F1 | Norris finalmente: Max s'inchina, la Ferrari è a rimorchio
Il primo successo di Lando nel GP di Miami è stato accolto con piacere da tutto il paddock: l'inglese si fa volere bene e non ha nemici. La McLaren sfrutta il pacchetto di aggiornamento per fare un grande salto di qualità che relega la Ferrari al ruolo di terza forza. Leclerc, però, ha chiuso al traino di Verstappen senza novità. E da Imola...
C’è un senso di compiuto nella vittoria che Lando Norris ha ottenuto nel Gran Premio di Miami. A ventiquattro anni l’ex kartista prodigio, catturato nel 2017 dal programma ‘Young Driver’ della McLaren, aveva collezionato dei record che si possono leggere in due modi. Diventare il pilota con più podi e più punti a non aver mai vinto un Gran Premio, vuol dire essere un driver di alto livello ma non un vincente.
Il successo Norris lo aveva sfiorato in diverse occasioni, la più clamorosa fu in Russia nel 2021, quando a quattro giri dal termine decise di proseguire con gomme da asciutto confidando che le poche gocce di pioggia non diventassero un acquazzone. Andò male. Due settimane prima era salito sul secondo gradino del podio di Monza celebrando il successo dell’allora compagno di squadra Daniel Ricciardo.
Andrea Stella e Lando Norris festeggiano il successo della McLaren nel GP di Miami
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Nel frattempo Norris aveva visto vincere le loro prime gare in Formula 1 diversi compagni di generazione, da George Russell a Charles Leclerc, salendo sedici volte sul podio ma mai sul gradino più alto. Oggi a Miami il giorno è arrivato, e i primi a celebrare il percorso di Lando sono stati i suoi colleghi, nessuno escluso, subito accorsi a rendergli omaggio. Non è qualcosa che si vede spesso, ma Norris è un pilota che si è fatto largo col lavoro, senza spallate, ha qualche amico vero anche tra i suoi colleghi e soprattutto non ha alcun nemico. Mai una polemica, una parola fuori posto o una manovra canaglia, in pista come fuori.
La vittoria di Miami è arrivata grazie ad un bonus offerto dalla safety car (entrata in pista al giro 28) ma non solo. In passato Max Verstappen aveva impiegato pochi giri per farsi largo e riprendersi la leadership, oggi no. A fare il Verstappen è stato Norris, ripartito ad un ritmo più veloce rispetto a quello delle Red Bull numero 1, un passo che gli ha permesso in breve tempo di costruire un margine di sicurezza. Lando non ha sbagliato nulla, ha saputo aspettare nei primi giri quando si è trovato dietro il “tappo” Perez, e spingere quando ha avuto pista libera, mostrando le qualità della MCL38, al debutto proprio a Miami nella sua versione rivisitata dai tecnici di Woking.
Con le gomme hard nessuno è stato in grado di impensierire Lando, anche Verstappen ha dovuto arrendersi. L’aiutino c’è stato, ma il tandem Norris-McLaren ha certificato il successo confermandosi il più veloce in pista. “Sapevamo che la macchina sarebbe andata bene – ha commentato un felicissimo Andrea Stella – ma quanto abbiamo visto giro dopo giro, beh, è stata un po' una sorpresa. Ovviamente ci ha fatto molto piacere, anche in chiave futura”.
Il team principal della McLaren, che ha dedicato il successo a Gil De Ferran, ha voluto anche elogiare il lavoro di Norris. “Se la meritava tanto, tantissimo. Abbiamo sempre detto che appena avrebbe avuto a disposizione la macchina giusta ce l’avrebbe fatta, e non ci ha smentito”.
Max Verstappen si congratula con Lando Norris vittioso nel GP di Miami con la McLaren
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Verstappen e la Red Bull alla fine hanno accettato sportivamente il verdetto. “Se quando va male sono secondo… non è male, no?”, ha commentato. Lo spavento più grosso Max lo ha preso nella saletta del retro-podio, quando rivedendo le immagini della partenza si è reso conto di essere stato schivato da Sergio Perez per pochi centimetri. Checo ha condizionato non poco la gara di Carlos Sainz, mentre Leclerc ha convertito la seconda piazza conquistata in qualifica (dietro Verstappen) in una terza posizione, sempre dietro Max.
In termini di bottino la trasferta della Ferrari non è certo negativa. La safety car non ha aiutato Carlos e Leclerc, ma la consistenza in gara c’è stata. Ora l’attesa si sposta su Imola, dove la SF24 sarà in veste rivisitata, mettendosi al pari con gli avversari diretti. Quanto è riuscita a fare la McLaren a Miami fa sperare in qualcosa di diverso dall’annunciato dominio Red Bull. Sia chiaro, non si parla di titoli mondiali ma di gare combattute, magari con qualche exploit che renda merito al lavoro di altri piloti ed altre squadre. Come accaduto oggi a Miami.
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