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F1 | McLaren: le scelte tecniche dietro al primo podio di Piastri

Seppur sia giunto nella sprint del sabato, Oscar Piastri ha conquistato il suo primo "podio" in Formula 1, in un weekend in cui, per ora, ha messo in mostra il proprio talento. L'australiano ha sfruttato perfettamente alcune scelte tecniche della McLaren, a partire dal livello di carico che ha favorito la percorrenza nel settore centrale più guidato, che sul bagnato della shootout e della gara breve ha assunto maggior rilevanza.

Oscar Piastri, McLaren MCL60

Accanto alla casella del vincitore il nome è sempre lo stesso, quello di Max Verstappen, ormai sempre più in un mondo a parte, fatto di una superiorità difficile da scalfire. Guardando ai soli dati, si potrebbe parlare dei sette secondi inflitti al secondo classificato in soli undici giri, ma l’aspetto principale che ha messo in mostra la sprint del sabato è la sua totale fiducia nel mezzo, come dimostrano i parziali registrati nei primi due giri e il ritmo imposto per tutta la durata della corsa.

Tuttavia, al di là dell’ormai classico momento di gloria del due volte campione del mondo, il sabato belga ha regalato anche altri temi interessanti, come il primo “podio” di Oscar Piastri in Formula 1, seppur rappresenti quasi un sorriso a metà, dato che è giunto nella sprint e non nella gara principale della domenica. La scelta di fermarsi immediatamente ai box ha pagato, non solo perché gli ha permesso di scavalcare Verstappen, il quale era invece rimasto fuori per non trovarsi immischiato nel traffico della pit lane, ma anche perché gli ha dato un piccolo cuscinetto di oltre tre secondi sui più diretti inseguitori, a partire da Pierre Gasly.

Se la rimonta dell’olandese della Red Bull è stata impossibile da evitare dato il passo imposto, inarrivabile per qualunque avversario, ben diversa è stata la lotta per il podio, che Piastri ha gestito con autorità sfruttando i punti di forza della sua MCL60.

Oscar Piastri, McLaren MCL60, Max Verstappen, Red Bull Racing RB19

Oscar Piastri, McLaren MCL60, Max Verstappen, Red Bull Racing RB19

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

Sin dal venerdì, grazie a buone doti di deportanza dovute anche alla scelta di una configurazione alare più carica rispetto ai propri rivali diretti, la vettura della squadra di Woking ha dimostrato di essere competitiva soprattutto nel secondo settore, quello più guidato. Più in generale, la MCL60 ha spesso dimostrato buone qualità nei tratti a medio-alta velocità, trovando un equilibrio generale che in quel tratto di pista paga.

In qualifica l’unico ad andare vicino al tempo registrato da Verstappen è stato proprio Piastri, mentre Lando Norris, che aveva impressionato inizialmente in Q1, si è poi dovuto arrendere agli eccessivi danni al fondo che hanno fortemente penalizzato il risultato.

Se al venerdì la pista più asciutta ha aiutato i rivali a trovare maggior grip, avvicinando così le performance, al sabato sotto l’acqua sono venuti fuori i punti di forza derivanti dalle scelte tecniche del team. Infatti, tenendo a mente i dati della prima qualifica del weekend, si può apprezzare come il gap tra le vetture di Woking e i più diretti rivali, come Ferrari e Mercedes, si attesti intorno quantomeno ai sei decimi. Un delta considerevole, ma che ha comunque permesso alle altre scuderie di sfruttare il loro vantaggio in termini di velocità di punta per battere la McLaren sul giro secco, in determinati punti superiore ai 15 km/h.

Tempo nel secondo settore Qualifiche (venerdì) Shootout sabato
     
Piastri 45,852 47,471 (record)
Verstappen 45,697 (record) 48,167
Leclerc 46,400 48,634
Hamilton 46,505 49,145

Al contrario, al sabato, con un asfalto più umido rispetto al giorno prima, questa differenza si è ulteriormente ampliata, raggiungendo i nove decimi. È proprio in questo scenario, dove il carico generato assume un ruolo ancor più decisivo, che la McLaren è stato in grado di fare davvero la differenza, garantendo ai piloti quella fiducia necessaria per attaccare in percorrenza. Aspetto ben evidenziato anche dai dati telemetrici, sia nei confronti di Max Verstappen che delle due Ferrari, soprattutto dalla Bruxelles in poi, come nella mitica curva Pouhon o nella rapida chicane successiva.

Una scelta che, sul bagnato, ha chiaramente dato i suoi frutti, riducendo il peso specifico del gap accumulato sui rettifili, aspetto ancora critico per un team che da inizio anno è alla ricerca di efficienza aerodinamica. Anche quando l'asfalto si è avvicinato progressivamente verso la zona di crossover, Piastri ha mantenuto un buon ritmo, tentando di gestire il surriscaldamento delle gomme che ha colpito tutti i piloti.

Di ciò ne è convinto anche il Team Principal, secondo cui, nel caso non dovesse piovere in gara, la sfida potrebbe rivelarsi più complicata del previsto: “Oggi [l’ala più carica] ha sicuramente aiutato le nostre prestazioni grazie a un po' di carico in più, a costo di una resistenza aerodinamica maggiore. Quindi, in queste condizioni, come abbiamo visto già in qualifica, aiuta molto nel secondo settore e permette di guadagnare un po' anche all'Eau Rouge”.

Confronto Piastri - Verstappen Shootout Spa

Confronto Piastri - Verstappen Shootout Spa

Photo by: Gianluca D'Alessandro

Tuttavia, con una gara asciutta, la situazione potrebbe variare e lasciare McLaren più esposta alle velocità di punta della Ferrari che, tra l’altro, partirà anche davanti dalla casella più ambita della griglia di partenza. Ciò lo si è visto anche osservando la gara di Norris, rimasto a lungo nel traffico: perdendo diversi decimi sugli allunghi, specie nel momento in cui la batteria non ha più la carica necessaria per fornire il giusto supporto provocando un accentuato derating, il gap con gli avversari si allarga, rendendo difficile compensare nel settore centrale. Inoltre, ci sarà l'incognita della gestione gomme, che Andrea Stella spera possa volgere a favore della squadra di Woking aiutando a fare la differenza sulla lunga distanza. 

“Allo stesso tempo, però, [questa scelta] ci lascia vulnerabili domani in alcune situazioni, come dopo la partenza e le ripartenze con la Safety Car. Quindi ne siamo consapevoli, cercheremo di mitigare", ha aggiunto Stella, che ha comunque definito la scelta come il miglior rapporto tra "guadagno e rischio", evitando di sdoppiare le soluzioni tra i due portacolori. 

Infatti, preparando il Gran Premio in fabbrica, il team di Woking ha individuato che questo potesse essere il livello di carico adatto per far risaltare i punti di forza della monoposto piuttosto che coprire quelli in cui si evidenzia qualche lacuna, come era già avvenuto in altri appuntamenti come l'Arabia Saudita. Tuttavia, la speranza della McLaren è che questa scelta non si riveli un'arma a doppio tagli in gara, specialmente nel confronto con la Ferrari e la Mercedes.

 

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