F1 | L'altezza da terra toglie e dà: ecco come Verstappen è tornato competitivo in Messico
Dopo aver faticato venerdì e sabato a causa di una RB21 troppo bassa, Verstappen è tornato veloce la domenica, riuscendo così a tenere aperta la lotta al titolo iridato. Ecco perché ha ritrovato prestazione quando più contava.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Peter Fox
20 anni fa esatti un gruppo che sembrava direttamente uscito da due decadi prima - i Darkness - faceva uscire il secondo lavoro di successo della loro carriera, intitolandolo come il primo singolo estratto: "One way ticket to hell... and back". "Un biglietto di sola andata per l'inferno... e ritorno". Lo scorso fine settimana - sebbene temiamo che non sia andata proprio così... - Max Verstappen ha idealmente cantato il brano sopra citato, definendo nel migliore del modi un gran premio che sembrava doverlo mettere fuori dai giochi per il titolo iridato e che, invece, lo ha visto protagonista di un recupero esaltante proprio quando più contava.
Max aveva concluso con il miglior tempo nella giornata di venerdì, al termine delle due libere. Ma lo stesso 4 volte iridato aveva fatto sapere di non essere per nulla soddisfatto. A preoccuparlo non era certo il tempo sul giro secco, quanto l'inefficacia sul passo gara e, con una McLaren sempre fortissima, è inutile essere forti solo quando, di fatto, i punti non vengono assegnati, ovvero al venerdì e al sabato.
"Con le Soft sono riuscito a fare un buon giro. Tutto il resto è andato piuttosto male. Il run fatto con le Medium non è stato grandioso e il problema più grande sono i long run, dove sembriamo faticare tantissimo. Dunque, ovviamente, questa è la preoccupazione più grande in vista della gara", aveva detto Max dopo le Libere.
"Il bilanciamento non c'era, non c'era grip. E questa è la preoccupazione più grande. Appena riesci a fare uno stint sostenibile, le gomme di surriscaldano. Siamo dispersi. Dunque è stata dura. Ma vedremo".
"Sicuramente in questo modo non si riuscirà a vincere la gara. Puoi essere veloce nel giro secco, ma se hai un passo gara orrendo, le cose si fanno difficili".
Al sabato la Red Bull ha cambiato assetto sulla RB21 numero 1, cambiando anche l'ala posteriore per provare a trovare il bandolo della matassa. Dopo una prova comparativa con la vecchia ala montata sulla monoposto di Tsunoda, anche Verstappen è tornato all'ala usata venerdì, ma la sua monoposto è comunque rimasta molto bassa.
Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Clive Rose / Formula 1 via Getty Images
La RB21 di Max, soprattutto nel settore centrale, spanciava. Dalle immagini era evidente e anche dal cronometro, considerando che tra le vetture top era una delle più lente. Anche per quel motivo le qualifiche sono andate decisamente peggio di quanto atteso in casa Red Bull Racing.
Eppure, se questo al sabato è stato un fattore di rallentamento, alla domenica le cose sono cambiate radicalmente. Con il pieno di benzina e la gestione gomme fa fare, il gara si è più lenti e si genera meno carico aerodinamico. Questo ha portato la macchina di Verstappen a non spanciare più, stabilizzandosi. Anche il cronometro ha dato risposta positiva, con Verstappen tornato a guadagnare sulle Ferrari anche nel tratto dove al sabato perdeva.
A conferma di questo aspetto sono arrivate le parole di Helmut Marko: "Eravamo troppo bassi in qualifica. Ma quando hai il serbatoio pieno non vai così forte in curva e il carico aerodinamico non è così elevato (come in qualifica). Per questo motivo non abbiamo più spanciato. E poi Max ha fatto quell'incredibile stint (sulle Soft) in cui è andato al limite, pur mantenendo le gomme in vita".
"Max è stato sempre preoccupato di un eventuale calo delle sue gomme. Ma ha fatto 1'21"2 più e più volte, giro dopo giro. E' stato sempre in mezzo secondo. E sì, questo è tutto Verstappen. Quando Max è in gara, è un'altra storia. Si dimentica di tutto e va".
L'introduzione della Virtual Safety Car a 2 giri dal termine ha privato Max di una probabile seconda posizione. Il vantaggio di gomma nei confronti di Leclerc che lo precedeva era evidente e ormai era sugli scarichi della SF-25 numero 16. Poco avrebbe potuto il monegasco per difendere la piazza d'onore. Alla fine, però, la VSC ha privato Max di altri punti preziosi. Ma in una pista dove sembrava dover dare l'addio ai sogni di gloria, li ha tenuti invece ben più che aperti. E' bene chiarirlo: l'impresa è ancora molto difficile, ma è sempre meno impossibile gara dopo gara.
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