sul quartier generale di Fishers per arrivare all’organico definitivo. Il team principal ha fatto il punto sulla situazione attuale e sui programmi della squadra che sarà una delle grandi curiosità al via del mondiale 2026.
Sergio Perez, Cadillac Racing, con la Ferrari SF-23 a Imola
Foto di: Jacopo Rava
Il test di Imola è stato molto, molto utile
“Nei mesi scorsi abbiamo svolto un grande lavoro di simulazione. Dal punto di vista ingegneristico ci sono state diverse simulazioni di weekend di gara, ovvero con tutto il personale al proprio posto con le cuffie in testa operando come se le monoposto fossero realmente in pista. Sono stati provati scenari diversi, simulando le criticità che possono verificarsi in un weekend di gara, un lavoro molto utile per rendere gli ingegneri pronti per il weekend di Melbourne".
"Ma restava il problema dei meccanici, perché il loro lavoro non si può simulare senza avere una monoposto a disposizione. Per colmare questa lacuna siamo riusciti a organizzare il test TPC di Imola, e siamo molto grati alla Ferrari per averci messo a disposizione una monoposto di Formula 1, perché volevamo rendere tutto il più realistico possibile. Abbiamo riprodotto numerose procedure, dalla partenza, a cambi di condizione tra Q1 e Q2 e via dicendo".
"Ed è stato utile anche per Checo, credo sia stata un’occasione importante per abituarsi a lavorare con i ragazzi della squadra. Ha percorso 183 giri in totale, 90 il primo giorno, 93 il secondo, mettendo insieme un buon chilometraggio. Ma gran parte del lavoro consisteva nell'uscire dalla pit lane, rientrare, simulare un'auto in arrivo ai box, simulare gli interventi in caso di un allarme sul sistema ERS o un ingresso improvviso in pit lane. I nostri meccanici hanno esperienza, ma provengono da team diversi; quindi, hanno background differenti e hanno lavorato con diverse power unit, ognuna con le proprie procedure per le emergenze ERS e cose del genere. Quindi, sono stati due giorni molto, molto utili, anche per rafforzare il gruppo che vivrà insieme tutta la prossima stagione”.
Graeme Lowdon, Team Principal di Cadillac Formula 1, con Pat Symonds, Executive Engineering Consultant del team
Foto di: Clive Mason/Getty Images
Siamo pronti per Melbourne 2026
“Come squadra crediamo di poter gestire una monoposto di Formula 1 con standard di lavoro molto elevati. E questo vale sia dal punto di vista ingegneristico, sia da quello dei meccanici e dei tecnici che operano in sede. Abbiamo completato l'intera officina di Silverstone, tutto è stato assemblato e ci siamo assicurati che ogni collegamento funzioni al meglio".
"Per quanto riguarda il lavoro in pista, avremo la fortuna di disporre di qualche giornata di test in più del solito, e per noi sarà un’opportunità preziosa per mettere tutto insieme e verificare che non emergano criticità. Sono anche contento di potervi dire che le monoposto stanno prendendo forma: ogni area sta completando la sua parte di macchina, e stiamo vedendo i componenti assemblarsi dando vita alla prima Cadillac di Formula 1 in assoluto”.
Simulatore Cadillac a Charlotte
Foto di: General Motors
Prima di Natale il fire up, poi filming day a metà gennaio
“Ci siamo posti come obiettivo di arrivare ai test di Barcellona con meno dubbi possibili. Quindi faremo una giornata filming day a metà gennaio, e poi andremo ai test collettivi. La messa in moto è prevista tra meno di tre settimane, stiamo lavorando a pieno ritmo e credo che, quando accenderemo la macchina per la prima volta, sarà un momento molto emozionante. Il fascino della Formula 1 è fatto anche dalla progettazione e realizzazione di queste incredibili monoposto, sarà per la mia formazione ingegneristica, ma per quanto mi riguarda sono opere d’arte".
"Vedere la prima Cadillac F1 prendere forma è qualcosa di davvero speciale, vedere quanto lavoro c’è dietro il progetto, dall’aerodinamica alle analisi delle sollecitazioni, alla dinamica del veicolo, ci sono davvero tanti aspetti e tanto, tanto lavoro. E quando alla fine tutto prende forma, beh, è un momento speciale. Checo è stato in sede a fare il sedile, ed anche questo è stato un bel momento. Ma direi che in questa fase ogni giorno ci sono passaggi importanti. In queste settimane abbiamo in sede tutti i kit che verranno poi spediti via mare, sarà l’unica volta che li vedremo tutti insieme in sede, poi viaggeranno per il mondo a tempo pieno. E non avete idea di quanta roba serva! Ma è tutto ciò che oggi è necessario per gestire in pista due monoposto di Formula 1”.
Sergio Perez, Cadillac Racing
Foto di: Jacopo Rava
L’entusiasmo di Perez, l’attesa di Bottas
“Ho potuto vedere un grande entusiasmo da parte di Checo, credo che sia pronto a rientrare in Formula 1 con l'atteggiamento giusto, quello che deve avere un pilota. Nel suo caso era un po' che non guidava una monoposto, ed è stato bello rivederlo in macchina. Ero curioso di vedere come se la sarebbe cavata dal punto di vista fisico, perché per quanto un pilota si alleni, ci sono sempre muscoli che vengono sollecitati solamente in pista, e sono stato sorpreso da come ha gestito il test di Imola. È stato davvero incoraggiante".
"Stiamo aspettando anche Valtteri, ma non sono preoccupato visto che ha svolto molti test TPC per la Mercedes durante la stagione. Sarà con noi dopo Abu Dhabi, e non vedo l’ora. Lo conosco bene e posso dire che è entusiasta di tornare in pista. La Mercedes è stata davvero collaborativa e disponibile, così come Toto. Crediamo che sia Checo che Valtteri abbiano ancora molto da offrire alla Formula 1, per questo li abbiamo voluti con noi, sono molto veloci, hanno vinto complessivamente 16 Gran Premi e hanno più di cento podi all’attivo. E poi potremo contare sulla loro esperienza, ed è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno”.
Colton Herta correrà in F2 per prendere la superlicenza F1
Foto di: Geoffrey M. Miller / Motorsport Images
La chance di Herta arriverà con i risultati
“Ho molto rispetto per la scelta di Colton. È consapevole di quanto sarà impegnativa la sfida in Formula 2, ma apprezzo il suo approccio: vuole mettersi in gioco, ed è questo che mi piace di un pilota. Valuteremo strada facendo, non c’è un programma che preveda automaticamente per lui un sedile in Formula 1 nel momento in cui prenderà la superlicenza, faremo le nostre valutazioni in base al merito, e sarà sempre così. Non vedo l'ora di vedere Colton correre, la stagione in Formula 2 sarà per lui una grande opportunità per conoscere nuovi circuiti, familiarizzare con la gestione delle gomme, ed in generale con lo scenario della Formula 1".
"Al momento non c’è per lui un programma di test TPC semplicemente perché non abbiamo una monoposto disponibile, vedremo se in futuro ci sarà la possibilità di fare qualcosa in questo senso. Avrà comunque l’opportunità di scendere in pista nelle quattro sessioni FP1 concesse ai rookie dal regolamento”.
Impossibile fare previsioni per la stagione 2026
“Credo sia davvero difficile oggi stabilire a cosa potremo ambire. Aggiungo che credo sia lo stesso anche per tutte le altre squadre, nessuno sa in quale zona della classifica sarà la prossima stagione. E chi crede di saperlo o sta scherzando, o sta tirando a indovinare. Ma non nascondo che abbiamo obiettivi chiari. Vogliamo essere pronti su tutti i fronti, la nostra sfida sarà avere tutto sotto controllo, poi, quando capiremo il potenziale, potremo fissare degli obiettivi più precisi in termini di risultati. Con il supporto di cui disponiamo, sia finanziario che in termini di tecnologia e visione, abbiamo già detto che le nostre ambizioni sono di altro profilo".
"Indipendentemente da dove partiremo l’anno prossimo, vogliamo crescere e svilupparci in modo costruttivo. So che ogni squadra lo dirà, ma questa è la realtà. Siamo consapevoli di quanto sia difficile la Formula 1, è impensabile arrivare e battere chi è qui da molti anni, abbiamo un rispetto enorme per i nostri avversari. Ma stiamo assumendo persone competenti, e se opereremo bene costruiremo una buona squadra. È molto chiaro come siamo strutturati, non siamo qui solo per partecipare, ma per costruire un team di Formula 1 vincente. Questo è l’obiettivo a lungo termine”.
La sfida vinta… al ‘buio’
“C’è stato un periodo molto particolare e per nulla facile. Il programma è partito prima che ricevessimo la conferma ufficiale dell’ingresso in Formula 1, e nel momento in cui è arrivata la ‘entry’ eravamo già una squadra di 300 persone. Quando non avevamo ancora la certezza di essere ammessi al campionato non potevamo cercare personale dicendo che stavamo formando un team di Formula 1, non si può usare la parola “Formula 1” se non si è ufficialmente iscritti. Quindi pubblicavamo annunci indicando che cercavamo personale per una squadra di alto livello nel motorsport, lasciando ai candidati il compito di unire i puntini".
"La Formula 1 è il più grande gioco di squadra del mondo e per avere successo è tutta una questione di persone. Volevamo le persone migliori possibili, ma non è stato facile convincere grandi professionisti a unirsi a noi prima che avessimo l’iscrizione. È stata una sfida davvero molto difficile, per questo sono molto grato a tutti coloro che si sono uniti a noi prima che della entry ufficiale, come nel caso di Nick Chester, perché hanno avuto fiducia nel progetto. Ora posso dire che nulla sarebbe stato possibile senza la visione di TWG e di General Motors, perché hanno garantito investimenti di decine di milioni pur senza avere ancora l’iscrizione al campionato. Senza la loro fiducia non sarebbe stato possibile far partire questo progetto”.
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