F1 | Piastri ora insegue: "Sono 2 gare che fatico. E non è colpa della MCL39"
Il quinto posto finale in Messico ha portato Piastri a perdere la leadership del Mondiale Piloti a 4 gare dal termine della stagione. L'australiano ha capito di dover cambiare qualcosa nella sua guida: sarebbe quello il motivo delle ultime difficoltà incontrate.
Oscar Piastri, McLaren, George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Che Oscar Piastri potesse uscire dall'Hermanos Rodriguez senza la leadership nel Mondiale Piloti era già ipotesi sostanziosa dopo le qualifiche di ieri. Oggi, invece, ne abbiamo avuto conferma.
La vittoria di Lando Norris e il contemporaneo quinto posto ottenuto dall'australiano hanno portato il pilota britannico a superare il compagno di squadra e a diventare il nuovo leader del Mondiale quando mancano appena 4 gare al termine della stagione.
Piastri aveva già mostrato segni di cedimento la scorsa gara, segnali poi ripetuti ieri in qualifica. Oggi in gara il 24enne ha provato la rimonta, andata però a impattare contro una sorprendente Haas - quella di un Oliver Bearman eccezionale - e una Virtual Safety Car uscita proprio nel momento per lui peggiore, ovvero a 2 giri dal termine.
"Oggi tanta lotta in pista, sono stato dietro a qualcuno per tutta la gara in aria sporca, per cui è stato davvero difficile", ha ammesso Piastri al termine della gara. Oggi la cosa più importante sono le cose che ho imparato. Dopo le qualifiche di ieri era evidente che ci fosse qualcosa che arei dovuto cambiare nel mio modo di guidare, qualcosa di piuttosto significativo. E oggi ho provato a limitare i danni e di imparare qualcosa. Se dovessi aver fatto progressi in questo senso, allora sarò contento. Ma quando il tuo compagno di squadra vince e tu hai finito quinto, non hai fatto niente di straordinario".
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
A quel punto è stato facile pensare che Piastri sia andato incontro a qualcosa che gli abbia fatto perdere fiducia nella sua guida e in ciò che fino a Zandvoort era riuscito a fare quasi senza errori.
"Non ho perso fiducia nelle mie capacità di guida. Ho solo dovuto guidare in modo molto diverso nelle ultime due gare. O forse non ho guidato in modo differente quando avrei dovuto. E' stato strano da capire, sapete, perché guidato esattamente come ho fatto tutto l'anno. E' solo che negli ultimi 2 weekend di gara, la macchina, le gomme o qualcos'altro hanno richiesto un modo di guidare abbastanza diverso. E io non ci sono proprio riuscito. Quindi oggi ho provato alcune cose per cercare di cambiare un po' le cose. E una volta analizzato se ho fatto cose efficaci o meno, spero che questo ci aiuti a vedere progressi".
Se la guida è sempre stata la stessa, così come la MCL39 (ormai priva di aggiornamenti da diverse settimane), cos'ha messo in difficoltà Piastri. L'australiano non fa giri di parole, lasciando intendere di essere stato lui stesso il problema.
"Ovviamente la macchina non è cambiata da un po' di tempo. Quindi non credo che sia un problema legato alla vettura. Potenzialmente, o almeno credo, dato il ritmo che ha caratterizzato le ultime due gare, è chiaro che Lando ha trovato più facile adattarsi, mentre io no. Quindi sì, ci sono molte analisi da fare per cercare di capire meglio la situazione. Ma, sapete, penso sia importante ricordare che nelle altre 19 gare il mio modo di guidare ha funzionato piuttosto bene. Quindi si tratta più che altro di aggiungere alcuni strumenti al mio arsenale piuttosto che reinventarmi".
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