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F1 | Tony Brooks si è spento all'età di 90 anni

La scomparsa dell'ultimo vincitore di un Gran Premio disputato negli anni 50 rappresenta la fine di un'epoca. Brooks è stato uno dei migliori piloti del suo tempo.

Tony Brooks, Ferrari

Dopo aver iniziato la sua carriera nel 1952 nei club events, Brooks si è unito al team Aston Martin nel 1954 per poi salire alla ribalta vincendo il Gran Premio di Siracusa del 1955, gara non valida per il campionato, mentre ancora studiava per diventare dentista.

Il successo ottenuto al volante della Connaught fece tornare alla vittoria in pilota inglese su una vettura inglese dopo una attesa lunga 31 anni.

Dopo un breve periodo con una BRM ancora in difficoltà, Brooks passò alla Vanwall creando così un team di superstar britanniche in F1 insieme a Stirling Moss e Stuart Lewis-Evans.

Dopo il secondo posto ottenuto al GP di Monaco del 1957, vinto da Juan Manuel Fangio, Brooks fu protagonista di un incidente a Le Mans mentre si trovava alla guida della Aston Martin. Il pilota inglese è stato fortunato a sopravvivere e quando ha preso il via del GP di Gran Bretagna del 1957 con la Vanwall aveva ancora i postumi dell’accaduto. Proprio in quella gara Brooks, che stava occupando la sesta posizione, fu chiamato a cedere la vettura a Moss quando quest’ultimo accusò problemi. Salito sulla vettura di Brooks, Moss conquistò il successo.

Moss era il numero uno della Vanwall (e dell’Aston) e aveva la possibilità di ottenere sempre il materiali migliori a differenza di Brooks, ma Tony ha sempre guardato all’interesse della squadra ed è stato lesto a cogliere le opportunità quando Moss veniva colpito da problemi.

Tony Brooks, Vanwall

Tony Brooks, Vanwall

Photo by: Motorsport Images

Nel 1958, però, Moss riuscì a conquistare il successo nel GP del Belgio a Spa, al Nurburgring ed a Monza nella pista di casa della Ferrari. Moss ottenne quattro successi e la Vanwall conquistò il titolo Costruttori, ma in classifica piloti fu Mike Hawthorn ad imporsi con un solo punto di vantaggio.

Nel 1959 Brooks passò alla Ferrari diventando il leader indiscusso in una squadra che vedeva anche la presenza di Phil Hill e del debuttante Dan Gurney. Due successi gli consentirono di entrare nella lotta per il titolo contro Jack Brabham e Stirling Moss.

La cancellazione del GP del Belgio ed i problemi alla frizione patiti all’inizio del GP d’Italia lo privarono della possibilità di cogliere due successi su due tracciati dove la potenza del motore Ferrari avrebbe fatto la differenza. Giunto a Sebring aveva ancora una possibilità di poter conquistare la corona iridata, ma il terzo posto in gara lo costrinse a chiudere secondo in classifica alle spalle di Brabham.

Negli anni seguenti il successo non arrivò con facilità, anche perché Brooks non era un amante delle vetture a motore posteriore, ma al di fuori della F1 è stato uno dei piloti endurance più completi al mondo. Ha vinto sia a Spa che la 1000 Km del Nurburgring del 1957 con la Aston Martin DBR1, per poi importsi al Tourist Trophy del 1958 insieme a Stirling Moss.

Aveva delle qualità uniche che gli consentirono di imporsi su circuiti davvero impegnativi come quelli di Spa e del Nurburgring e le sue sei vittorie ed i 10 podi ottenuti in 38 partenze lo dimostrano.

Stirling Moss dichiarò che in un team con due vetture avrebbe scelto come piloti per la sua squadra Brook e Jim Clark, confermando così come il tranquillo e quieto Brooks era considerato una dei migliori piloti mai diventati campioni del mondo. La scomparsa dell’ultimo vincitore di un GP degli anni 50 segna la fine di un’epoca.

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