F1 | Stella: "Piastri sta ancora imparando, mentre Norris è maturo"
Il team principal della squadra di Woking analizza i diversi stati d'animo dei suoi piloti: Oscar patisce le piste con un basso livello di grip e deve acquisire come usare le gomme, mentre Lando dopo lo stop in Olanda ha trovato le energie per tirare fuori tutto il potenziale con un graduale processo di evoluzione.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Da oltre un mese, nel paddock di Formula 1, una domanda domina le conversazioni: cosa ha causato la forbice di performance apertasi in modo così netto tra Lando Norris e Oscar Piastri? Una questione tutt’altro che marginale, perché (al netto di sorprese) comprenderne le cause significa anche intuire quale potrebbe essere il fattore decisivo nella corsa al titolo mondiale 2025.
Al termine delle qualifiche del Gran Premio del Brasile, i cui risultati hanno confermato la tendenza delle ultime gare, il team principal Andrea Stella ha analizzato in dettaglio la situazione interna al box McLaren, tracciando un quadro chiaro e supportato dai dati a disposizione della squadra.
Andrea Stella, McLaren
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Il team principal ha iniziato dal momento complicato che sta attraversando Piastri. Il primo elemento interessante sottolineato da Stella riguarda le condizioni di bassa aderenza riscontrate negli ultimi tre weekend di gara. In condizioni normali il grip aumenta gradualmente da venerdì a domenica; analizzando la prima parte di stagione si nota come le performance di Oscar crescessero progressivamente nel corso del fine settimana.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Peter Fox / Getty Images
La pioggia caduta a San Paolo nella notte tra venerdì e sabato ha ripulito la pista dalla gomma depositata durante la prima giornata di attività, riportando l’asfalto allo stato ‘green’. “I tempi sul giro sono stati parecchio più lenti rispetto a venerdì – ha spiegato Stella – si è creata una situazione simile a quelle di Messico e Austin, ed in queste strane condizioni è più difficile mettere insieme un giro pulito. Serve una guida particolare, ed Oscar sta ancora consolidando questa tecnica, ci vuole un po' più di tempo per sfruttarla appieno in modo naturale. L’effetto si amplifica quando, come oggi, l’aderenza tende a cambiare in ogni curva a causa del vento, ed è il problema che anche Lando ha avuto nel suo primo giro lanciato in Q3”.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
“Credo che nel caso di Lando in questo scenario a bassa aderenza l’adattamento sia più naturale – ha proseguito Stella – e questo si traduce in un buon tempo sul giro. Per qualche motivo negli ultimi tre weekend di gara abbiamo sempre trovato condizioni di scarsa aderenza, ed in questi casi non basta mettere un set di gomme soft per risolvere il problema. Bisogna gestire la macchina mentre slitta, e Oscar su questo fronte è ancora in fase di apprendimento, ma sappiamo anche che impara molto velocemente”.
Le difficoltà di Piastri sono coincise con un momento estremamente positivo per Norris. Secondo Stella alla crescita di Lando hanno contribuito non solo aspetti personali, ma anche fattori tecnici che lo hanno portato a migliorare il feeling con la MCL39.
“Stiamo vedendo un Lando capace si sfruttare pienamente il proprio potenziale di guida – ha osservato - ha raggiunto una piena maturità e la resilienza necessaria per competere a questo livello, soprattutto quando in gioco c’è un campionato del mondo. Dopo il ritiro di Zandvoort non c'è stato alcun dramma, ha reagito in modo perfetto, consapevole che non poteva fare altro se non concentrarsi sulla gara successiva”.
“Anche sul fronte tecnico ha lavorato molto. Nella fase iniziale di stagione non è stato semplice capire come gestire le gomme anteriori, dove fosse il loro limite di aderenza e la comprensione del momento in cui la macchina iniziava a tendere al sovrasterzo. Lando ha impiegato un po' di tempo per trovare il giusto feeling, e in quella fase è stato in svantaggio rispetto ad Oscar. Parliamo di aspetti che possono sembrare marginali, ma se guardiamo il livello di competitività attuale della Formula 1 tutto diventa cruciale. E, per concludere su Lando, non c’è stato un cambiamento improvviso, ma un graduale processo di evoluzione di cui ora oggi vediamo i risultati”.
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