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Formula 1 Test di fine stagione ad Abu Dhabi

F1 | I due fronti che rendono i test post-stagione così importanti

La F1 si è fermata ad Abu Dhabi per una giornata extra di prove, che per i team e per Pirelli rappresenta una chance chiave di raccogliere dati sugli pneumatici 2025. Grazie a questi dati, infatti, le squadre potranno migliorare i loro modelli predittivi delle gomme e avere dati da convogliare nel simulatore: un tema cruciale, come visto quest'anno

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

I test post-campionato di Abu Dhabi rappresentano l’ultima giornata in pista del 2024 per la Formula 1. Al di là di dare l’opportunità a giovani piloti di scendere in pista e accumulare esperienza, per le squadre e per Pirelli questo test è un’ottima opportunità per raccogliere dati e indicazioni preziose sulle gomme della prossima stagione.

Infatti, mentre una vettura è dedicata ai debuttanti, o generalmente piloti comunque impegnati durante la stagione al simulatore, ma con le coperture 2024, sull’altra vettura figurano già le gomme del 2025. Per i team si tratta di un’opportunità di raccogliere dati preziosi sugli pneumatici del prossimo anno con una gamma più ampia di mescole, oltre a quelle già provate qualche settimana fa in Messico.

A Città del Messico, infatti, le squadre avevano preso parte durante la FP2 a una sessione dedicata solo alla raccolta dati per Pirelli, un solo tipo di mescola ma differenziato solo tra versione 2024 e 2025. Ad esempio, alcune squadre avevano potuto solo utilizzare la C4 nelle due versioni in modo da effettuare delle comparazioni, mentre ad altre erano state affidate la C3, la C5 o la C6.

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Inoltre, come da richiesta Pirelli, non era permesso effettuare variazioni di assetto che avrebbero potuto compromettere i dati, per cui le indicazioni per i team si sono rivelate sì importanti, ma anche limitate, senza contare che, sebbene si avvicinassero alla versione finale, le mescole sfruttate in quel test non erano ancora la versione omologata per il prossimo anno.

Al contrario, qui ad Abu Dhabi le squadre avranno maggior libertà nell’utilizzo delle gomme, a partire dal fatto che non saranno limitati a una sola mescola, ma avranno a disposizione una gamma più ampia. I team avranno infatti a disposizione cinque differenti compound, dalla C2 alla C6, con quest’ultima che rappresenterà la novità del 2025.

In realtà, i team avranno a disposizione pochi set di C2 e C6, perché non sono mescole propriamente adatte a questa pista: la prima è fin troppo dura e fatica a restituire il grip necessario, mentre la seconda è eccessivamente morbida, per cui non resiste per un intero giro, come si era visto anche in Messico. Il costruttore milanese ha comunque voluto dare alle squadre la possibilità di girare con queste mescole, in modo da poter raccogliere qualche dato e non arrivare all’inizio dei test 2025 senza alcun riferimento: “Abbiamo voluto comunque dargli la possibilità di girare e raccogliere dati sulla C2 e la C6, ma crediamo che i team si concentreranno più sulla C3, che è la mescola base, ma anche sulla C4 e la C5”, ha spiegato Simone Berra, F1 Chief Engineer di Pirelli.

Pneumatici Pirelli

Pneumatici Pirelli

Foto di: Lionel Ng / Motorsport Images

In una Formula 1 che, come si è visto anche quest’anno grazie ai distacchi ridotti, si è rivelata molto dipendente dalla capacità delle vetture di sfruttare al meglio le gomme, sia sul giro singolo che sul passo gara, il test rappresenta un’opportunità per migliorare i propri modelli predittivi e per avere nuovi dati da sfruttare al simulatore durante la sosta invernale. Infatti, al di là di qualche modifica sui compound in sé, Pirelli ha modificato anche la struttura per rispondere ai carichi delle monoposto 2025, per cui ogni dato può rivelarsi fondamentale per impostare il lavoro in vista del prossimo anno.

“I test sono molto importanti, perché sarà la prima volta che i team possono usare le nuove gomme in versione omologata, quindi si tratta anche della prima opportunità per raccogliere i dati, che verranno poi analizzati e preparare al meglio le loro analisi e i loro modelli per la vettura del prossimo anno”, ha poi aggiunto Berra.

Tuttavia, anche per Pirelli stessa questa giornata di test rappresenta un’ottima chance di avere un’idea più chiara su quali potrebbero essere i valori delle gomme in vista del prossimo anno. Durante la stagione, infatti, il costruttore milanese ha completato diverse sessioni di prove con le squadre, ma ha anche testato differenti mescole e costruzioni: per dare un’idea, solo per il test di Suzuka dopo il GP del Giappone si provarono 12 differenti pneumatici.

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Per questo, al di là dei riferimenti ottenuti nell’ultima parte dei test e durante la sessione di libere in Messico, anche per Pirelli la sessione post-campionato ad Abu Dhabi rappresenta un’ottima chance per avere un quadro più chiaro su quella che può essere, ad esempio, la differenza prestazionale sul singolo giro tra le varie mescole.

“Anche per noi è un test estremamente importante perché, per quanto sia vero che abbiamo fatto dei test durante tutta la stagione, abbiamo provato tante costruzioni e mescole differenti. Alle volte non abbiamo avuto il tempo per verificare al meglio, ad esempio, la differenza di prestazione in termini di tempo sul giro tra le varie mescole”. Un tema da non sottovalutare, soprattutto per quanto riguarda le mescole più tenere, perché, ad esempio, Pirelli potrebbe pensare a un salto di compound in alcune situazioni specifiche, un'idea che non è mai stata abbandonata.

“Quindi, abbiamo tante informazioni, ma non con le gomme omologate su un singolo tracciato con più vetture. Questa è la prima volta che possiamo avere dei riferimenti con almeno cinque delle sei mescole nel range completo. Sarà interessante capire il delta a livello di performance, perché abbiamo dei dati che abbiamo raccolto internamente, ma quando si è in pista, hai anche dieci team che girano”.

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