F1 | Tsunoda ancora "scartato": ecco perché non convince Red Bull
Red Bull ha scelto Lawson e non Tsunoda per sostituire Sergio Perez. Il giapponese migliora di anno in anno, ma a Milton Keynes non sono convinti. Ecco i motivi che hanno tarpato le ali al giapponese.
Yuki Tsunoda, Visa Cash App RB F1 Team, in Parc Ferme
Foto di: Lubomir Asenov / Motorsport Images
I chilometri fatti al volante della RB20 ai test post stagionali 2024 di Formula 1 svolti a Yas Marina sono destinati a rimanere gli ultimi in Red Bull per Yuki Tsunoda.
Questa mattina il team diretto da Christian Horner ha annunciato Liam Lawson come sostituto di Sergio Perez per la stagione 2025, facendolo così diventare il nuovo compagno di squadra del 4 volte campione del mondo Max Verstappen.
A fronte dei numeri eloquenti firmati da Tsunoda nel corso delle ultime due stagioni tra AlphaTauri e Racing Bulls, a Milton Keynes hanno preferito puntare sul 22enne neozelandese, il quale ha alle spalle appena 11 gran premi contro gli oltre 80 del giapponese, e 3 arrivi a punti.
L'apporto che Tsunoda ha dato al team di Faenza è chiaro e i numeri supportano il suo impegno: 30 punti ottenuti nel 2024, ovvero il 65% del fatturato complessivo della squadra italo-austriaca, 12 approdi in Q3 in qualifica, 18-6 nelle prove ufficiali contro i suoi compagni stagionali (Ricciardo prima, Lawson poi), 14-6 in gara.
Una situazione molto simile l'avevamo già vissuta nel 2023, con Tsunoda capace di firmare 17 punti sui 25 complessivi del team allora chiamato AlphaTauri (i restanti 8 sono stati colti da Ricciardo, 6, e da Lawson, 2. Nessuno, invece, da Nyck de Vries).
Una crescita sostenuta dai fatti, una solidità sempre crescente, non sono stati elementi sufficienti per garantirsi il sedile tanto agognato, quello accanto a Max Verstappen in Red Bull, preso invece da Liam Lawson.
Dietro a questa scelta, in apparenza poco comprensibile, esistono dinamiche che, soprattutto in Formula 1, è bene non scordare, né accantonare. Senza contare come i numeri non debbano essere semplicemente letti, ma anche interpretati. Altrimenti Tsunoda si sarebbe trovato in Red Bull al posto di Lawson.
Un fattore che i vertici di Red Bull hanno considerato nella scelta di Lawson è il potenziale e lo sviluppo dello stesso nel pilota neozelandese. Lawson, nei suoi 11 GP svolti in F1, ha colto 3 arrivi a punti, ossia poco più del 25% di gare in Top 10. Ma ciò che in Red Bull vedono, è una crescita di Liam che può farlo diventare un pilota più forte e utile per il team principale del gruppo rispetto a Yuki Tsunoda.
Il giapponese, pur autore di due stagioni rimarchevoli, viene visto come un pilota arrivato, o comunque molto vicino, al suo massimo potenziale. Lawson, invece, è ancora quasi tutto da costruire e le basi su cui partire sono più che buone. Insomma, da una parte c'è ancora tanto potenziale da estrarre. Tsunoda, invece, è visto come un pilota plafonato nella sua evoluzione, arrivato all'apice della sua crescita e non più migliorabile sotto diversi punti di vista.
Un altro fattore importante da tenere in considerazione riguarda il rapporto tra Red Bull Racing e Honda. Il 2025 sarà l'ultima stagione in cui la squadra diretta da Christian Horner utilizzerà le power unit Honda, prima di iniziare a utilizzare i propri motori realizzati dalla Red Bull Powertrains e marchiati Ford Performance.
Il costruttore giapponese, lo ricordiamo, rimarrà in Formula 1 anche nella prossima era tecnica che scatterà nel 2026: fornirà infatti i motori ad Aston Martin Racing, formando una nuova partnership importante con un team in rampa di lancio - se non nei risultati - almeno per quanto riguarda le risorse economiche, strutturali e di personale.
Questo importante cambiamento rende Tsunoda molto più vulnerabile in Red Bull. Non dovendo più quasi nulla al costruttore giapponese, la squadra di Milton Keynes è libera di dare priorità ad altri piloti, soprattutto quelli scelti direttamente dal suo reparto scouting, senza doversi preoccupare di assecondare chi se ne andrà al termine della prossima stagione per fornire altri team.
Dulcis in fundo, e non è un dettaglio banale, Tsunoda non ha mai goduto di un'estrema considerazione da parte dei vertici di Red Bull. Non è un caso che, dopo Nyck De Vries, in AlphaTauri sia stato preso Daniel Ricciardo per capire se ci fossero ancora gli estremi per sfruttare il suo talento e sostituire Perez.
Insomma, Tsunoda non è mai realmente stato considerato un'alternativa a Perez e mai un candidato reale al sedile Red Bull. Se Yuki vorrà provare a fare un salto in avanti, dovrà sperare di ricevere supporto di Honda quando diverrà partner di Aston Martin Racing, tornando a esplorare il mercato.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments