F1 | Red Bull si aggrappa a Max: come è arrivato il 2° posto dopo una FP1 "orrenda"
Max Verstappen è il faro della Red Bull, qualcosa che il team di Milton Keynes non ha mai nascosto. Anche nelle qualifiche sprint del GP di Cina l'olandese ha messo la sua firma con un secondo posto insperato al termine di una FP1 definita "orrenda" a causa delle performance sottotono. Tuttavia, la sprint di domani rappresenterà un'altra sfida.
Più volte Helmut Marko lo ha definito il “fattore Max”, un elemento prezioso che solo la Red Bull ha, ma anche - e soprattutto - ciò a cui continuare ad aggrapparsi per restare a galla in attesa di tempi migliori. È nelle giornata più complesse che emerge l’importanza del pilota e anche oggi Max Verstappen è stato l’ancora di salvezza per una Red Bull che si sentiva affondare al termine di una FP1 definita “orrenda”.
Un lampo finale che, chiaramente, non cambia totalmente un weekend ancora molto lungo, ma che dà un boost al morale a tutto il team che, per ora, sta riuscendo a massimizzare un pacchetto non ancora perfetto e che presenta i suoi aspetti critici.
È proprio per questo che in Red Bull il venerdì cinese si conclude con un sorriso, non solo per il secondo posto del quattro volte iridato, ma anche per il passo in avanti fatto con la vettura che, come ormai quasi da tradizione, nelle prime libere raramente riesce ad essere subito nella finestra ideale.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Red Bull Content Pool
Più volte, infatti, il team anglo-austriaco si è trovato a dover fare i conti con un assetto preparato a casa che, una volta poi scesi in pista, non trovava i riscontri sperati, dovendo così sfruttare quanto imparato direttamente sul tracciato per rifinire l’assetto. Uno scenario che, in parte, si è ripetuto anche oggi e che, al termine delle prime libere, aveva portato Red Bull a dubitare di potersi giocare le prime due file.
“È andata molto, molto meglio del previsto. Eravamo davvero preoccupati di non essere nelle prime due file in qualifica. Abbiamo cambiato diverse cose sulla macchina, che ovviamente hanno aiutato, ma poi Max ha fatto un giro fantastico”, ha detto Marko al termine delle qualifiche valide per decretare l’ordine di partenza della sprint di domani mattina.
“La FP1 è stata molto difficile. Non eravamo tra i primi sei e la gestione gomma era orrenda. Spero che domani riusciremo a mantenere questa velocità anche sulla distanza, ma stata una sorpresa positiva”, ha poi aggiunto il consulente della Red Bull, anche se c’è da menzionare che in FP1 l’olandese non aveva completato il suo ultimo tentativo rientrando ai box.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
Proprio per questo quei soli 18 millesimi dalla pole position centrata da Lewis Hamilton sulla Ferrari non infastidiscono quanto si potrebbe pensare. Certo, con soli due centesimi in meno sarebbe partito dalla prima casella, tra l’altro sul lato pulito della griglia, ma la soddisfazione principale è già essere in prima fila.
“Sono molto felice. Penso che nella prima sessione di prove libere fossimo abbastanza distanti, per cui sono molto contento di essere in prima fila. Il giro è stato ottimo. È molto difficile quando vai dalla media alla gomma soft senza riferimenti. Ovviamente, il distacco è di solo 18 millesimi dalla pole position, ma non avremmo dovuto nemmeno essere in prima fila, per cui sono molto felice”, ha detto Verstappen.
Si punta ancora sull'assetto scarico
Ma da dove è arrivato questo secondo posto che ha ridato morale alla Red Bull? Indubbiamente, la tattica McLaren del doppio tentativo e gli errori dei due piloti del team di Woking hanno aiutato sia Ferrari che il quattro volte iridato a superare le aspettative, ma ci sono comunque temi tecnici interessanti.
Confronto telemetrico Verstappen Sprint Q Cina
Foto di: Gianluca D'Alessandro
In primo luogo, uno degli elementi centrali è la performance sui rettilinei, grazie anche all’assetto scelto. Il team ha mantenuto la stessa ala scarica già vista in Australia, con la differenza che, questa volta, i piloti si sono sdoppiati: Verstappen ha girato da subito sull’opzione più scarica, mentre Lawson è partito con quella più carica, in modo da trovare più fiducia e, oltretutto, raccogliere più dati.
Per dare un riferimento, l’olandese in qualifica ha poi registrato una velocità massima di 337 km/h lungo il rettilineo opposto, ovvero 1 km/h in più di Hamilton e 5 km/h in più della McLaren di Oscar Piastri.
Un gap che ha sicuramente permesso di guadagnare un margine sulle due vetture papaya e che ricalca in buona parte la stessa tattica usata in Australia, dove Red Bull si era affidata soprattutto al vantaggio accumulato sugli allunghi per ben figurare sul giro secco. L’altro elemento critico è il secondo punto di forza della RB21, ovvero le performance nei tratti a media-alta velocità.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Andando a osservare i riferimenti telemetrici, infatti, dove Verstappen ha perso maggior tempo è nelle curve più lente o dove ha accusato del sottosterzo, come la sequenza 1-2 o la 8-9. Nei tratti dove però la stabilità ad alto carico gioca ancora un ruolo importante, come nella percorrenza della sette, l’assetto rigido e le determinate caratteristiche aerodinamiche della RB21, su un asfalto che si è rivelato piuttosto liscio, hanno ancora permesso di giocarsela al top, in linea con quanto accadeva l’anno passato.
Lo stesso si può dire per l’ultima curva, dove conta molto la fiducia in inserimento. Tutti elementi che, messi insieme, hanno permesso di centrare una seconda posizione insperata, come lo era la seconda fila in Australia. Ora, però, c’è la sfida più dura, ovvero riuscire a far durare le gomme in gara.
È proprio su questo fronte che Red Bull nutre maggiori dubbi in base a quanto visto in FP1. Sicuramente sono stati ricavati pochi dati in una sola sessione, tra l’altro con un asfalto ancora da scoprire, ma comunque sufficienti per far scattare un campanello d’allarme.
“Speriamo che, con queste modifiche, anche l'usura degli pneumatici migliori drasticamente. E sì, sono 19 giri, che sono un bel po', ma abbiamo fiducia”, ha aggiunto Marko. Meno ottimista è Verstappen, che ha confermato come sarà difficile mantenere alle spalle la McLaren, ma la speranza è quantomeno quella di poter lottare: “Penso che sarà molto difficile mantenerle dietro. Speriamo che però almeno sia divertente, non voglio dire essere vicini, ma almeno che possiamo gareggiare. Sarebbe bello per me”.
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