F1 | Hamilton veloce come Leclerc, ma Lewis non concretizza
Al netto della competitività della SF-25, il sette volte campione del mondo ha avvicinato le prestazioni di Charles che è considerato uno dei migliori qualificatori, ma per ragioni diverse non riesce a dimostrarlo nei risultati. Lewis dimostra di non aver visto la bandiera gialla e si salva dal pagare cinque posizioni in griglia.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Non è un periodo particolarmente fortunato per Lewis Hamilton. Quando sono i centesimi a fare la differenza (e nella Formula 1 attuale accade spesso) è quasi sempre il sette volte campione del mondo a pagare il prezzo più alto. Nelle qualifiche sprint disputate ieri a Interlagos sono stati sette i centesimi di secondo rivelatisi fatali per il passaggio in Q3, ovvero il gap che ha separato Lewis dal tandem Hulkenberg-Leclerc (3 i millesimi di differenza tra i due).
Ad inizio stagione, quando le premesse sulla stagione Ferrari sembravano ben diverse rispetto a quanto poi confermato in pista, era opinione diffusa che per Hamilton non sarebbe stato facile contrastare Leclerc sul giro veloce.
Lewis Hamilton, Ferrari, con il casco che è un omaggio ad Ayrton Senna
Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images
Charles è considerato tra i migliori qualificatori presenti oggi in Formula 1 (per alcuni, il migliore in assoluto) mentre Lewis arrivava da un 2024 con un bilancio stagionale di 19 a 5 a favore dell’allora compagno George Russell, tendenza confermata anche nelle qualifiche sprint (5 a 1). I numeri quest’anno non sono migliori, ma proprio dal confronto con Leclerc emerge come dopo la pausa estiva Hamilton abbia fatto un grosso passo avanti sul giro veloce.
Anche in una giornata ‘no’ come quella di ieri, l’analisi dei dati mostra che in Q2 fosse in vantaggio su Leclerc prima dell’ultima curva che immette sul lungo rettilineo finale. I soliti centesimi, ma a suo favore, dopo essere stato anche in vantaggio di un decimo e mezzo a metà giro. Alla fine è arrivata l’esclusione dalla Q3, ma sotto certi aspetti è una lettura che non rende merito al lavoro che Lewis sta portando avanti.
Al di là della performance deludente della monoposto, il rendimento di Hamilton sul giro veloce si sta confermando sempre più vicino al riferimento assoluto del compagno di squadra. Era arrivato un assaggio ad Austin, dove Lewis aveva chiuso le qualifiche con 69 millesimi di vantaggio su Charles, mentre in Messico il gap tra i due (questa volta a favore di Leclerc) era stato di 9 centesimi.
Lewis ‘salvato’ dalla reprimenda
La beffa nelle qualifiche sprint di ieri avrebbe potuto essere ancora più pesante se Hamilton fosse incappato nella penalità di cinque posizioni per non aver rispettato il regime di doppie bandiere gialle, esposte nei minuti finali della Q2 a seguito di un testacoda di Leclerc. Il collegio dei commissari sportivi ha convocato il pilota della Ferrari al termine della sessione, e durante l’udienza Lewis ha spiegato di non aver visto i pannelli di segnalazione (posti sul lato sinistro della pista) poiché era già in fase di impostazione della successiva curva a destra.
Dalle immagini risulta che l’accensione del panello sia avvenuta pochi istanti prima del passaggio di Hamilton (come riporta la comunicazione FIA, ‘una frazione di secondo’) e che, come spiegato dallo stesso pilota, la monoposto fosse già indirizzata verso la successiva curva a destra. Lewis ha riferito ai commissari sportivi di aver visto la monoposto di Leclerc ferma a bordo pista e il successivo pannello di segnalazione (posto in uscita di curva) che indicava il colore verde.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
Il collegio ha stabilito che la presenza della monoposto di Leclerc e del pannello con luce verde avrebbero dovuto far comprendere a Hamilton di trovarsi in un settore sotto regime di bandiera gialla, con conseguente obbligo di ridurre sensibilmente la velocità.
I commissari hanno analizzato i dati telemetrici della Ferrari numero 44 riscontrando come il pilota abbia esitato nel tornare sul pedale dell’acceleratore rispetto ai giri precedenti, ma senza ridurre la velocità nei limiti previsti dal regolamento. Considerando tutti gli elementi, il verdetto finale si è limitato a una semplice reprimenda, evitando la sanzione in griglia che avrebbe costretto Hamilton a prendere il via nella gara sprint dalla sedicesima posizione.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments