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F1 | Red Bull: il rischio di essere compagno di squadra di Max

Lawson è stato scelto dalla squadra di Milton Keynes per sostituire Perez, un altro pilota "macinato" dall'olandese quattro volte campione. C'è chi vede l'investitura del neozelandese come l'inizio di un progetto per il futuro, ma ci sarà anche alto il rischio di vedere Liam come una vittima sacrificale. E se Verstappen decidesse di cambiare aria?

Liam Lawson, Visa Cash App RB F1 Team

Liam Lawson, Visa Cash App RB F1 Team

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Stagione 2018. Daniel Ricciardo lascia la Red Bull conscio del cambiamento di gerarchie che ha preso forma all’interno della squadra. Helmut Marko gongola, ha la certezza di avere in casa il pilota di riferimento su cui costruire il futuro, ma non può immaginare è che l’esplosione definitiva di Max Verstappen innescherà un grattacapo inedito, ovvero l’affannosa ricerca del pilota da affiancargli.

Sono trascorse sei stagioni dalla partenza di Ricciardo, un lungo periodo durante il quale la gestione piloti della Red Bull ha proposto il suo meglio con la cavalcata mondiale di Verstappen. Ma a qualche metro di distanza, dall’altra parte del box, sono andati in scena una sequenza di errori passati in secondo piano solo grazie all’ascesa di Max.

Helmut Marko, Consulente Red Bull Racing

Helmut Marko, Consulente Red Bull Racing

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Del tocco magico che in un decennio ha permesso a Marko di portare alla ribalta Sebastian Vettel, Daniel Ricciardo e lo stesso Verstappen, si sono perse da tempo le tracce. Oppure, come sostengono non pochi addetti ai lavori, oggi trovare il pilota in grado di condividere il box con Max è semplicemente un’impresa impossibile.

La Red Bull sta pagando un prezzo non indifferente a causa di questa situazione. La terza posizione conquistata nel mondiale Costruttori, al termine di una stagione in cui Verstappen si è laureato campione del mondo con due gare d’anticipo, è la conferma di un meccanismo inceppato. Il tandem Marko-Horner ha reagito, ma le decisioni prese nel quartier generale di Milton Keynes puntano in una direzione non del tutto definita.

Il ‘no’ a Sainz mette ancora a rischio il ‘Costruttori’

Carlos Sainz, Ferrari

Carlos Sainz, Ferrari

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Appurata la chiusura del ciclo Perez, la Red Bull ha avuto la possibilità di poter attingere dal mercato una figura perfetta per le esigenze della squadra. Le motivazioni che hanno portato a mettere da parte la candidatura di Carlos Sainz sono molto probabilmente legate al rapporto con Verstappen (la loro convivenza in Toro Rosso nel 2015 non è stata tra le più tranquille) e non è un segreto che qualsiasi situazione che possa anche minimamente turbare la tranquillità di Max viene automaticamente eliminata.

È lampante che la priorità nel team è il quattro volte campione del mondo, così come è chiaro che la Red Bull è disposta a rinunciare alla possibilità di combattere ad armi pari (almeno sulla carta) con la concorrenza per la conquista del mondiale Costruttori. Puntare su Liam Lawson, ovvero un pilota che ha disputato undici Gran Premi in Formula 1, vuol dire aver messo in conto il percorso di crescita che il giovane neozelandese dovrà affrontare, una fase della sua carriera che sarebbe stata più logica percorre in Racing Bulls.

Liam Lawson, VCARB 01

Liam Lawson, VCARB 01

Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Anche su Lawson ci sono pareri opposti. C’è chi vede nella figura nel neozelandese solo la prossima ‘vittima’ di Verstappen, destinata a soccombere alla pari dei piloti con poca esperienza che l’hanno preceduta in quel ruolo, da Pierre Gasly ad Alexander Albon. C’è, però, anche chi la vede diversamente, arrivando a identificare nella figura di Lawson il futuro della Red Bull.

Non è una sparata se si considera la possibilità che Verstappen possa puntare sull’Aston Martin in vista della stagione 2026, un’opzione che al momento appare non molto probabile ma allo stesso tempo neanche impossibile.

Crescere un anno al fianco di Verstappen può essere una grande opportunità, sempre che Marko decida di cambiare strategia lasciando a Lawson quel tempo necessario per crescere che qualche anno fa non era stato concesso a Gasly ed Albon, bruciati anche dall’essere stati affiancati a Verstappen troppo presto.

Il programma che ha funzionato con Max non si è più adattato con nessun alto giovane arrivato in seguito, ma la Red Bull per ora non ha cambiato approccio. Spera fortemente che Lawson possa rivelarsi un nuovo Verstappen, per velocità di apprendimento e curva di crescita, altrimenti il suo destino rischia di essere simile ai giovani che l’hanno preceduto.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Red Bull Content Pool

Il rischio Max fa tremare la Red Bull

Quindici anni fa Marko non risparmiava frecciatine nei confronti degli avversari che si contendevano i top driver a suon di ingaggi faraonici. “Noi i piloti li costruiamo in casa”, affermava il consulente austriaco, alludendo a Sebastian Vettel e Daniel Ricciardo. Oggi lo scenario è cambiato in modo drastico. È vero che anche Verstappen fu contrattualizzato dalla Red Bull nelle formule propedeutiche, ma il vantaggio si è esaurito con il primo contratto.

Oggi Max è di gran lunga il pilota più pagato in Formula 1, un ingaggio (inclusi i premi) che nel paddock si stima intorno agli ottanta milioni di euro a stagione, cifra che ha fatto indietreggiare anche la Mercedes, non disposta a corrispondere ad un pilota un contratto di tale portata.

Ma non è solo questione di soldi. Oggi Verstappen ha il coltello dalla parte del manico, anzi, dispone dalla sua parte di un arsenale completo. È indubbiamente il pilota che negli ultimi anni ha saputo fare la differenza più di ogni altro, ma a giocare a suo favore nel rapporto di forza con la squadra è anche la mancanza da parte di Red Bull di un concreto piano B. Qualora Max dovesse decidere di lasciare la squadra sarebbe una notizia disastrosa per le ambizioni della Red Bull, poiché si ritroverebbe nelle condizioni di dover sperare in una clausola rescissoria di uno dei piloti di vertice che hanno appena rinnovato le proprie posizioni nel mercato piloti 2024.

Anche in quest’ottica la scelta Lawson fa sorgere qualche perplessità. La pista nel corso del 2025 potrebbe dire che è lui l’uomo del futuro, ma potrebbe anche arrivare un verdetto diverso. Se in questo scenario la Red Bull dovesse incassare l’uscita di Max, si troverebbe esposta ad una situazione potenzialmente ancora più critica di quella vissuta con la partenza di Adrian Newey.

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